È morto Annibale D’Elia, l’uomo che insegnò alla Puglia a fidarsi dei giovani
È morto a 56 anni in un incidente a Bari. Con Bollenti Spiriti aveva rivoluzionato le politiche giovanili pugliesi, poi aveva portato lo stesso metodo a Milano. Era tornato in Puglia da pochi mesi.
Annibale D’Elia è morto martedì 20 ottobre a Bari, a 56 anni. La sua moto è finita contro un muro sulla strada della Marina, tra San Giorgio e Torre a Mare, nella zona sud della città. Poche ore prima aveva seguito i lavori del Consiglio regionale sulla legge per gli affitti brevi. Da giugno dirigeva il dipartimento Cultura, Istruzione, Turismo e Diritti civili della Regione Puglia, chiamato dal presidente Antonio Decaro.
Per chi si occupa di innovazione sociale, però, il suo nome resta legato soprattutto a Bollenti Spiriti. Il programma regionale per le politiche giovanili nacque nel 2005, durante la prima giunta Vendola. D’Elia lo costruì insieme all’allora assessore Guglielmo Minervini. L’intuizione era semplice e, per una pubblica amministrazione italiana, quasi sovversiva: trattare i giovani come una risorsa su cui scommettere e non come un problema da gestire.
Con la linea di finanziamento Principi Attivi la Regione finanziava direttamente le idee di gruppi informali di ragazze e ragazzi, senza chiedere loro di essere già un’impresa o un’associazione. Con i Laboratori Urbani, invece, edifici pubblici abbandonati diventavano spazi gestiti dai giovani: ex macelli, ex scuole, vecchi stabilimenti. Il caso più noto è forse ExFadda a San Vito dei Normanni, un ex stabilimento enologico trasformato in luogo di aggregazione, creatività e impresa sociale.
Negli anni Italia che Cambia ha raccontato più volte le esperienze nate dentro il programma. Nella nostra mappa ci sono le schede di Bollenti Spiriti e di Principi Attivi. Ci sono anche alcune realtà che proprio da lì sono partite: Scartoff, ecobottega del riuso avviata nel 2014 con un finanziamento di Principi Attivi, e il Laboratorio di Permacultura Mediterranea, nato con Laboratori dal Basso. Grazie a Principi Attivi era nata nel 2010 anche la Cianfrusoteca di Salice Salentino, uno dei primi “negozi senza soldi” d’Italia, di cui abbiamo seguito la vicenda dello sgombero nel 2018.
Un bando di Bollenti Spiriti è all’origine anche del progetto ComuniTazione, raccontato in un episodio di “Io faccio così”. Ma la storia più lunga è quella di ExFadda, il Laboratorio Urbano di San Vito dei Normanni ricavato da un ex stabilimento enologico, che è stato tra i protagonisti del libro collettivo Bagliore sui nuovi centri culturali italiani. Da quell’esperienza è nata la cooperativa sociale Qualcosa di Diverso, che con XFARM coltiva terreni confiscati alla criminalità organizzata e che lo scorso anno ha lanciato una scuola gratuita di agroecologia. Una filiera di esperienze che dimostra come un bando regionale possa generare, a distanza di vent’anni, comunità, imprese e nuovi progetti.
D’Elia era nato a Milano nel 1970 e aveva iniziato come imprenditore sociale in Puglia, con la cooperativa giovanile Informa. Dopo Bollenti Spiriti aveva fatto parte della task force del ministero dello Sviluppo economico che scrisse la normativa sulle startup innovative. Nel 2016 aveva cofondato il think tank Innovare x Includere. Dal 2017 al 2025 era stato dirigente del Comune di Milano, occupandosi di innovazione economica, economia urbana, moda e design. Lì aveva ideato Manifattura Milano, per riportare in città la produzione digitale e il nuovo artigianato. Si era occupato anche di economia di prossimità, di economia circolare e della rete degli spazi ibridi socioculturali. Era convinto che l’economia di una città si costruisca anche nelle botteghe e nei laboratori di quartiere.
Il cordoglio arrivato in queste ore attraversa tutti gli schieramenti, da Fratelli d’Italia al Movimento 5 Stelle. I consiglieri regionali del Partito Democratico hanno ricordato i tanti giovani che grazie a lui avevano trovato qualcuno disposto a prendere sul serio le loro idee. Il sindaco di Bari Vito Leccese ha raccontato che da pochi mesi lavoravano insieme sul futuro del Teatro Margherita e dell’ex Caserma Rossani, due luoghi chiave per la vita culturale della città.
Nel 2014, alle Giornate di Bertinoro, D’Elia aveva chiuso un intervento ricordando che il cambiamento non poteva più aspettare: «Il tempo è adesso». Il suo lascito più concreto sono le centinaia di progetti nati da Principi Attivi e gli spazi restituiti alle comunità. Lascia soprattutto un metodo, la prova che anche dentro una macchina amministrativa si può costruire fiducia.





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