È morta Anna Hilbe di Libri Liberi, il negozio dove “i libri non si comprano né si vendono”
Si è spenta a 81 anni Anna Hilbe, libraia, femminista e attivista, fondatrice dello spazio autogestito Libri Liberi a Bologna.
Femminista, attivista, docente universitaria, libraia. Anna Hilbe è stata tutto questo nella “sua” Bologna, che considerava un centro politico e culturale estremamente fulgido anche se, a suo dire, negli ultimi quindici anni ha cominciato a spegnersi, l’intensità delle lotte politiche si è attenuata e soprattutto i giovani se ne sono allontanati. Lei però è rimasta sempre lì, in prima fila, fra gli scaffali della sua ultima creazione.
Nel 2012 infatti Anna Hilbe aveva fondato Libri Liberi: una libreria, un centro culturale, uno spazio autogestito, un luogo di scambio. La visione del progetto infatti si rifà all’assunto “i libri non si vendono né si comprano, passano dalle mani di chi li ha letti a quelle di chi desidera leggerli”. E infatti a Libri Liberi non si compra né si vende, ma si prende e si dona. Un approccio simile a quello del bookcrossing ma che non prevede uno scambio alla pari: si può prendere senza portare e si può portare senza prendere.
Il suo amico e architetto Piero Dall’Occa ricorda così Anna Hilbe e il suo spirito, trasfuso perfettamente nel progetto Libri Liberi: “Un luogo dove si può dare e prendere, ed eventualmente chiedere, in un’epoca dove il denaro produce più ricchezza del lavoro, è un’avventura che porta in sé rifiuto e ribellione, e ancora tracce del pensiero fantasticato in passato che un altro mondo, forse, era possibile. E la sua libreria, Libri Liberi, era diventata un’isola dove quell’altro mondo era persino una realtà”.
Nel suo ricordo pubblicato su Cantiere Bologna, Dall’Occa richiama alla mente alcuni aneddoti della vita di Anna Hilbe, come la decisione di comprare un terreno incolto di fronte alla casa dove abitava, affacciata sulla baia di San Francisco, in California, per evitare che diventasse oggetto di un progetto edificatorio milionario che avrebbe turbato l’equilibrio e l’armonia del luogo.
L’identità politica della donna aveva iniziato a formarsi durante il ’68, con l’impegno femminista che la stessa Hilbe descriveva così: «Per noi la lotta femminista non è stata una lotta per l’emancipazione, ma per la liberazione, per la conquista di una propria specificità che avrebbe portato le donne ad affrontare i problemi di tutti in maniera autonoma e personale». Nel 1977 poi – anno in cui tutta l’Italia e in particolare Bologna furono attraversate dal forte impulso del movimento studentesco – fondò Librellula, la prima libreria delle donne del capoluogo emiliano.







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