Trump redige una “lista dei cattivi” per punire i paesi NATO che non sostengono la guerra all’Iran
Il Governo Trump starebbe classificando gli alleati in base alla loro disponibilità a seguire i propri piani. La lista sarebbe destinata al Segretario NATO Mark Rutte, atteso negli USA a breve.
Una lista di “buoni” e “cattivi” a seconda dell’appoggio fornito agli Stati Uniti nella guerra all’Iran. È questo ciò su cui stanno lavorando Trump e il suo staff, analizzando l’atteggiamento dei paesi membri della NATO. Questa classificazione sarà poi presentata al Segretario Generale della stessa NATO, Mark Rutte, che prossimamente sarà in visita a Washington. La notizia è stata diffusa ieri da Politico, quotidiano che si occupa di informazione e previsioni e che fa parte del gruppo editoriale tedesco Axel Springer SE.
Secondo Politico, con questa mossa Trump starebbe mettendo ulteriormente alla prova la fedeltà degli alleati e la loro disponibilità a seguire il più pedissequamente possibile la linea politica e militare americana. Dichiarazioni che vanno in questo senso sono anche quelle fornite dal Segretario della Difesa Pete Hegseth, che a dicembre ha detto che «gli alleati modelli che hanno fatto un passo avanti – come Israele, Corea del Sud, Polonia, sempre di più la Germania, alcuni Paesi baltici e altri – riceveranno favori speciali. Quelli che non faranno la loro parte in questa azione di difesa collettiva ne pagheranno le conseguenze».
Secondo Politico, proprio queste dichiarazioni del Segretario della Difesa avrebbero dato origine all’idea di stilare una lista di alleati “buoni” e alleati “cattivi”. Tuttavia, un diplomatico europeo interpellato dal quotidiano ha svelato diverse perplessità in merito, soprattutto rispetto alla minaccia di queste non meglio precisate conseguenze ai danni dei naughty. D’altra parte Trump non è nuovo a minacce infondate che, secondo la sua linea politica, dovrebbero confondere le acque e fare il suo gioco.
La volontà di creare due fronti – uno degli amici e uno dei nemici, in barba al Trattato di Washington – è abbastanza evidente. «Mentre gli Stati Uniti ci sono sempre stati per i cosiddetti alleati, Paesi che noi proteggiamo con migliaia di soldati non ci hanno supportato nell’operazione Furia Epica. Il Presidente Trump ha tratto le sue considerazioni su questa dinamica scorretta e, come ha detto lui stesso, gli Stati Uniti non dimenticano». Queste le parole della portavoce della Casa Bianca Anna Kelly.







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