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27 Apr 2016

CycloLenti in Vietnam: perché le spiagge scompaiono?

Scritto da: CycloLenti

In Vietnam le spiagge spariscono! Ma dove va a finire la sabbia? Piano piano viene risucchiata al largo delle coste! Ma per quale motivo? Ce ne parlano i CycloLenti in questa nuova puntata del loro viaggio.

Ora che il Tết, il capodanno vietnamita, si avvicina, si vedono spuntare costruzioni ad ogni angolo. In Vietnam spesso non si ricorre agli architetti: la gente progetta e costruisce le loro stesse case con l’aiuto di amici e familiari. Una sera, nei pressi di Haiphong, quando ormai è quasi buio, uno scooter rallenta e si ferma all’altezza di Simon (mio fratello) per due chiacchiere. Tan, della stessa età di Simon (23 anni) ritorna dai suoi genitori per il week end, ci invita a seguirlo e alla fine passeremo tutto il week end da lui. Ci tiene a farci visitare il suo villaggio e le numerose chiese dallo stile particolare: senza la croce in alto, a prima vista avrei detto dei templi buddisti.

 

La chiesa del villaggio di Tan

La chiesa del villaggio di Tan

La famiglia di Tan è intenta a costruirsi una nuova casa, tutti si danno da fare: vogliono che sia finita per il Tết! La mamma fa bruciare delle erbe per tutta la mattina, serve per allontanare gli spiriti cattivi, e i lavori iniziano solo nel pomeriggio, il momento più propizio, secondo le loro credenze, affinché il cantiere fili liscio.

 

A Hue ci attende un incontro interessante. Conosciamo un architetto francese, Fred, che ci spiega la situazione critica delle spiagge in Vietnam… spariscono! Ma dove va la sabbia? Piano piano viene risucchiata al largo delle coste! Ma perché? Per quale motivo? Perché proprio laggiù, al largo, c’è tanta sabbia ottima per l’edilizia… e più si scava e più le spiagge scivolano verso le profondità marine per colmare il buco creato. La cosa più buffa (la natura ha un bel senso dell’umorismo) è che per via del crescente turismo, sviluppatosi proprio per le belle spiagge vietanimite, hanno iniziato a costruire hotel e resort lungo tutta la costa, ma non fanno in tempo a finire i lavori che già non c’è più la spiaggia. Di conseguenza le onde logorano lentamente la costa e le fondamenta dei grossi complessi alberghieri fatti della stessa sabbia.

 

Nonostante tutto ciò l’estrazione continua, la domanda mondiale di sabbia per l’edilizia non smette di crescere e il Vietnam esporta. Ma perché non andare a prendersi la sabbia del deserto ad esempio? Fred ci spiega che quest’ultima è troppo liscia  e il materiale non riesce ad aggrapparsi, non va bene! Ed ecco che città come Dubai, circondate da deserto, importano sabbia per le loro folli costruzioni.

 

Bambini vietnamiti in spiaggia

Bambini vietnamiti in spiaggia

Sebbene le abitazioni tradizionali vietnamite siano fatte per la maggior parte di legno, dopo gli ettari di foreste bruciati al napalm durante la guerra, anche questa risorsa si è drasticamente ridotta a nulla. A prescindere da tutto ciò per i vietnamiti una casa in cemento è migliore, più moderna, quindi abbondano il vecchio per il nuovo… quando invece si sta cosí bene nelle loro vecchie abitazioni. (non mi prolungo sull’argomento perché seguirà un articolo di Simon dedicato all’architettura del Vietnam).

 
Mi ricorderò sempre la frase di un amico architetto turco che ci ospitò in Turchia: “uno dei miei professori all’università ci ha detto che un giorno la cosa migliore che un architetto potrà fare sarà quella di non costruire…”. In effetti ci si chiede sempre come poter costruire in modo più ecologico, come consumare in maniera più responsabile per proteggere il nostro bel pianeta, ma spesso non si pensa che la soluzione più semplice sarebbe quella di evitare di costruire e di consumare meno.

 

Nuove case in costruzione

Nuove case in costruzione

 

Se tutte le case costruite oggi fossero abitate non credo che resterebbe qualcuno senza un tetto sulla testa e se tutto il cibo prodotto fosse consumato non credo che ci sarebbe ancora qualcuno a morire di fame sulla faccia di questa Terra! E infine che cosa c’è di più bello che dormire su una spiaggia sotto le stelle? Presto, presto ne resta ancora qualcuna!

 

Il sito dei CycloLenti

 

 

 

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