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4 Giu 2019

Porco Rosso: accoglienza e integrazione dei migranti nel quartiere Ballarò

Scritto da: Gabriele Giannetto

Un circolo Arci, un luogo d’incontro e di promozione culturale, un centro di socialità e di accoglienza, un collettivo politico e un laboratorio di idee. Tutto questo è Porco Rosso, realtà di Palermo impegnata nella valorizzazione della diversità intesa come ricchezza e nella promozione delle relazioni di fiducia.

Il circolo Arci – Porco Rosso nasce nel 2014 a Palermo, nel quartiere storico dell’Albergheria, da un gruppo di persone provenienti da esperienze politiche differenti, unite dalla voglia di resistere e di creare un ambizioso progetto di comunità.

 

 

“L’idea iniziale era fumosa e tutti pensavamo che le esperienze politiche da cui provenivamo erano eccessivamente poco legate alla realtà, alla concretezza. Volevamo ripartire dalla qualità delle relazioni, volevamo intraprendere una strada che non sapevamo dove ci avrebbe portato, ma se non altro ci piacevano i compagni di questa strada”, spiega Fausto Melluso, presidente del circolo ARCI.

 

Il circolo Porco Rosso è un luogo d’incontro per tutte le persone del quartiere Albergheria, un quartiere multiculturale per eccellenza, dove il cuore pulsante è rappresentato dal mercato storico di Ballarò. In questo contesto si inserisce il circolo che punta a rappresentare un luogo di accoglienza per tutti, al di là del ceto sociale, delle differenze etniche o religiose.

 

Proprio la diversità, intesa come fonte di ricchezza, e la qualità delle relazioni di fiducia sono gli elementi cardine su cui poggia il circolo.
Il progetto è ambizioso e punta a creare comunità attraverso la collaborazione con altre realtà che lavorano nel quartiere di Ballarò e in tutta la città di Palermo.

52977669_2082870435127098_5173684477678845952_nIl modello basato sulle relazioni di fiducia è l’elemento centrale dello sportello “Sans-Papiers”, un progetto nato nel 2016 con lo scopo specifico di supportare, informare e assistere le persone migranti, a prescindere dal loro status giuridico, nel percorso di conoscenza e consapevolezza dei diritti che dovrebbero acquisire una volta entrati in territorio europeo e di indirizzarle ad altre strutture di sostegno come sportelli legali, ospedali, dormitori.

 

Un giorno la settimana, infatti, il mercoledì pomeriggio, un gruppo di volontari si riunisce per ascoltare e rispondere a tutte quelle esigenze quotidiane e concrete che si trovano ad affrontare le persone giunte nel nostro territorio. Che siano migranti economici, con o senza documenti, più o meno integrati lo sportello Sans-papiers rappresenta una risposta reale. Una piccola comunità̀ sempre aperta che si alimenta delle storie e dello spirito dei suoi membri. Un luogo di aggregazione informale, volto a promuovere fiducia, rispetto reciproco, e una politica del “fare insieme” che mira a individuare strumenti di risoluzione dei problemi, più̀ che fornire aiuti diretti.

 

Le attività svolte, infatti, prevedono l’attivazione di percorsi volti a incoraggiare spirito critico, autonomia e, dunque, libertà di realizzazione delle proprie aspirazioni personali.

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“Proviamo ad essere un luogo che testimonia uno stato dei fatti che rende Ballarò un posto, per noi, interessante non solo nella sua dimensione multiculturale, ma anche nella sua composizione multisociale”, sottolinea Melluso. Il circolo difende e rappresenta l’eterogeneità del quartiere, lontano da logiche speculative e punta, anzi, a mantenerne intatta l’essenza.

 

La programmazione culturale del circolo prevede degli eventi, in particolare durante il fine settimana, che permettono di finanziare la gestione e il mantenimento della struttura. Vengono, così, organizzati dibattiti, presentazioni di libri, di film e concerti. Uno spazio dove gli artisti sono ben accolti e liberi di esprimersi e ,al contempo, un modo utile per far fronte alle tante spese da affrontare.

 

In questo periodo storico permeato da incertezza e odio crescente l’attivismo dei ragazzi del Porco Rosso risulta una componente preziosa e fondamentale, in particolare in un contesto non semplice come quello di Ballarò.  Incoraggiamo e sosteniamo la loro visione di solidarietà e comunità, perché come dicono loro “Un maiale che non vola è solo un maiale”.

Intervista: Gabriele Giannetto

Realizzazione video: Francesca Lo Manto

 

 

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