L’appello al diritto alla disconnessione e riduzione dell’esposizione nelle scuole
Alcune associazioni che si occupano di salute e prevenzione rivolgono un appello alle istituzioni, soprattutto quelle scolastiche, per un uso limitato e consapevole degli strumenti digitali e la riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici.
Nell’era della comunicazione wireless serve un cambio di paradigma educativo e sanitario. È questo il messaggio al centro dell’appello promosso da Stop 5G Emilia insieme ad associazioni, movimenti e gruppi impegnati sul tema dell’inquinamento elettromagnetico, tra cui A.P.P.L.E., ISDE Italia, A.I.E. e A.M.I.C.A., con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni, scuole, amministrazioni locali, medici, famiglie e cittadini sulla necessità di riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici e riconoscere il diritto alla disconnessione.
L’appello richiama l’attenzione sui possibili effetti biologici e sanitari legati alle lunghe esposizioni alle onde elettromagnetiche e all’uso intensivo dei dispositivi digitali, con particolare riferimento a bambini, adolescenti, donne in gravidanza e persone più fragili. I promotori sottolineano la necessità di applicare i principi di precauzione e prevenzione, soprattutto dopo l’innalzamento del valore di attenzione per l’esposizione della popolazione da 6 V/m a 15 V/m.
Secondo i promotori, il problema non riguarda soltanto l’esposizione fisica ai campi elettromagnetici, ma anche l’impatto sociale, educativo e psicologico dell’uso compulsivo di smartphone, dispositivi digitali e social media. L’appello richiama studi, report istituzionali e documenti internazionali che segnalano preoccupazioni per l’aumento di disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, irrequietezza, isolamento sociale e forme di dipendenza digitale, soprattutto tra i più giovani.
Le associazioni chiedono quindi di affiancare ai provvedimenti già adottati nelle scuole sul divieto dell’uso del cellulare anche interventi educativi e strutturali più ampi, capaci di promuovere un uso più consapevole della tecnologia e una concreta riduzione dell’esposizione quotidiana. Tra le indicazioni proposte vi sono la limitazione dell’uso di cellulari, Wi-Fi e dispositivi elettronici, lo spegnimento degli apparecchi quando non sono necessari, l’utilizzo della modalità aereo, la disattivazione di connessione dati, Bluetooth, Wi-Fi e hotspot quando non servono, e l’abitudine a tenere i dispositivi lontani dal corpo.
Un altro punto centrale riguarda la promozione del cablaggio e dell’utilizzo della fibra ottica, riducendo dove possibile il ricorso alle connessioni wireless. L’appello invita scuole, Comuni, amministratori di condominio, operatori sanitari e cittadini ad avviare percorsi informativi, progetti educativi e iniziative di sensibilizzazione, anche attraverso la diffusione di materiali divulgativi e volantini. Il documento richiama inoltre la necessità di aprire un dialogo con il mondo sanitario sui temi dell’ipersensibilità elettromagnetica e della sensibilità chimica multipla, chiedendo maggiore formazione e attenzione verso condizioni che, secondo i promotori, riguardano anche bambini e adolescenti.
L’iniziativa è aperta all’adesione di gruppi, comitati e associazioni che vogliano contribuire alla diffusione dell’appello e delle buone pratiche per la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete di informazione e pressione civica per sollecitare istituzioni e comunità locali a mettere al centro la tutela della salute, la prevenzione e il diritto alla disconnessione.






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