La campagna di Fa’ la cosa giusta!, la fiera della sostenibilità, per aiutare giovani libanesi
Fa’ la cosa giusta! e Terre di Mezzo hanno lanciato una campagna per sostenere giovani libanesi protagonisti di un gemellaggio con studenti e studentesse di alcune scuole italiane. Ecco come partecipare.
Sarebbero dovuti intervenire a Fa’ la cosa giusta!, la fiera degli stili di vita etici e sostenibili che ogni anno si svolge a marzo a Milano, per parlare della loro vita in Libano. I bambini e le bambine di Ain Ebel, località nel sud del Paese protagonista di un progetto di gemellaggio iniziato a ottobre del 2025, non ce l’hanno fatta ad arrivare: i bombardamenti israeliani hanno provocato la chiusura dei confini che ha impedito ai giovani libanesi di incontrare circa 300 studenti italiani.
Il progetto tuttavia non si ferma e quell’incontro continua, seppur virtualmente: “Con la nostra associazione Insieme nelle Terre di mezzo, abbiamo scelto di essere al fianco del popolo libanese, lanciando una raccolta fondi per sostenere due realtà concrete”, comunica lo staff di Fa’ la cosa giusta!, la fiera inaugurata nel 2004 da Terre di Mezzo Editore, che ancora ne cura l’organizzazione.
Nello specifico i due progetti sostenuti sono l’École Saint Joseph di Ain Ebel, dove Suor Maya Beaino insegna ai suoi studenti che l’educazione è la più alta forma di resistenza, e la parrocchia di don Carlo Giorgi, uno dei fondatori di Terre di Mezzo, che a Beirut accoglie chi è rimasto senza nulla. Sono proprio gli studenti e le studentesse cristiane e sciite de l’École Saint Joseph che avrebbero dovuto incontrare i “colleghi” dei licei Parini di Seregno, Russell e Boccioni di Milano lo scorso marzo. Ma l’offensiva dell’esercito israeliano lo ha impedito.
“Quella connessione era il frutto concreto del progetto che era già cresciuto per mesi: mail, video, domande, risposte. Veri e propri gemellaggi che hanno trasformato la guerra da notizia a storia di ragazzi e ragazze reali, con nomi e facce”, scrivono gli organizzatori, che precisano però che, nonostante la situazione internazionale proibitiva, “oggi quell’incontro continua”.
E infatti “Scambi di Pace” – questo il nome del programma italo-libanese – prosegue. L’evento dal vivo previsto dal programma di Fa’ la cosa giusta si è trasformato in un incontro online molto emozionante nonostante fosse mediato da schermi e telecamere. Oggi, nonostante i bombardamenti che hanno distrutto una parte della scuola e le case di molti studenti e studentesse e l’invasione dell’esercito israeliano nel Sud del Libano, la scuola di suor Maya ha scelto di restare aperta, proseguendo le lezioni anche on line, per evitare lo spopolamento e l’abbandono dei villaggi di frontiera e mantenere viva la promessa del futuro. Ma gli insegnanti e gli studenti di Ain Ebel hanno bisogno di tutto.
Non solo. Il presidio è attivo anche a Beirut: mentre nel Sud si combatte, la capitale Beirut è diventata l’approdo di centinaia di migliaia di persone in fuga. Nella parrocchia di San Giuseppe, Carlo Giorgi – tra i fondatori di Terre di mezzo e di Fa’ la cosa giusta!, ordinato prete un anno fa a Beirut – vive ogni giorno in prima linea. In Libano ci sono oggi oltre 1.200.000 persone sfollate, che hanno perso tutto: case, scuole, lavoro, relazioni.
Il percorso di scambio e solidarietà lanciato da “Insieme nelle Terre di mezzo” non si ferma in Libano. Da poco è stato inaugurato un altro gemellaggio tra l’ICS Como Lago e quattro scuole elementari della periferia di Port Sudan, nel Sudan, che accolgono sfollati dalle altre regioni del Paese, martoriato da una guerra civile spesso relegata dai media in secondo piano, ma che dal 2023 ha provocato 2,7 milioni di sfollati e – si stima – più di 150.000 uccisioni, mentre più ci 500.000 bambini sono morti a causa della malnutrizione.
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