24 Set 2021

Cambiamenti climatici: inizia un autunno molto caldo

Incontri istituzionali e mobilitazione dal basso animano l'autunno appena iniziato. Il tema sul piatto: la crisi ambientale, i cambiamenti climatici, le azioni della società civile e le politiche dei Governi. Ecco cosa sta succedendo, cosa succederà nelle prossime settimane e perché è importante seguire questi avvenimenti da protagonisti e non da spettatori passivi e disinteressati.

I cambiamenti climatici saranno – ed è necessario che sia così – il tema dell’autunno 2021. Sarà una stagione calda, non tanto dal punto di vista delle temperature, quanto piuttosto sotto il profilo politico e delle mobilitazioni da parte dei movimenti e della società civile.

Appena due giorni prima che in Sicilia si raggiungesse la temperatura più alta mai registrata in Italia, l’IPCC ha pubblicato il suo sesto rapporto valutativo che, verificando e sintetizzando migliaia di studi, ha confermato che l’enorme intensificarsi di eventi climatici estremi è strettamente legato alla crisi climatica.

“Numerosi eventi estremi, in Italia e nel resto del mondo, stanno già colpendo duramente le fasce più deboli della popolazione. Eppure i target e le azioni intraprese dai governi delle nazioni occidentali – storicamente più responsabili delle emissioni – aspirano a intraprendere azioni incapaci di cambiare la situazione“, scrivono i ragazzi e le ragazze di Fridays For Future Italia.

cambiamenti climatici

Proprio loro sono fra i promotori dello sciopero per il clima indetto per oggi, venerdì 24 settembre, il primo dal vivo dopo un paio di edizioni virtuali a causa della pandemia. “Su di noi giovani e adulti del 2021 – spiega il movimento – pesa una responsabilità, ma anche una grande opportunità: cambiare la storia prima che essa cambi noi. Uniamo le energie e la passione in un unico grande momento coordinato in tutto il mondo, prima della Cop 26″.

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Già, perché un altro cruciale appuntamento dell’autunno dedicato ai cambiamenti climatici è la Cop 26, l’edizione 2021 dell’annuale conferenza indetta dalle Nazioni Unite, in occasione della quale i potenti della Terra si incontrano per parlare di clima, ambiente e politica. Da tempo questo evento è considerato da molti una semplice passerella, un’opportunità per i governanti di mostrare un superficiale e insincero impegno per mitigare la crisi ambientale, che quasi mai viene concretizzato in politiche efficaci.

Gli Accordi di Parigi stipulati in occasione della Cop 21 ormai nel 2015 fissavano limiti alle emissioni poco ambiziosi e comunque sono numerosi gli Stati che, a sei anni di distanza, non hanno ancora ratificato il testo né attuato le misure necessarie a mettere in campo le azioni previste.

L’importanza di questa edizione della Cop – che si terrà dal 31 ottobre al 12 novembre a Glasgow – è stata sottolineata nei giorni scorsi anche dal segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, che ha dichiarato che «il mondo è su un percorso catastrofico verso 2,7 gradi di riscaldamento globale; la scienza ci dice che qualsiasi cosa al di sopra di 1,5 gradi sarebbe un disastro. Se non cambiamo collettivamente rotta, c’è un alto rischio di fallimento della Cop 26».

L’azione da parte dei Governanti è necessaria, ma altrettanto fondamentale è la mobilitazione delle singole persone, sia per dare un contributo diffuso alla lotta ai cambiamenti climatici sia per esercitare pressione sui decisori affinché attuino politiche intransigenti e decise, come hanno fatto con incongruente sollecitudine per fronteggiare la pandemia di Covid 19.

cambiamenti climatici 1

Un altro importante evento precederà la Cop 26. Dal 28 al 3 settembre si terrà infatti a Milano Youth4Climate: Driving Ambition, dedicato ai ragazzi e alle ragazze under 30 che si impegnano quotidianamente nell’attivismo e nella mobilitazione per contrastare i cambiamenti climatici. L’incontro è stato preceduto a una serie di nove webinar che si sono tenuti nei mesi scorsi su temi come la resilienza, l’imprenditorialità giovanile e la blue economy.

Iniziative istituzionali e di base, dall’alto e dal basso, che in un mondo ideale si fonderebbero armoniosamente per elaborare strategie e azioni condivise per combattere i cambiamenti climatici e disegnare un futuro sostenibile per il pianeta. C’è un problema ovviamente: non viviamo nel mondo ideale. Viviamo in un mondo in cui la sostenibilità ambientale viene considerata da tutti – nella sfera politica e in quella economica – come un’esternalità e non come un obiettivo.

«Se qualcosa non ti piace, cambiala!», diceva la poetessa Maya Angelou. «Se non puoi cambiarla, non lamentarti, cambia il tuo atteggiamento». Forse è ora di farlo, a partire da adesso. Non c’è più tempo per aspettare ancora.

Per saperne di più leggi anche:

Cosa possiamo aspettarci dalla COP26 sul clima?

Aumento delle bollette 2021: cosa c’è dietro ai rincari dei prezzi di gas ed energia?

Fridays for Future e il Parco di Portofino: “Il Ministero non cancelli il nostro futuro”

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