Viaggiare a piedi cambia la vita? Ecco le storie di alcune persone che l’hanno fatto
Giri del mondo senza prendere aerei, cicloturismo, scelte di lavoro fuori dall’ordinario. Vi raccontiamo le storie di persone a cui viaggiare a piedi (o in bicicletta) ha cambiato la vita.
Poco tempo fa ho intervistato la dottoressa Lucia Comar, medica e appassionata di cammini e attività outdoor, che mi ha spiegato come viaggiare a piedi – o anche semplicemente fare una camminata di una mezz’oretta nel quartiere dove si abita – abbia effetti positivi sullo stato della nostra psiche. Camminare innesca una serie di processi chimici che portano benessere al nostro organismo e ci portano a essere felici. È un gesto che Lucia ha definito «creativo e terapeutico» e che quindi si adatta perfettamente a quelle fasi della vita in cui cerchiamo guarigione in un cambiamento.
Ovviamente non è un processo codificato e certificato, che garantisce risultati, tanto meno immediati. Non è detto che intraprendere un viaggio slow automaticamente ci faccia cambiare vita, così come non sta scritto da nessuna parte che tutte le persone che sentono il bisogno di una trasformazione si mettano a viaggiare a piedi. Eppure nel corso degli anni abbiamo raccontato molte storie in cui queste cose sono effettivamente successe. Vediamone alcune.
Una delle storie più emblematiche che ricordano che per inseguire i sogni non servono mezzi particolarmente veloci ma bastano i nostri piedi è quella di Nicolò Guarrera, in arte Pieroad. Il sogno di Nicolò era scrivere un libro, ma gli mancava qualcosa di fondamentale: una storia da raccontare. Così se l’è “costruita” da solo: nel 2020 comincia a viaggiare a piedi in giro per il mondo, che per cinque anni sarà la sua casa. Dall’Australia alla Patagonia, dai Balcani all’India, Nicolò ci ha raccontato: «Ho deciso di partire a piedi perché mi piaceva l’idea di usare come mezzo di comunicazione esclusivamente il mio corpo. Affidarmi alle mie forze, ai miei ritmi».

Ma c’è anche una persona che con i propri piedi non aveva un rapporto idilliaco eppure nonostante questo – o forse proprio per questo – ha deciso addirittura di correre una maratona, anzi , due. Mariella Lacatena infatti ha partecipato nel 2022 a quella di Berlino e nel 2024 a quella di New York e lo ha fatto a 55 anni, quando ha deciso di rivoltare la sua vita come un calzino e diventare coach, superando limiti fisici, mentali e soprattutto sociali. «La felicità che si prova nel tagliare il traguardo di una maratona è indescrivibile. Ti fa sentire capace di affrontare qualsiasi sfida», ci ha confidato spiegando perché ha deciso di mettersi in marcia.
Giri del mondo senza aerei
Anche se non hanno scelto esclusivamente di viaggiare a piedi e si sono mossi anche servendosi di altri mezzi, la loro filosofia di viaggio si rifà decisamente alla lentezza, quasi all’improvvisazione, in un approccio che certamente favorisce l’introspezione lungo il cammino. Sto parlando ad esempio di Carlo Taglia, in arte “vagamondo”, che all’età di vent’anni decise di lasciare tutto – la sua città, il lavoro, gli affetti – per partire alla volta di un viaggio rivoluzionario come risposta a un suo malessere interiore. Percorse quasi centomila chilometri in un anno e mezzo senza mai prendere aerei e spostandosi spesso a piedi.
Storie simili sono quelle di Antonio Di Guida – che per lunghi tratti è stato anche compagno di viaggio di Carlo –, quella di Claudio Pelizzeni – ex dirigente di banca che si è licenziato e ha iniziato a girare il mondo, trasformando questa attività in un lavoro vero e proprio – o quella di Claudio Piani, che ha raggiunto l’Australia via terra e via mare per poi stabilirsi in Cina, dove è diventato insegnante di ginnastica.

Viaggiare a piedi può diventare un lavoro?
C’è anche chi ha trasformato la propria passione per il camminare in una scelta non solo di vita, ma anche di lavoro. Spesso non si tratta di grandi rivoluzioni ma di passaggi semplici, come quelli che ha compiuto Ivan Agostino, un giovane campano che conduceva la vita lavorativa di un normale commercialista prima di diventare guida ambientale escursionistica e aprire un piccolo tour operator per scoprire il Cilento. L’illuminazione è arrivata al rientro dal Cammino di Santiago, che «non è stato solo una via di fuga dal lavoro, ma anche l’occasione per riprendere a respirare. L’esperienza più forte e bella di tutta la mia vita».
Una scelta che hanno fatto anche il già citato Claudio Pelizzeni o Marco Buonomo dei Cyclolenti, di cui parleremo più avanti. O ancora Marina e Paolo, due torinesi “in carriera” che dopo aver mollato lavoro e città si sono trasferiti in un piccolo borgo dell’entroterra imperiese dove organizzano e gestiscono escursioni in natura per scoprire il territorio: «Sono cammini che permettono di fare un viaggio nel tempo, di scoprire luoghi, profumi, viste appartenute ai nostri avi e che ora possono essere nuovamente vissute», ci ha raccontato Marina, che ha portato avanti anche l’idea di unire la meditazione ai cammini per un rapporto ancora più profondo fra corpo e spirito.

Davide Fiz invece ha deciso che lavorare e camminare era la sua missione. Così ha lanciato il progetto Smart Walking per dimostrare che passioni – nel suo caso viaggi e fotografia – e lavoro non devono necessariamente escludersi a vicenda, ma si possono portare comodamente dietro, in uno zaino. Qualche anno fa ha iniziato a viaggiare a piedi lungo l’Italia con una filosofia particolare: «La settimana lavorativa è una settimana di cammino. Vorrei che fosse il cammino a scandire il tempo e che il lavoro arrivasse quando e dove si fermeranno i miei piedi».
Le due ruote
Non solo viaggiare a piedi: un altro mezzo che garantisci ritmi lenti, tanto tempo per riflettere e innumerevoli occasioni di impregnarsi l’anima dei luoghi che si attraversa è la bicicletta. Lo sanno bene Marco e Tiphaine, che per mesi hanno peregrinato per l’Asia in sella alle loro bici raccontando il viaggio attraverso il progetto Cyclolenti. Una volta rientrati hanno messo radici – si fa per dire! – in Sardegna, dove ora collaborano con un tour operator sardo-francese che promuove un turismo ecologico, equo ed etico.
Ancora più particolare il viaggio di un’altra coppia, Aire e Lili, che sono rientrati in Italia partendo dall’India guidando le loro biciclette e costruendo… case sugli alberi! Il loro progetto GoodByeByBicycle – letteralmente “arrivederci in bicicletta” – prevedeva infatti un lungo itinerario via terra attraverso il subcontinente indiano, l’Asia e l’Europa orientale incontrando comunità locali e ampliando la rete Treehouse Community, che costruisce case sugli alberi a basso impatto in tutto il mondo.

Un’altra storia legata alle due ruote è quella di Alessandro Placereani, che purtroppo abbiamo incontrato e intervistato in un momento di difficoltà. Seguendo il motto “viaggiare è la mia filosofia di vita: cambiamento, mutare, migliorare!”, Alessandro aveva intrapreso un viaggio senza un meta precisa se non il sud Italia. Era salito in sella a Genova, la sua città natale, e aveva iniziato a pedalare. Giunto a Bologna però gli è stata rubata la bicicletta con tutte la sua attrezzatura e il motivo per cui gli abbiamo dato spazio è stato proprio aiutarlo a rimettere insieme il materiale necessario per proseguire il suo viaggio.
Giri del mondo, maratone, nuove attività imprenditoriali… trasformazioni importanti insomma. Ma spesso cambiare vita – così come camminare – è questione di piccoli passi. A volte sono incerti, soprattutto all’inizio. A volte il tragitto da percorrere è così lungo che si perde al di là dell’orizzonte. Ma sempre di passi si tratta e compierli è uno dei gesti più istintivi e ancestrali che esistano. Affido la conclusione ancora una volta alle parole della dottoressa Lucia Comar: «A prescindere dalle motivazioni per cui lo facciamo, siamo fatti per camminare e il cambiamento che sperimentiamo durante il camminare è qualcosa di costruttivo perché aumenta fiducia e autostima».
Questo articolo rientra nella campagna di comunicazione legata al progetto “Io non lascio tracce – Benessere in Movimento Lento”, finanziato da Compagnia di San Paolo sul Bando Sportivi Per Natura.












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