Diritto alla riparazione: cosa cambia in pratica con la nuova legge? – Io non mi rassegno + #43
Il 22 ottobre entra in vigore in Italia il decreto che recepisce la direttiva europea sul diritto alla riparazione; ne parliamo con Ugo Vallauri, co-fondatore di The Restart Project e della campagna europea Right to Repair.
INDICE
00:00 – Introduzione
04:45 – La direttiva spiegata: cosa prevede, punti di forza e debolezze
16:53 – Quanto incidono i prodotti inclusi sui rifiuti generali
23:21 – Altri punti deboli della legge
30:10 – La stampa in 3D e i pezzi di ricambio
35:47 – Come sta cambiando la cultura?
46:48 – La reazione delle aziende
47:38 – Cambiare il sistema
DESCRIZIONE
Il 22 ottobre entra in vigore in Italia il decreto legislativo 176/2026, che recepisce con qualche mese di ritardo la direttiva europea sul diritto alla riparazione. Per una serie di prodotti, dagli elettrodomestici agli smartphone, i produttori dovranno garantire la riparazione anche dopo la scadenza della garanzia, gratis o a un prezzo ragionevole, e assicurare la disponibilità dei pezzi di ricambio. Chi sceglie di riparare invece di sostituire un bene in garanzia avrà inoltre un anno di copertura in più.
In occasione della Giornata internazionale della riparazione, che si celebra il 17 ottobre, ne parliamo con Ugo Vallauri, co-fondatore di The Restart Project e della campagna europea Right to Repair. Vediamo cosa prevede la nuova norma, quali sono i suoi limiti e quale ruolo hanno avuto cittadini e associazioni nel portare la riparazione al centro delle politiche europee.





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