7 Lug 2015

#biellesechecambia 5 – Da Vermogno a Zimone

Scritto da: Roberto Vietti

E’ mattino. Sole pallido. La famiglia di Andrea è già in piena operatività. Dopo una ottima colazione a base di […]

E’ mattino. Sole pallido. La famiglia di Andrea è già in piena operatività. Dopo una ottima colazione a base di marmellata di prugne e pane autoprodotte, il piccolo Mattia decide di accompagnarci in bici verso la nuova tappa: Magnano. Salutiamo Andrea e Sonia e ripartiamo. Superiamo una salita e passiamo davanti la chiesa romanica adiacente alla comunità di Bose. Dopo l’ultimo strappo raggiungiamo Magnano ed il suo centro culturale dove Mauro arriva dopo pochi minuti. Magnano è un piccolo borgo medievale collocato al centro della Serra.

 

L’Associazione Agrimagnano è uno dei modelli più virtuosi tra quelli incontrati sin’ora. Esprime, di fatto, una nuova forma di partecipazione alle politiche di governo del territorio. Nasce dall’esigenza di recuperare terreni abbandonati e incolti per ricoltivarli insieme alla comunità. Ci mostra subito i terreni abbandonati o inutilizzati che il comune ha recuperato e dato in comodato d’uso all’Associazione Agrimagnano ed i suoi soci che insieme se ne prendono cura. Un modo virtuoso per recuperare il paesaggio storico-culturale del borgo, utilizzare terreni altrimenti abbandonati, vivere e lavorare in comunità. Un tipo davvero tosto, Mauro. Immagina un futuro in cui si possa tornare a modelli di società più comunitari, riscoprendo valori purtroppo e troppo facilmente dimenticati.

 Agrimagnano2

 

Diciamo che lui e la comunità di Mongrando lo stanno già facendo. Incontriamo un gruppo di camminatori che, partiti da Oropa, avrebbero raggiunto in qualche giorno Torino per l’incontro con il papa. Mauro chiama la moglie per chiederle di prepararci un pranzo veloce. Non si accorge che invece di chiamare la sua amata, ha chiamato una signora del paese, che dopo qualche minuto viene in associazione per chiedere chiarimenti al presidente di Agrimagnano: “Mauro, ma per chi devo preparare la pasta? Guarda che forse pensavi di parlare con tua moglie!”. Sciolto l’equivoco, per noi è già tempo di muoverci e ripartire.

 

Andiamo verso Cascina Carbonera dove ci aspetta Carola. La ringraziamo per averci accolto nonostante fosse per lei una giornata molto impegnativa, visto anche il recente infortunio alla gamba destra della figlia, dopo una caduta con la bici. Camminando nel suo cascinale notiamo molti polli; ci rivela subito che sono la sua passione. Li adora ed ha un ottimo rapporto con loro. Lei ha una azienda agricola e coltiva mirtilli, ribes, lamponi e fragole. I piccoli frutti sono stati da sempre la sua passione e ne è da sempre incuriosita e affascinata perché piccoli e difficili. Sette anni fa ha preso la decisione di coltivare quest’interesse  e sviluppare così la sua attività con agricoltura biologica.

 

Per lei è una scelta di vita, un modo di vivere e rapportarsi con l’ambiente, dove crescere sua figlia. Sta andando verso una autosufficienza sotto tutti i punti di vista. Per lei il cambiamento è il ritorno ad una dimensione più umana, non una regressione. Il sogno è che sempre più persone siano attente alla propria comunità locale e che si possa fare sempre più affidamento alla vendita diretta dei prodotti locali, stimolando una maggiore sensibilità verso tali temi. E’ importante per Carola saper rinunciare accentando la stagionalità della frutta e della verdura, per esempio. Si sorprende quando alcuni clienti vengono a trovarla a gennaio chiedendole mirtilli, dicendo che li avevano visti al supermercato il giorno precedente. Dopo una meravigliosa passeggiata nei suoi prati, ripartiamo.

 la casa dei mirtilli2

 

Scendiamo verso Zimone dove incontriamo Alice alla Ca’ dal Pum, luogo dove avremmo trascorso la notte. Dopo poco arriva la madre Alessandra. Ci pare una donna molto risoluta e determinata sin dal primo sguardo. Conoscendola confermiamo queste qualità, alle quali si aggiunge un lato creativo spiccato. Prima infatti di raccontarci della Ca’ dal Pum  e della CooperativaPoPiBri, parliamo d’altro. Notiamo infatti sul tavolo una bozza di dipinto e ne rimaniamo incuriositi chiedendole chi l’aveva fatto, immaginando fosse stata la figlia di Alessandra o qualche sua amica. Invece è proprio lei che, oltre a portar avanti la sua attività ha ripreso a dipingere da cinque anni, riuscendo così a realizzare il sogno che aveva sin da bambina. La svolta che le ha permesso di riprendersi il suo desiderio giovanile è stato l’arrivo del terzo figlio, Tommaso. In questo periodo infatti aveva fatto un corso di Batik ed esso aveva fatto riaffiorare tutti i ricordi adolescenziali, di quel che voleva fare da piccola ma che i genitori avevano bloccato. Ri-inizia così a dipingere, lasciando perdere il percorso musicale che aveva nel mentre iniziato, esponendo la sue opere nelle gallerie di Milano.

 

I costi e la fatica si fanno sentire e i risultati stentano ad arrivare. Pensava di smettere, quando al mare le viene un’illuminazione: osservando i pareo nelle bancarelle non ne trovava neanche uno piacevole e immagina di poterne ideare di migliori. Così prova a disegnare vestiti, va in tintoria a Biella e propone il progetto e così viene rimbalzata ad una ditta di Como. Trova un libro di una fiera di Parigi e sognava di poterci lavorare insieme. Invia una mail ed in poco tempo firma un contratto di libera professionista con loro. E’ un’attività per lei molto gratificante. Invia i progetti online e spera un giorno di trovare in un negozio di vestiti oppure indossato da una persona il proprio disegno stampato sulla maglietta. Invece che abbellire le case di pochi, perché non abbellire tante donne? Nel mentre arriva Alberto marito di Alessandra, che nella sua vita precedente era camionista.

 ca dal pum2

 

E’ giunto il momento di cenare, ovviamente con prodotti PiProBi. Non sapete cos’è? La Cooperativa Agricola Piprobi è costituita da un gruppo di aziende agricole ed allevatori che -grazie ad un’esperienza associativa di 8 anni – si è naturalmente evoluta per migliorare e garantire un servizio qualitativamente più alto, essere più presente sul territorio grazie alla produzione e consegna di prodotti stagionali.

 

La serata prosegue in una buona atmosfera mentre il Sole stanco si addormenta. Concludiamo il pasto con degli ottimi mirtilli della Ca’ dal Pum, ovviamente. Ci attrezzano delle comode brandine dove possiamo riposare. Si dorme. Domani torneremo a Biella.

 

 

 

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