Il governo ha sospeso il rinnovo di un accordo di difesa con Israele
O perlomeno questo ha detto la premier Giorgia Meloni. Ma non si capisce se questo comporti anche la sospensione immediata dell’accordo oppure no.
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O perlomeno questo ha detto la premier Giorgia Meloni. Ma non si capisce se questo comporti anche la sospensione immediata dell’accordo oppure no.
Oggi si rinnova automaticamente il memorandum militare Italia-Israele, che sarà così valido fino al 2031. La rete PeaceLink invita tutti a scrivere al Governo per chiederne la rescissione.
L’attacco all’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno innescato una crisi del petrolio che sta avendo e avrà nel prossimo futuro gravi effetti sulla vita della nostra società, ancora molto legata ai combustibili fossili.
La nuova legge sulla pena di morte approvata dalla Knesset non ha solo suscitato reazioni sdegnate a livello internazionale, ma ha anche alimentato perplessità e contrarietà all’interno di Israele.
Secondo le ricostruzioni emerse oggi, il governo italiano ha negato l’uso della base solo per un’operazione specifica e per questioni procedurali.
A Roma una madre palestinese e una israeliana hanno marciato insieme, seguite da decine di altre donne, nell’ambito di un’iniziativa globale per chiedere la pace in Medio Oriente.
È stato lanciato appello dalle associazioni che si occupano di diritti civili per arrestare e mettere sotto indagine l’ex generale Ofer Winter, che arriverà in Italia il 31 marzo per una vacanza.
La guerra in Iran ha provocato un aumento del prezzo dei carburanti e il Governo ha predisposto un piano di 527 milioni per contenerlo. I fondi provengono da tagli a diversi ministeri.
L’amministrazione Trump ha riferito che i primi sei giorni di guerra all’Iran sono costati 11,3 miliardi di dollari ovvero 1,88 miliardi al giorno.
Cresce il rischio di danni ambientali e l’instabilità potrebbe rafforzare nel breve la dipendenza dai fossili. Ma dal punto di vista geopolitico il petrolio ha un ruolo marginale.
Nei giorni scorsi, nonostante la narrazione dei media mainstream e i trend sui social abbiano “declassato” l’argomento, si sono verificati diversi fatti molto rilevanti per la situazione in Palestina.
Al TPO, storico spazio popolare culturale di Bologna, la band americana degli Earth ha detto che non avrebbe suonato se non fosse stata rimossa la bandiera palestinese dal palco, ma gli organizzatori non l’hanno accontentata.
La Fiamma Olimpica fa tappa oggi a Cortina – una delle sedi delle Olimpiadi Invernali – ma il suo percorso è stato accompagnato da proteste in ogni città da parte di gruppi pacifisti e ambientalisti.
Nel Nord-Est siriano Kobane denuncia bombardamenti e carenze di acqua, elettricità e cibo. La tregua tra governo e SDF è fragile, mentre torna in gioco il futuro dell’autonomia curda.
L’iniziativa “Lettere per la pace” ha visto coinvolte molte classi e centinaia di giovani. Ecco il caso di una classe di primaria di Bologna.
In una risposta a Report, Eni scrive di non prevedere future attività nell’area delle licenze offshore al largo di Gaza. ReCommon legge un possibile passo indietro e chiede chiarimenti.
Shahin, trattenuto a Caltanissetta da fine novembre per un decreto di espulsione, è stato liberato dopo l’accoglimento di un ricorso. La procedura resta aperta e il ministero valuta la Cassazione.
A Torino Extinction Rebellion Torino e l’assemblea antimilitarista provano a bloccare gli accessi all’Aerospace & Defense Meetings, denunciando il legame tra industria bellica, guerre e crisi climatica.
Tre cooperanti italiani sono stati feriti nei pressi di Gerico, in Cisgiordania, da un attacco condotto da coloni israeliani.
Un gruppo di associazioni e una cittadina palestinese hanno presentato un ricorso contro lo Stato italiano e la Leonardo Spa per la vendita di armi a Israele.