La guerra all’Iran costa quasi 2 miliardi di dollari al giorno
L’amministrazione Trump ha riferito che i primi sei giorni di guerra all’Iran sono costati 11,3 miliardi di dollari ovvero 1,88 miliardi al giorno.
Ogni giorno accadono molte cose. Qui vi riportiamo "in tempo reale" le notizie più importanti per orientarsi nel mare magnum dell'informazione contemporanea in modo consapevole, ecologico e costruttivo.
L’amministrazione Trump ha riferito che i primi sei giorni di guerra all’Iran sono costati 11,3 miliardi di dollari ovvero 1,88 miliardi al giorno.
Cresce il rischio di danni ambientali e l’instabilità potrebbe rafforzare nel breve la dipendenza dai fossili. Ma dal punto di vista geopolitico il petrolio ha un ruolo marginale.
Nei giorni scorsi, nonostante la narrazione dei media mainstream e i trend sui social abbiano “declassato” l’argomento, si sono verificati diversi fatti molto rilevanti per la situazione in Palestina.
Al TPO, storico spazio popolare culturale di Bologna, la band americana degli Earth ha detto che non avrebbe suonato se non fosse stata rimossa la bandiera palestinese dal palco, ma gli organizzatori non l’hanno accontentata.
La Fiamma Olimpica fa tappa oggi a Cortina – una delle sedi delle Olimpiadi Invernali – ma il suo percorso è stato accompagnato da proteste in ogni città da parte di gruppi pacifisti e ambientalisti.
Nel Nord-Est siriano Kobane denuncia bombardamenti e carenze di acqua, elettricità e cibo. La tregua tra governo e SDF è fragile, mentre torna in gioco il futuro dell’autonomia curda.
L’iniziativa “Lettere per la pace” ha visto coinvolte molte classi e centinaia di giovani. Ecco il caso di una classe di primaria di Bologna.
In una risposta a Report, Eni scrive di non prevedere future attività nell’area delle licenze offshore al largo di Gaza. ReCommon legge un possibile passo indietro e chiede chiarimenti.
Shahin, trattenuto a Caltanissetta da fine novembre per un decreto di espulsione, è stato liberato dopo l’accoglimento di un ricorso. La procedura resta aperta e il ministero valuta la Cassazione.
A Torino Extinction Rebellion Torino e l’assemblea antimilitarista provano a bloccare gli accessi all’Aerospace & Defense Meetings, denunciando il legame tra industria bellica, guerre e crisi climatica.
Tre cooperanti italiani sono stati feriti nei pressi di Gerico, in Cisgiordania, da un attacco condotto da coloni israeliani.
Un gruppo di associazioni e una cittadina palestinese hanno presentato un ricorso contro lo Stato italiano e la Leonardo Spa per la vendita di armi a Israele.
Ha dato esito positivo prima votazione alla Knesset delle legge che prevede la pena di morte per chi uccide un cittadino israeliano per motivi nazionalistici.
La Rete Pace e Disarmo diffonde un comunicato in cui chiede al Governo italiano di interrompere gli scambi commerciali di armi con gli Emirati Arabi Uniti, principali supporter delle milizie irregolari sudanesi.
Chi è il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani: dal socialismo all’ambiente, dalla Palestina all’istruzione.
Il corso di formazione “La scuola non si arruola” contro la militarizzazione dell’educazione a cui avevano aderito più di 1200 docenti è stato annullato dal Ministero.
Dal 2014 l’Ue ha finanziato programmi per gestire la migrazione nel Corno d’Africa. In Sudan, parte di quel sistema ha interagito con attori oggi coinvolti in crimini contro i civili.
Dopo mesi di cammini la Local March for Gaza muove verso Roma, dove arriverà il 2 novembre con 10.000 firme e diverse richieste per il Governo. Ecco come partecipare.
La tregua a Gaza ha determinato un crollo delle azioni di Leonardo Spa e delle altre principali aziende che producono componenti bellici.
Un’analisi di Altreconomia ha rilevato che nel primo semestre del 2025 la categoria merceologica più esportata dagli Stati Uniti verso Israele sono state bombe, granate e siluri.