È morto Fabio Bussonati, tecnico, filosofo, attivista e scrittore
Venerdì scorso ci ha lasciato all’età di 74 Fabio Bussonati, autore degli articoli della rubrica “Un mondo ganzo è possibile”, che Italia Che Cambia sta ripubblicando. Ecco il nostro ricordo.
Fabio Bussonati è morto venerdì 16 ottobre. Come definirlo? È difficile racchiudere in una parola sola questo personaggio, che nei suoi 74 anni di vita terrena ha fatto tantissime cose, schierandosi sempre dalla parte degli ultimi, dei poco considerati, dei semplici. Partiamo allora col dire che era un amico e collaboratore di Italia Che Cambia: un sodalizio iniziato quest’estate con una lunga e profonda chiacchierata da cui è nata un’intervista, il primo passo di un cammino che prosegue ancora oggi e che continuerà anche ora che Fabio non c’è più.
Da luglio infatti, con cadenza bisettimanale, Italia Che Cambia sta ripubblicando alcuni contenuti realizzati da Fabio Bussonati: idee semplici per una vita più consapevole ed ecologica, esperimenti di sostenibilità quotidiana che l’autore stesso ha realizzato e testato nel corso degli anni, dall’utilizzo di paglia e terra cruda per realizzare abitazioni agli orti urbani sui tetti. Questi scritti – corredati da illustrazioni disegnate a matita dallo stesso Fabio – fanno parte di una rubrica che per sei anni ha animato le pagine di Fuori Binario, il mensile delle persone senza fissa dimora di Firenze, con cui Bussonati ha collaborato per lungo tempo.

Su Italia Che Cambia abbiamo pensato di mantenere anche il nome della rubrica: “Un mondo ganzo è possibile“. Esplicito, un po’ faceto ma perfettamente allineato con la nostra idea che il posto dove viviamo non è poi così male e che basta rimboccarsi le mani e attivarsi per renderlo sempre migliore. “Fabio ha un linguaggio piano e lineare, molto comprensibile, e ispira la propria opera all’idea del filosofo marxista tedesco Ernst Bloch che definì per primo il concetto di utopia concreta: qualcosa che è perfettamente fattibile, ma che nessuno al momento fa“, scrive il direttore di Fuori Binario Cristiano Lucchi presentando i lavori di Fabio Bussonati.
La sua vita professionale è stata un’avventura: geometra, per nove anni si è occupato della salvaguardia della laguna di Venezia. Lì ha iniziato a sperimentare in prima persona gli effetti della crisi climatica e a studiare e testare soluzioni semplici, alla portata di tutti per ridurre la nostra impronta ecologica attraverso piccole “utopie concrete” quotidiane: energie rinnovabili – dalle “fattorie marine” ai “raccoglitori di sole” –, materiali da costruzione a basso impatto come la paglia e la canapa, mobilità urbana ripensata a partire dalle persone e non dalle automobili, ristrutturazione degli spazi stradali.
Tutto è possibile, a patto che ci sia la volontà, personale e politica, di cambiare le cose. Fabio ne è convinto
Dalla raccolta dei suoi articoli, usciti su Fuori Binario negli anni che vanno dal 2017 al 2023, è nato anche un libro, intitolato anch’esso “Un mondo ganzo è possibile”. Già, perché come scrive ancora Critiano Lucchi presentando il lavoro, “tutto è possibile, a patto che ci sia la volontà, personale e politica, di cambiare le cose. Fabio ne è convinto e noi con lui. Per capire meglio come fare il primo passo, affidatevi a queste pagine e poi non perdete l’occasione di frequentare i suoi laboratori di autocostruzione. Ne vale la pena, come vale la pena leggere ogni mese il nostro giornale con i pezzi di Fabio e di tutta la comunità di Fuori Binario.
«Secondo me il progresso si costruisce col lavoro e attraverso il lavoro bisogna riuscire a costruire un futuro migliore per le nuove generazioni», ci ha confessato Fabio Bussonati in conclusione della lunga chiacchierata che abbiamo fatto con lui, a casa sua, qualche mese fa. «La scelta che ho fatto io è stata quella di dedicarmi al lavoro in maniera seria, al massimo delle possibilità che mi sembravano giuste, mettendolo a disposizione di tutti».








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