Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
7 Ago 2015

Il vaccino georgiano

Scritto da: CycloLenti

Questa mattina non abbiamo troppa voglia di pedalare, decidiamo di testare l’auto-stop georgiano. Nell’attesa faccio le treccine a Marco che […]

Questa mattina non abbiamo troppa voglia di pedalare, decidiamo di testare l’auto-stop georgiano. Nell’attesa faccio le treccine a Marco che inizia ad evere i capelli lunghi… nessuno si ferma, per un attimo penso che la gente creda che gli stia cercando delle pulci in testa. Ecco qualcuno, viaggiamo tra pomodori, cetrioli e formaggi. A Ninotsminda, vicino alla frontiera armeniana, ci domandiamo cosa siano mai questi tubi gialli che corrono lungo tutti i paesini, cosa trasportano? Dell’acqua? No, è del gas! Viene dritto dritto da Baku in Azerbaijan! Nei villaggi sugli alpeggi, invece, il gas non ci arriva e le case sono contornate da muretti fatti di sterco pressato messo a seccare, lo usano come combustibile per cucinare e riscaldarsi.

 

Vuoi cambiare la situazione
del viaggiare in italia?

ATTIVATI

4257416_orig


Ci vorrano 4 mezzi per arrivare a Tbilisi e tanta fortuna per arrivarci vivi! I nostri autisti sono azeri, armeniani, georgiani, ucraini abitanti dell’Ossezia del sud (regione occupata dalla Russia). Vivono tutti in armonia in Georgia lontano dai conflitti politici. Ma qualsiasi sia la loro origine, guidano tutti come dei pazzi! Abbiamo ben presto capito che non bisogna assolutamente distrarli con conversazioni o foto mentre sono al volante, vanno così veloci che basterebbe un secondo per ritrovarci fuori strada. Uno di loro sembra quasi divertirsi a vederci impallidire e sgomma ad ogni possibile curva. Il massimo lo raggiungiamo con gli slalom a Tbilisi, sembra di stare nel film «Taxi». Bene, siamo stati vaccinati, auto-stop in Georgia può bastare!

 

6355276_orig

 

Che piacere riprendere la bici e osservare il paesaggio che cambia lentamente… Tbilisi in bici non è affatto divertente: siamo ad appena 400 mt d’altitudine e il calore e l’inquinamento sono soffocanti. Ci informiamo se è comodo prendere la metro ma diversi abitanti non l’hanno mai presa: « perchè prendere la metro se ho una macchina? E poi l’aria della città è pesante, in auto posso mettere l’aria condizionata, mi sento meglio». Risolvere il problema creando ancora più inquinamento, bel ragionamento…

 

Soso, incontrato in montagna, ci accoglie nella capitale, è troppo occupato così come sua moglie (hanno una dozina di supermercati in città) e hanno quindi deciso di sistemarci in albergo. Siamo sorpresi, non ci hanno detto nulla, avremmo potuto trovare una soluzione con la rete Warmshowers. La sera ci portano al ristorante, è un vero e proprio banchetto! Non siamo più abituati a così tanto lusso! Stoniamo un po’ in questo ambiente con i nostri vestiti tutti consumati e bucarellati qua e là.

 

4113489_orig

 

Missione del soggiorno a Tbilisi: inoltrare la nostra prima richiesta di visto. Direzione ambasciata dell’Azerbaijan. Siamo aggiornati sulle varie formalità grazie al sito internet caravanistan.org, molto utile se si viaggia sulla via della seta. Foto, fotocopie del passaporto, LOI (lettera d’invito) o prenotazione d’albergo (facilmente annullabile in un secondo momento tramite il sito booking.com), modulo di richiesta compilato… in cui bisogna assolutamente rispondere “no” alla domanda «siete già stati a Nagorno-Karabakh regione dello Stato azero occupata dall’Armenia?», pena il rischio di essere negato a vita l’ingresso nel Paese.

 

Entrata nell’ambasciata, controllo dei passaporti, le guardie sono simpatiche, sorridono. Corsa contro il tempo alla banca azera per pagare 92 Lari ossia 35€ (siamo fortunati a non essere inglesi o americani altrimenti sarebbe stato il doppio) e ritornare all’ambasciata prima della chiusura per lasciare la ricevuta. Adesso non ci rimane che aspettare! Ma non a Tbilisi, partiamo in direzione nord-est a Kakhètie per fare del wwoofing.

 

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

La truffa della neutralità climatica – Io Non Mi Rassegno #322

|

La produzione di energia – Io rifaccio casa così #4

|

Donne in cammino: nasce il Festival delle Ragazze in Gamba

|

Cannistrà, il piccolo borgo trasformato in bene comune dai cittadini

|

TuttiConnessi, la raccolta solidale che rigenera e dona PC agli studenti

|

Un garante del verde per difendere gli alberi delle città italiane

|

Imprenditori Sovversivi: l’errore più grande è lavorare troppo – Io faccio così #321

|

Antichi Sentieri Liguri: “Puliamo i sentieri per riscoprire il territorio”