Nonsolomare 2026, le vacanze olistiche per famiglie fra benessere, natura e vita comunitaria
Nonsolomare di Tra Terra e Cielo è una proposta di vacanze olistiche pensata anche per le famiglie, dove mare, cucina macrobiotica, natura, pratiche corporee e vita comunitaria provano a tenere insieme i bisogni degli adulti e quelli dei bambini.
Dopo la parentesi ligure dello scorso anno, le vacanze olistiche Nonsolomare di Tra Terra e Cielo tornano nel 2026 sul litorale laziale, al Camping Village Tuscia Tirrenica di Tarquinia Lido. Nel 2025 l’associazione aveva dovuto spostare la propria proposta estiva in Liguria, dopo i danni causati dal maltempo nella storica sede laziale. Il ritorno a Tarquinia permette di guardare più da vicino un tema che spesso resta sullo sfondo quando si parla di vacanze olistiche: come un’esperienza di benessere, natura e vita comunitaria possa diventare abitabile anche per le famiglie.
Da 47 anni Tra Terra e Cielo costruisce proposte che intrecciano mare, alimentazione naturale, pratiche corporee, cammini, laboratori, incontri e vita comunitaria. Nonsolomare è una delle sue espressioni estive più riconoscibili: una proposta di vacanze olistiche che prova a non separare il benessere degli adulti, il movimento dei bambini e la vita quotidiana del campo.

Una comunità temporanea da tenere insieme
Chi viaggia con bambini lo sa: cambiare luogo non basta, da solo, a cambiare ritmo. A volte una settimana fuori casa diventa davvero uno spazio di respiro; altre volte finisce per spostare altrove le stesse fatiche quotidiane, solo con il mare sullo sfondo.
Dipende da come sono pensati tempi, spazi e attività, ma anche da quanto gli adulti riescono a non delegare tutto e i bambini a non essere semplicemente consegnati a un programma di intrattenimento.
Nonsolomare prova a muoversi su questa soglia. Non separare del tutto, ma nemmeno sovrapporre ogni cosa. In questo senso le vacanze olistiche non vengono raccontate come fuga dalla quotidianità, ma come tentativo di abitarla in modo diverso, anche solo per qualche giorno. Lasciare che adulti e bambini abbiano momenti propri, attività dedicate, tempi liberi, dentro però un ambiente comune. In questo equilibrio il ruolo di chi coordina diventa decisivo.
Nicole Migliore, dopo diversi anni come operatrice delle attività ricreative, quest’anno sarà responsabile delle Vacanze Nonsolomare. Quando le chiediamo che cosa significhi coordinare un’esperienza di questo tipo, non parte dalla logistica, ma dal clima che si prova a creare: «Per me significa soprattutto riuscire a mantenere un equilibrio tra le diverse dimensioni dell’esperienza: la condivisione, il tempo personale, la cura delle relazioni».
La sua risposta sposta il discorso dal piano organizzativo a quello relazionale. In una proposta di vacanze olistiche il programma conta, ma non basta: attività nella natura, momenti di incontro, alimentazione sana e vita comune rischiano di restare una cornice se non si traducono in un clima reale di accoglienza. Nicole parla di persone che possano sentirsi «libere, ma anche parte di qualcosa». Libertà individuale e programma collettivo, nelle vacanze organizzate, spesso finiscono per contraddirsi; qui la sfida sta proprio nel tenerli insieme.

La giornata tipo di queste vacanze olistiche ha alcuni punti di riferimento, ma lascia margine ai tempi personali. Si può partecipare a un laboratorio, fermarsi a una conferenza, andare al mare, riposare, seguire il proprio tempo. La vita comunitaria prende forma tra un’attività e una pausa. Chi conosce già queste vacanze, racconta Nicole, «spesso torna come si torna in famiglia». La sfida, aggiunge, consiste nel fare in modo che anche chi arriva per la prima volta possa sentirsi accolto fin da subito, «come a casa».
La cucina come cura quotidiana
Dentro una proposta di vacanze olistiche, la cucina non arriva come un servizio aggiunto. Scandisce la giornata, porta le persone allo stesso tavolo, rende concreta quell’idea di cura che altrimenti rischierebbe di restare una parola troppo larga. Catiuscia Remolo negli scorsi anni ha collaborato come aiuto cuoca, mentre nell’edizione 2026 sarà responsabile della cucina.
Il passaggio significa scegliere i fornitori, occuparsi degli approvvigionamenti, definire il menù, coordinare chi lavora in cucina e provare a mantenere anche lì un ambiente armonioso. «Sono felice di tornare dopo due anni a Tra Terra e Cielo», racconta, spiegando di vivere questa responsabilità come l’occasione per mettere a frutto le esperienze fatte accanto a cuochi che l’hanno avvicinata ancora di più alla macrobiotica.
A Nonsolomare la cucina macrobiotica vegana rimane centrale, ma il rischio – quando si parla di alimentazione – è scivolare in un linguaggio tecnico o identitario. Catiuscia insiste invece su un’altra parola: accoglienza. Il menù deve essere «gustoso e accogliente», capace di tenere insieme equilibrio, qualità delle materie prime e piacere del pasto. Anche da qui passa la concretezza delle vacanze olistiche: non da un’idea astratta di benessere, ma da ciò che ogni giorno arriva nel piatto.

La scelta delle materie prime guarda alla stagione e, quando possibile, alla Tuscia, senza rigidità. C’è attenzione anche a chi non può mangiare glutine o ha altre intolleranze e, per i bambini, Catiuscia ha pensato a un piatto dedicato, «che possa essere d’integrazione alle altre proposte». Volontari e operatori partecipano in diversi momenti della giornata, i pasti diventano occasione per conoscersi, la sera porta un tempo più tranquillo in cui le attività si intrecciano alla convivialità. Catiuscia immagina una colazione «ricca di sorprese ad ogni risveglio». «Mangiar bene è un modo per onorare la vita», dice.
Quando il corpo gioca: yoga e natura per i bambini
In queste vacanze olistiche, anche il lavoro con i bambini passa dal corpo, dal gioco e dalla natura. Con i bambini il rischio, quando si parla di pratiche corporee, è tradurre tutto in una piccola lezione: spiegare, guidare, correggere, dare una forma adulta a qualcosa che nei più piccoli esiste già in modo spontaneo. Laura Tessitore, guida ambientale e insegnante di yoga, parte invece da un presupposto diverso: i bambini non devono imparare a stare nel corpo, nel respiro e nella natura; semmai vanno messi nelle condizioni di non perdere questa familiarità.
La proposta nasce dall’incrocio tra esperienze diverse: la pratica e l’insegnamento dello yoga, il lavoro come guida escursionistica e l’attività con bambini molto piccoli, dai due anni e mezzo ai sei anni, maturata anche come maestra di sci in Svizzera. Laura la definisce uno yoga bimbi «a modo mio», lontano dalla lezione frontale e costruito piuttosto su racconto, movimento, gioco e ascolto.
Il punto di partenza è una narrazione. Insegnante e bambini diventano personaggi di una storia, imitano animali e piante, attraversano movimenti, posizioni e giochi di equilibrio. Dentro ci sono elementi di yoga, animal flow – una pratica a corpo libero ispirata ai movimenti degli animali –, gioco libero e respirazione, ma senza trasformare tutto in spiegazione. «I piccoli, in realtà, non hanno bisogno di “imparare” lo yoga: hanno già un rapporto naturale con il corpo, il respiro e la natura. Il punto è non interrompere questa spontaneità».

Anche la natura non resta sullo sfondo. Piante e animali diventano posizioni e movimenti, il vento e il mare entrano nel respiro. Laura racconta che, come guida ambientale, lavorare con i più piccoli significa stimolare la loro curiosità innata: notare dettagli, riconoscere tracce, odori, foglie, suoni, versi degli animali. Dopo la parte più attiva arrivano giochi di equilibrio, momenti di silenzio e respirazione, sempre dentro il filo della storia.
Laura osserva che per i bambini avere una lezione di yoga “come gli adulti” può essere vissuto con entusiasmo, quasi come una cosa da grandi, ma dentro una libertà reale: partecipare, giocare nel campeggio, stare con gli altri bambini, sentirsi parte di un ambiente più ampio. Questa soglia tra gioco e ascolto, energia e calma, corpo e natura racconta bene anche il senso più ampio di queste vacanze olistiche
Una vacanza non si misura solo dal programma
Nessuna vacanza risolve da sola le tensioni che una famiglia si porta dietro anche quando parte. Le vacanze olistiche per famiglie, se non vogliono restare una formula, devono misurarsi proprio con questa concretezza: il bisogno di riposo degli adulti, il movimento dei bambini, il cibo, il mare, il tempo libero, la presenza degli altri. Nonsolomare prova a lavorarci dentro, a partire dai gesti quotidiani: mangiare, camminare, giocare, praticare, respirare, conoscersi. Più che nel programma, è lì che si capisce se una proposta di benessere riesce davvero a diventare abitabile.
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Scopri il programma completo delle vacanze olistiche Nonsolomare 2026 di Tra Terra e Cielo, con le settimane disponibili, le attività previste, la proposta di cucina macrobiotica e le modalità di partecipazione.










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