Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
4 Dic 2018

Suicidi e proteste: il dramma dei contadini indiani

Strozzati da un’economia predatoria, da politiche carenti e dagli effetti del cambiamento climatico, i contadini indiani sono stremati. Pochi giorni fa migliaia di loro sono scesi in strada per chiedere al Governo di intervenire con un’azione di supporto economico.

Secondo un sondaggio di Census, sono 2400 i contadini indiani che ogni giorno abbandonano la campagna e si trasferiscono in città in cerca di un lavoro che consenta loro di vivere. È questa la fotografia del settore agricolo indiano, uno dei più imponenti a livello mondiale – si stima che in India vi siano più di 260 milioni di contadini, anche se l’indotto complessivo coinvolge quasi metà della popolazione –, ma anche quello affetto dai maggiori problemi.

contadini indiani 1Dal 1995 sono stati più di 300.000 i suicidi fra gli agricoltori indiani. La ragione principale è l’indebitamento – circa il 52% delle famiglie contadine ne è affetto –, dovuto a sua volta all’iniqua redistribuzione del profitto lungo la filiera. Un volantino distribuito dai manifestanti che venerdì scorso hanno invaso le strade di Delhi interrompendo il traffico spiega che il prezzo finale di un chilo di pomodori è di 30 rupie, di cui solo 5 finiscono nelle tasche del produttore.

Vuoi cambiare la situazione
dell'agricoltura in italia?

ATTIVATI

 

A questo si aggiungono problemi di altro ordine. I dimostranti accusano il Governo di aver attuato per anni una politica agricola carente e poco attenta alle esigenze dei piccoli produttori, il 94% dei quali vende ciò che produce al di sotto del prezzo minimo di supporto, che è l’importo che lo Stato paga per acquistare i prodotti agricoli.

 

Le richieste dei contadini sono di innalzare i prezzi d’acquisto di alcuni prodotti e di cancellare i debiti. “Abbiamo assoluto bisogno di liberarci dalla schiavitù del debito. Non stiamo chiedendo l’elemosina e non siamo dei criminali”, hanno dichiarato i manifestanti.

 

Secondo diversi economisti, le misure che loro chiedono non sarebbero altro che pezze temporanee per tamponare una situazione dovuta a una crisi sistemica. Eppure molte di esse sono coerenti con le indicazioni fornite già da tempo dalla Commissione Nazionale degli Agricoltori costituita nel 2004, presieduta dal professor Swaminathan – uno dei leader della “rivoluzione verde” in India – e finalizzata a fronteggiare il problema dei suicidi di massa fra i contadini.

contadini indiani 2

Come se non bastasse, a causa dei cambiamenti climatici si stanno moltiplicando i fenomeni naturali che compromettono i raccolti. Inondazioni, siccità e altre catastrofi che distruggono le produzioni agricole si lasciano dietro anche una lunga scia di morti: sono i contadini che spesso, strozzati dai debiti contratti con banche e prestatori di denaro, commettono suicidio. Durante la protesta erano centinaia le donne che hanno sfilato mostrando le foto – ma in alcune manifestazioni sono stati esibiti addirittura i teschi – dei mariti defunti.

 

Negli ultimi mesi si sono tenute diverse marce di massa in India: a ottobre e ancora prima a marzo, mentre lo scorso anno, durante una protesta di piazza nello stato del Madhya Pradesh contro l’abbassamento dei prezzi all’ingrosso, la polizia ha sparato uccidendo sei manifestanti. Che siano i preoccupanti segni di una crisi sistemica di un paese che sta sperimentando sulla propria pelle le conseguenze economiche e ambientali dell’agricoltura industriale?

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Lo strano caso dei cereali al cipollotto (e altre storie) – Io Non Mi Rassegno #179

|

L’Italia contadina si ribella alle monocolture delle multinazionali

|

Capitale Sociale, nasce una scuola per imparare a riprogettare il futuro

|

Pronti alla vera contaminazione?

|

Una vecchia edicola diviene portineria di comunità

|

Il riciclo della plastica segna il riscatto di una comunità in Etiopia

|

La tana di Jo: letture e movimento per crescere in natura

|

Fianco a fianco: “Aiutiamo i ragazzi stranieri a realizzarsi in Italia”