28 Lug 2022

Gli incendi di domani vanno spenti oggi: ecco perché è necessario puntare sulla prevenzione

Scritto da: WWF

I numeri relativi agli incendi sono in preoccupante crescita e la cause sono molteplici, come evidenza il WWF in un report appena pubblicato. Una cosa però è certa: per fronteggiare questa emergenza non si può più intervenire per limitare i danni ma bisogna studiare e attuare una strategia di prevenzione complessa ed efficace.

Nel 2021 più di 600.000 ettari sono andati in fumo nei sei paesi euromediterranei di Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Grecia e Turchia, una superficie ben superiore alla media dei decenni precedenti, come già era accaduto nel 2017 e nel 2020. In Italia sono stati percorsi dalle fiamme circa 170.000 ettari, il 60% in più della media 1980-2018, la maggior parte dei quali nel sud e nelle isole.

È quanto emerge dal nuovo report WWF Spegnere oggi gli incendi di domani. Dalla gestione dell’emergenza a gestione e prevenzione del rischio, che conferma il trend anche per il 2022, iniziato nel peggiore dei modi. La superficie percorsa dalle fiamme in Europa nei primi mesi del 2022 infatti è stata ben cinque volte maggiore rispetto alla media del periodo 2006-2021, differenza che ora si è ridotta a “solo” tre volte maggiore ma che è destinata nuovamente ad aumentare con l’arrivo del picco estivo degli incendi.

LA SITUAZIONE ATTUALE

La differenza con le passate annualità è che nel 2022 la stagione degli incendi è cominciata prima: ondate di calore anticipate – in alcuni Paesi sono stati superati i 40°C già a giugno – e una straordinaria siccità invernale hanno reso la vegetazione più secca e quindi maggiormente infiammabile, creando una condizione perfetta per la combustione.

In Europa con la stagione estiva si sono già innescati i primi incendi dilaganti, dovuti alle temperature fuori controllo. Gli incendi stanno divampando nel sud della Francia e al nord di Spagna e Portogallo, ma anche in Marocco e Grecia si stanno affrontando i roghi e sono già migliaia le persone sfollate. A causa di questo cambiamento del clima, un ulteriore rischio è lo sviluppo degli incendi in regioni solitamente non soggette a questo rischio, come al centro e al nord Europa. Oltre a frequenza e intensità, anche le dimensioni degli incendi stanno aumentando, dando vita ai cosiddetti “mega-incendi”, responsabili della maggior parte delle superfici bruciate e molto difficili da domare.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

incendi sicialia

Una serie di fattori, si legge nel report WWF, contribuisce a rendere il paesaggio più infiammabile e quindi facilita l’innesco e la propagazione degli incendi: questi sono sia fattori climatici e metereologici come ondate di calore e periodi siccitosi più lunghi, che fattori socio-economici come l’espansione delle superfici incolte e di quelle edificate con conseguente aumento dell’interfaccia urbano-foresta, dove l’interconnessione tra aree urbane e natura è molto stretta e di conseguenza la probabilità di innesco di incendio è maggiore.

«Se gli incendi stanno cambiando, le strategie devono adattarsi per governarli – sottolinea Isabella Pratesi, direttrice Conservazione del WWF Italia – bisogna investire e potenziare tutte le azioni in grado di assicurare la prevenzione del rischio, rendendo il territorio meno infiammabile per limitare di conseguenza l’estensione dell’incendio e rendere così possibile l’eventuale lotta con i mezzi antincendio. È necessaria una gestione attiva del territorio, così come potenziare il coordinamento tra gli enti interessati».

Diventa essenziale adottare una corretta strategia che affronti il problema prima che si manifesti

I NUMERI

Il numero degli incendi nei paesi euromediterranei aumenta del 20-30% ogni dieci anni. Se la temperatura globale aumentasse di 3 °C, ben 15 milioni di cittadini europei in più sarebbero esposti almeno 10 giorni l’anno ad alto se non estremo pericolo d’incendio. Il numero di incendi estremi aumenterebbe così globalmente fino al 14% entro il 2030, del 30% entro la fine del 2050 e addirittura del 50% entro la fine del secolo.

Oltre il 97% degli incendi in Europa è riconducibile all’attività umana, la maggior parte dei quali per colpa. Negligenza, imprudenza, inesperienza e disattenzione causano l’ignizione del fuoco senza la volontà di arrecare un danno, ad esempio in seguito a un’errata gestione di pratiche agricole o forestali come abbruciamento di stoppie e potature, incendio di rifiuti, o attività ricreative come barbecue e fuochi pirotecnici.

Le principali conseguenze sono invece solitamente perdita di vite umane, piante o animali, danni ad infrastrutture, degrado del suolo e diminuzione di produttività e funzionalità degli ecosistemi, oltre che emissione in atmosfera di ingenti quantità di polveri e CO2 con pesanti conseguenze sul riscaldamento climatico già in atto.

COSA FARE

Da tempo si ritiene che il contrasto degli incendi boschivi basato sulla lotta attiva dell’evento non sia più idonea a fronteggiare efficacemente questo fenomeno, proponendo per contro una più appropriata prevenzione del rischio. I quattro principi sui quali sviluppare la strategia per affrontare il problema degli incendi sono:

incendi 1
Il sistema di prevenzione e monitoraggio di Teletron
  • prevenzione degli incendi boschivi, tramite idonea gestione forestale e agricola del paesaggio al fine di renderlo meno infiammabile, effettuando un monitoraggio che possa individuare le zone a maggior rischio, ma anche tramite un approccio “dal basso verso l’alto” che sensibilizzi, responsabilizzi e renda le comunità locali protagoniste nella prevenzione promuovendo corrette pratiche ed abitudini;
  • ripristino delle aree colpite dalle fiamme, quando necessario, con soluzioni “basate sulla natura”;
  • assicurare i finanziamenti necessari a programmi e misure di prevenzione nonché ad integrarle nei piani di gestione del territorio, ad esempio riallocando parte delle ingenti somme ora destinate alla lotta attiva;
  • miglior sinergia e dialogo fra tutti gli enti, settori e attori coinvolti nel problema a scala locale, nazionale ed internazionale, evitando separazione delle competenze anche in un’ottica di pianificazione integrata del territorio.

Un approccio alla gestione degli incendi boschivi che si concentra particolarmente sull’estinzione sottovaluta l’importanza della prevenzione del problema. Ciò risulta in una sempre maggiore difficoltà con cui gli incendi sono spenti nelle situazioni più critiche; in particolare, nel caso dei sempre più frequenti mega-incendi, la lotta attiva e l’intervento emergenziale risultano inefficaci. Diventa quindi essenziale adottare una corretta strategia che affronti il problema prima che si manifesti, attraverso la pianificazione di adeguate strategie di gestione e prevenzione del rischio.

Articoli simili
Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento
Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento

SiciliAmbiente, il festival dedicato alla sostenibilità e ai diritti umani
SiciliAmbiente, il festival dedicato alla sostenibilità e ai diritti umani

È ora di vietare la pesca a strascico, insostenibile sia per l’ecosistema che per l’economia
È ora di vietare la pesca a strascico, insostenibile sia per l’ecosistema che per l’economia

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Cosa succedeva nel 2012? Dieci cose che sono cambiate (in meglio) negli ultimi dieci anni

|

Da psicologa a Torino a operatrice olistica in val di Vara: la storia di Fulvia

|

Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento

|

Nasce la Scuola Nazionale di Pastorizia per un rilancio delle aree interne e montane

|

Vi spieghiamo la filosofia di NaturaSì, dalla biodinamica al giusto prezzo per i contadini – Io Faccio Così #341

|

Parti con noi alla scoperta della Palermo che Cambia

|

Acqua bene comune, pubblico e sicuro: è ora di agire, prima che sia troppo tardi