L’idea del borgo di Sante Marie per combattere abbandono e spopolamento: il Cammino dei Briganti
Il borgo abruzzese di Sante Marie ha lanciato da diversi anni un progetto di turismo lento e attività outdoor per invertire il declino causato da carenza di servizi e conseguente spopolamento.
In breve
Il sindaco di Sante Marie, paese dell’entroterra abruzzese, spiega in che modo il Comune che amministra sta cercando di combattere lo spopolamento.
- Emigrazione, crollo della natalità, abbandono delle istituzioni nazionali, interruzione di alcuni servizi fondamentali hanno determinato, negli ultimi decenni, lo spopolamento di molte aree interne.
- Il borgo di Sante Marie ha provato a invertire questa tendenza attirando abitanti stabili e turisti con un cammino.
- L’iniziativa parte dall’esperto di cammini Luca Gianotti, che nel 2015 comincia a lavorare sull’idea del Cammino dei Briganti, un percorso ad anello di cui Sante Marie è la partenza e l’arrivo.
- Insieme al Cammino dei Briganti sono diverse le iniziative, principalmente incentrate sulle attività outdoor, che stanno provando a risollevare il territorio.
- Finora il risultato è stato soddisfacente, anche se il lavoro è ancora lungo. Il suggerimento del sindaco è proporre iniziative dal basso e fare rete fra le piccole realtà delle aree interne.
Uno dei grandi temi sul piatto italiano di questi anni è quello delle aree interne, dei piccoli borghi, dei paesaggi montani tanto affascinanti quanto trascurati. Come se fosse sufficiente preservarne una fotografia da appendere sopra al camino, da decenni è in atto un lento ma inesorabile processo di svuotamento di questi luoghi, che in un rapporto di causa-effetto perdono abitanti e servizi. Se dall’alto la politica non è stata capace sinora di fornire risposte adeguate al fenomeno – addirittura la strategia del Governo prevede un “accompagnamento all’inesorabile declino”, una sorta di eutanasia – dall’altro stanno fiorendo tentativi dal basso di trovare soluzioni che invertano questa tendenza.
Uno dei essi è quello messo in atto da Sante Marie, paese di un migliaio di anime dell’entroterra abruzzese che negli ultimi anni ha trovato un alleato che potrebbe dare un significativo contributo a riattivare il tessuto socio-economico del luogo: il turismo lento, i cammini e le attività outdoor in generale. A spiegarci quello che sta succedendo a Sante Marie è il sindaco del paese Lorenzo Berardinetti, con quale abbiamo iniziato scattando una fotografia alla luce del problema principale ovvero l’emigrazione e il saldo fra morti e nascite.

Partiamo parlando di spopolamento: qual è la situazione a Sante Marie e frazioni?
Attualmente Sante Marie vive una fase di stasi, in linea con molti Comuni dell’Appennino centrale. Sebbene le nascite siano ancora inferiori ai decessi, registriamo una leggera inversione di tendenza grazie a una riduzione delle partenze e ad alcuni ritorni dalle grandi città. Nonostante il calo demografico nazionale colpisca duramente le piccole realtà, puntiamo su servizi efficienti, alta qualità della vita e microeconomia per attrarre nuove giovani coppie.
L’indotto portato dal turismo è sufficiente per riattivare il tessuto socio-economico del territorio o servono altre azioni?
Il turismo sta muovendo i primi passi, ma non è ancora sufficiente. Negli ultimi anni sono nate nuove strutture ricettive e diverse case abbandonate sono state ristrutturate. Sante Marie dispone di risorse limitate per la promozione, dunque il contributo di singoli e volontari resta fondamentale. Per farci conoscere oltre i confini nazionali occorrerebbero fondi specifici destinati a campagne
pubblicitarie strutturate.
Siamo a pochi giorni dal decimo compleanno del Cammino dei Briganti. Ci può raccontare com’è nato questo progetto e con quali obiettivi?
Il progetto nasce da un’idea di Luca Gianotti, esperto del settore, che dopo aver studiato e percorso l’itinerario ha coinvolto la nostra amministrazione. Grazie a un impegno corale, oggi è uno dei primi cammini d’Italia. L’obiettivo è ampliarne la risonanza a livello europeo. Attualmente ospitiamo già escursionisti da Inghilterra, Francia e Spagna, ma lavoriamo costantemente per valorizzare l’unicità di questo percorso e attrarre flussi ancora maggiori.

Ci può dare qualche numero sul Cammino e spiegare quale impatto ha avuto sulla comunità di Sante Marie?
Parliamo intanto di migliaia di camminatori che ogni anno lo percorrono a piedi, in bici o addirittura a cavallo. Si tratta di un cammino che richiama soprattutto moltissimi giorni e molte persone che lo percorrono in solitaria. Nel nostro territorio, proprio grazie al Cammino dei Briganti, sono nati diversi b&b e case vacanze che accolgono i camminatori. Strade e vicoli che per mesi
rimangono silenti vengono risvegliati e percorsi da persone che arrivano dal nord Italia o dall’estero e si fermano a parlare con anziani del posto che magari gli offrono anche un caffè.
Le attività commerciali che ci sono nel nostro Comune beneficiano tutte del cammino. Spiace purtroppo che, negli anni e nonostante i numerosi appelli, ci siano ancora difficoltà nei collegamenti soprattutto con il treno per raggiungere Sante Marie. Prima si fermavano nella nostra stazione otto treni, ora solo uno e questo rappresenta un ostacolo per i camminatori. Ma in ogni caso abbiamo un ufficio a disposizione che riceve ogni giorno centinaia di telefonate da tutta Italia, e non solo, di persone che vogliono arrivare a Sante Marie e alla fine trovano la strada.
Il suo è anche stato dichiarato “Comune outdoor”: di cosa si tratta?
Si tratta di un Comune che è riuscito, negli anni, a mettere a sistema le proprie peculiarità e a trasformarle in un’attrazione. Purtroppo, come dicevamo prima, nelle realtà come la nostra mancano i fondi e quindi l’amministratore per poter trovare le risorse necessarie deve fare mille peripezie. Noi siamo riusciti nel tempo a ottenere il riconoscimento della nostra riserva naturale regionale Grotte di Luppa e a trasformarla in un’area dove poter fare una passeggiata o trascorrere qualche ora all’aria aperta.

Abbiamo tracciato tutta la rete sentieristica, siamo riusciti a creare una ciclovia naturale con decine di chilometri da percorrere in mezzo ai castagneti, abbiamo creato una Via dei murales per i trekking urbani alla scoperta dei murales che abbelliscono il nostro centro storico. Tutti progetti realizzati con tanto entusiasmo, molto volontariato e pochi fondi. Ma alla fine i risultati ci sono e siamo entusiasti.
Un elemento centrale in queste iniziative è la cooperativa di comunità, uno strumento molto presente anche in altre aree interne. Quale peso dà al coinvolgimento attivo della comunità locale in questi processi?
La cooperativa di comunità – come ogni realtà associativa che si muove all’interno della nostra comunità – è fondamentale perché rappresenta un pilastro della vita quotidiana di Sante Marie. Questa realtà nata qualche anno fa è riuscita negli anni a mettere a sistema una serie di attività che garantiscano servizi fondamentali per chi ci viene a trovare. Non parliamo di una società che ha
capitali a disposizione per fare investimenti ma di una realtà che si basa fondamentalmente sul volontariato e che riesci a mettere in vetrina tutto quello che di bello e di buono abbiamo. Paesi come il nostro senza il mondo associativo le cooperative di comunità e altri in realtà simili sarebbero destinate all’estinzione.
Senza chiederle ricette preconfezionate, quale consiglio darebbe ai suoi colleghi e alle sue colleghe che si trovano a fronteggiare i problemi sistemici dei borghi e delle aree interne d’Italia?
Non bisogna perdersi d’animo, non bisogna aspettare che arrivi qualche aiuto dall’alto per poter cambiare le cose, bisogna avere idee, passione e tanta voglia di fare per poter permettere ai nostri borghi di vivere ancora. Ci sono fiere, festival e iniziative che permettono a noi amministratori di confrontarci e di scambiarci idee e buone pratiche. Frequentatele, prendete spunto e cercate di coinvolgere la vostra comunità. Al momento è l’unica grande risorsa che abbiamo.
Questo articolo rientra nella campagna di comunicazione legata al progetto “Io non lascio tracce – Benessere in Movimento Lento”, finanziato da Compagnia di San Paolo sul Bando Sportivi Per Natura.











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