7 Agosto 2026 | Tempo lettura: 2 minuti

L’ozio necessario: perché a metà agosto rallentiamo

I romani consideravano l’otium come un momento di riflessione per rigenerare lo spirito e anche per noi di Italia Che Cambia l’ozio non è un mero lusso. Ecco quindi come abbiamo pensato di organizzare il mese di agosto.

Autore: Andrea Degl'Innocenti
ozio

Ogni sistema vivente, che sia un corpo, un ecosistema, una comunità, ha bisogno di alternare fasi di attività e fasi di quiete. Un bosco che non conoscesse mai l’inverno smetterebbero semplicemente di funzionare. Anche un giornale, se la pensiamo come un sistema vivente fatto di persone e relazioni, non fa eccezione.

Vale ancora di più oggi, in quella che il filosofo Byung-Chul Han ha definito la “società della stanchezza“: un tempo in cui non serve più nessuno che ci imponga di produrre, perché abbiamo imparato a farlo da soli, senza sosta, convinti che fermarsi sia una colpa. È un’epoca che ci chiede – o in cui ci chiediamo – di essere sempre accesi e reattivi, che scambia il silenzio per assenza.

Eppure, soprattutto per chi fa un lavoro culturale – e penso che il tipo di giornalismo che cerchiamo di fare noi almeno in parte lo sia – l’ozio non è un lusso. Lo scriveva già Josef Pieper: la cultura nasce nel momento in cui qualcuno si sottrae alla logica del lavoro continuo e si prende il tempo di guardare le cose invece che limitarsi ad attraversarle. 

Tutto questo per dirvi, care lettrici e cari lettori, che nelle due settimane centrali di agosto, rallenteremo molto. In pratica: non pubblicheremo nuovi articoli, ma solo qualche news quando davvero utile. Sui social continueremo comunque a proporvi contenuti. La rassegna stampa Io non mi rassegno è ferma per tutto il mese e tornerà il 1° settembre.

Vabbè, tutta questa dissertazione filosofica per dire che vi fate due settimane di vacanze? Anche, diciamo. Ma raccontarvi il perché è più di un vezzo: crediamo che sia importante, per chi si informa attraverso di noi, sapere non solo cosa facciamo, ma anche con quale spirito e intento. Perché per chi fa il nostro mestiere – o almeno questo vale per noi – buona parte del senso nasce dal riscontro di chi ci legge. Voi siete le nostre energie rinnovabili

Ci ritroviamo a settembre, con alcune novità e con più energia di prima. Nel frattempo, se vi va, potete approfittare di questa pausa per sostenerci abbonandovi e per andare a scoprire i contenuti di approfondimento riservati ad abbonate e abbonati che abbiamo prodotto quest’anno.