22 Settembre 2026 | Tempo lettura: 7 minuti
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Cellina Dream Woods: l’economia montana rinasce grazie al recupero del legno di scarto

Cellina Dream Woods è un progetto di economia circolare che partendo da recupero di legno di scarto vuole rigenerare il tessuto sociale ed economico delle aree montane.

Autore: Daniel Tarozzi
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Immagina un albero secco. Arriva una tempesta e si spezza. Il tronco finisce nel fiume, percorre un lungo tratto, a volte correndo a volte sussultando. Ad un certo punto si ferma. Trova una sorta di nuova casa e lentamente si degrada. Come lui, tanti altri tronchi si accumulano lungo il loro percorso, fino alle sponde del lago. Una volta – si narra – degli strani esseri bipedi prendevano questi tronchi per farne legna da ardere, mobili, travi, pareti. Ma ora no, non conviene più e così il tronco se ne sta lì, paziente, bagnato, consumato dall’acqua. Un po’ stagiona, un po’ marcisce.

Nel tempo sempre più suoi simili lo raggiungono ed ecco che quei tipi bipedi ricompaiono con un’idea folle: trasformare quell’essere speciale – il tronco – in un rifiuto speciale. Subito, il signor tronco, si è emozionato quando gli hanno detto che era “speciale”. È una vita che lo pensava tra sé e sé. Ma poi ha capito che rifiuto speciale significava che non avrebbe scaldato una casa, costituito la trave di un tetto, la gamba di un mobile, l’anta di un armadio. No, forse sarebbe stato “incenerito” come fosse una cosa inquinante.

Lui – il tronco – non sa se è vero, ma l’idea non gli piace. Passano giorni, mesi, anni, il tronco non lo sa, non ha una precisa cognizione del tempo. A un certo punto però qualcosa cambia: raccogliere quel legno torna possibile. Ed è allora che un altro strano essere bipede si avvicina e lo raccoglie. Lo osserva con attenzione e lo carica in una vecchia “Ape”. Il tronco ricorda che molte mani lo hanno toccato. Mani esperte, mani piccole, mani tremolanti e oggi svetta di fronte a un lago, come parte di un’opera d’arte che colpisce la fantasia di grandi e piccini. Il nostro eroe finalmente è soddisfatto: è diventato davvero parte di un’opera speciale.

Cellina Dream Woods
Legni accumulati sulle sponde del lago

Cellina Dream Woods

La storia del nostro tronco è immaginaria, ma a Barcis, nella valle del Cellina, qualcosa di molto simile accade davvero ed è, a tratti, quasi fiabesco. Troviamo infatti un lago magnifico, un artigiano ispirato e dei tronchi che diventano opere d’arte passando prima per le mani di bambini, ragazzi con diversi gradi di disabilità e tante altre persone coinvolte nel progetto.

L’idea di Cellina Dream Woods nasce da Nicolas Vavassori e dall’associazione L.A.G.O. – acronimo di Laboratori, Arte, Giochi, Oltre –, che da tempo lavorano con questo tipo di legno. «Cellina perché ci troviamo nella valle del Cellina», racconta Nicolas. «Dreamwood è un sogno perché questi legni, che vengono considerati scarto, con una visione onirica diventano un sogno e si trasformano in qualcosa di bellissimo». Attorno a quell’idea, nel tempo, si è costruita una rete che coinvolge Montagna Leader, il Comune di Barcis e diverse realtà sociali del territorio.

Da rifiuto a materia prima

Per Nicolas quel materiale non è mai stato davvero uno scarto. Il legno arriva dalle montagne, viene trascinato a valle dall’acqua e finisce per depositarsi sulle sponde del lago. Il sindaco di Barcis Claudio Traina lega questo fenomeno anche al progressivo abbandono della montagna: versanti un tempo più curati oggi lo sono meno e durante gli eventi di piena una maggiore quantità di materiale può essere trascinata verso valle.

Cellina Dream Woods
Nicolas Vavassori (a sinistra) e Paolo Del Mul

Un tempo quel legno veniva raccolto e utilizzato come combustibile. Poi, con il progressivo abbandono di queste pratiche e con il cambiamento dei sistemi di riscaldamento, recuperarlo è diventato sempre meno conveniente. Per anni è rimasto lì, accumulandosi, fino a essere classificato come rifiuto speciale. Oggi la possibilità di raccoglierlo è tornata libera. L’accumulo del legname però non è solo una questione estetica. Nicolas racconta che in alcuni punti può ostacolare il normale scorrimento delle acque e creare problemi al lago. Recuperarne almeno una parte significa quindi intervenire anche su una criticità ambientale.

È questa trasformazione ad aver convinto Montagna Leader. «Materiali di scarto possono essere reinterpretati come materia prima nobile per dare vita a nuovi prodotti», spiega Pier Giorgio Sturlese, direttore del GAL. Sul lago di Barcis questa idea ha già preso forme molto concrete. Ci sono, tra le altre, un basilisco, creatura leggendaria legata alla valle, un enorme ragno che sembra emergere dall’acqua, un cuore e un paio di ali diventati negli ultimi mesi punti fotografici molto frequentati. Tutte opere realizzate con il legno raccolto qui, sulle sponde del lago.

Il legno passa di mano in mano

Ma Cellina Dream Woods non si esaurisce nelle opere disseminate lungo il lago. Una parte importante del progetto passa attraverso i laboratori, dove quel legno diventa anche uno strumento di relazione, apprendimento e inclusione. Con i bambini Nicolas lavora soprattutto sull’immaginazione: un pezzo di legno può diventare un gufo, una zampa, un’ala. Il materiale viene osservato, toccato e interpretato. Un altro percorso coinvolge invece adulti con disabilità all’interno di diversi centri del territorio. Qui le lavorazioni vengono adattate alle capacità delle singole persone: carteggiare, tagliare, decorare, verniciare. Ogni fase viene scomposta affinché ciascuno possa partecipare al processo.

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Claudio Traina, sindaco di Barcis

«L’obiettivo nostro è proprio quello di smontare le attività, smontare il manufatto e capire dove ogni pezzettino, ogni abilità possibile, può fare la differenza», racconta Martina Nadal, terapista occupazionale. «Adattare le attività, gli strumenti, per far sì che ognuno possa fare il suo piccolo pezzettino all’interno di questo grande progetto». Nel centro in cui lavora Martina il rapporto con il legno ha anche una storia particolare: lo spazio era in origine una falegnameria e alcuni degli ospiti, racconta, «si sentono proprio falegnami». Ci sono persone affezionate alla carta vetrata, agli strumenti, al sentire il legno fra le mani.

Una rete intorno al legno

Cellina Dream Woods mette insieme soggetti molto diversi: l’associazione L.A.G.O., il Comune di Barcis, Montagna Leader, i centri diurni, gli educatori, gli artigiani e le persone coinvolte nelle attività. «La difficoltà maggiore è cercare di far lavorare in rete tutti i vari soggetti che, a diverso titolo, operano su questo territorio», spiega Pier Giorgio Sturlese. Il rischio, aggiunge, è che tante iniziative valide restino frammentate, disperdendo impatti, risorse economiche, energie e competenze.

Il progetto si inserisce anche nel percorso di avvicinamento a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. «Uno dei focus principali della Capitale della Cultura è la partecipazione e l’apertura a tutti», sottolinea Alberto Parigi, assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, richiamando proprio il coinvolgimento delle persone in situazione di svantaggio e spiegando come mai ha deciso di coinvolgere il progetto che qui stiamo raccontando.

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Vivere e lavorare in montagna

La prospettiva più interessante però guarda oltre le singole opere. Montagna Leader vede in esperienze di questo tipo la possibilità di far nascere piccole attività economiche legate alle caratteristiche specifiche del territorio. «È importante che i giovani di qualunque età possano capire che vivere e lavorare in questo territorio è possibile», racconta Sturlese.

È un tema che torna anche nelle parole del sindaco di Barcis: la speranza è che attorno a Cellina Dream Woods possa crescere «una piccola economia» capace di offrire opportunità a chi sceglie di restare o di tornare a vivere in montagna. Perché, dice, questi luoghi sono facili da amare in estate, quando arrivano visitatori e turisti, ma «qua su bisogna viversi». E allora forse il viaggio del nostro tronco non racconta soltanto il recupero di un materiale. Racconta la possibilità di guardare ciò che già esiste e chiedersi che cosa possa ancora diventare.

Cellina Dream Woods 2 è uno dei progetti del dossier di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027 promosso dal GAL Montagna Leader in collaborazione con il Comune di Barcis, l’’associazione L.A.G.O. e cooperative locali.