20 Mag 2015

Io faccio così #73 – Gianni Solino e Libera Caserta: riscatto e antimafia nelle terre di Don Peppe Diana

Scritto da: Elena Risi

L'intervista a Gianni Solino permette di descrivere la rete e i progetti del territorio casertano che man mano stanno costruendo una risposta concreta alla camorra. Dall'uccisione di Don Beppe Diana è nata la Scuola di Pace Don Beppe Diana, il comitato omonimo, delle associazioni in rete, e le altre evoluzioni dall'incontro con Libera. Il contrasto alla malavita organizzata necessita di una strutturazione a tutti i livelli: governo, scuola, lavoro, chiesa. Tutta l'Italia è coinvolta dalle dinamiche mafiose.

Caserta, Campania - Casal di Principe: terra di camorra ma anche città simbolo delle lotte di don Peppe Diana, prete impegnato nell’antimafia sociale e ucciso dalla criminalità organizzata locale. Per non dimenticare l’altra faccia della medaglia che lotta costantemente su questi territori è nato il Comitato don Peppe Diana, di cui Gianni Solino è rappresentante e fondatore oltre ad essere referente di Libera Caserta dal 2013.

Per capire come è arrivato a questo punto bisogna partire dagli anni della scuola, periodo in cui Gianni ha cominciato a interessarsi ai movimenti studenteschi e alle tematiche sociali. Solo a partire dagli anni ’70 si comincia a parlare di camorra, non perché negli anni precedenti fosse un tabù ma piuttosto non si aveva ancora piena consapevolezza di cosa fosse. Durante gli anni di impegno politico si affianca la passione per l’associazionismo, un aspetto che diventerà preponderante nel periodo successivo fino a quello che può essere considerato un vero e proprio spartiacque nella vita di Gianni Solino: l’omicidio di don Peppe Diana, il 19 Marzo del 1994. “Da allora mi sono reso conto di quanto fossi coinvolto” – confida Solino – “in quel momento mi sono sentito come se avessero colpito anche me”.

Nel 1995 Gianni è tra i fondatori della Scuola di Pace Don Peppe Diana, un’associazione di educazione alla legalità e alla pace permanente. Il suo impegno è un crescendo continuo, dalle varie associazioni in rete nasce il Comitato Don Peppe Diana fino ad arrivare all’incontro con Libera, nel 2006, che torna sul territorio casertano dopo un periodo di assenza dovuto ad alterne vicende.

Gianni Solino, , coordinatore di Libera Caserta e scrittore, tra i fondatori del Comitato Don Peppe Diana

Gianni Solino, , coordinatore di Libera Caserta e scrittore, tra i fondatori del Comitato Don Peppe Diana

Gianni Solino non ha dubbi: per opporsi in maniera convincente alla camorra ed estirpare le radici che ha piantato negli ultimi quattrocento anni di storia, bisogna rispondere con un sistema altrettanto strutturato. Oltre alla rete di associazioni che operano quotidianamente sui territori è importante che il governo nazionale consideri la lotta alle mafie come una priorità assoluta. “Così come si scelgono le eccellenze della magistratura e della polizia nelle zone più soggette alle infiltrazioni mafiose”, spiega Solino, “lo stesso si dovrebbe fare con i presidi e gli insegnanti delle scuole nelle aree più a rischio”.

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Il referente di Libera Caserta ricorda il valore fondamentale dell’educazione, una cultura dell’antimafia che non si costruisce attraverso interventi saltuari ma grazie ad un lavoro quotidiano. “La camorra può essere spazzata via se a combatterla siamo tutti uniti: governo, scuola, chiesa. Nessuno deve sentirsi escluso“, incalza Solino. Aggiunge che non si può chiudere un occhio sui fenomeni di corruzione e clientelismo perché è proprio in queste piaghe che si sviluppano i germi che portano allo sviluppo e al contagio delle mafie, invertendo irrimediabilmente le sorti del paese intero.

terre_peppe_diana

Il lavoro quotidiano che viene perpetrato dalle realtà che combattono la mafia nelle terre di gomorra è straordinario e sta producendo già tanti risultati: incentiva il lavoro giovanile e stimola l’imprenditoria sociale nelle terre dei beni confiscati, oltre a mantenere costantemente accesa l’attenzione sulle problematiche create dalla criminalità organizzata locale. In queste terre di gomorra si sta svolgendo tutta un’altra storia che a stento viene raccontata: “la nostra è una vera e propria Resistenza contro la criminalità. Stiamo aspettando il nostro 25 Aprile”, considera Gianni Solino.

Ma la Liberazione di questo territorio è già in corso da tempo e si manifesta nelle esperienze di lotta quotidiana e nei successi che giorno dopo giorno raggiunge: il Pacco alla Camorra del marchio NCO (Nuovo Commercio Organizzato) che ha venduto oltre diecimila confezioni non solo in Italia ma anche in Canada e il progetto è stato presentato persino a Bruxelles. Ci sono poi le esperienze della Cooperativa Agropoli, della Cooperativa al di là dei Sogni e della Cooperativa Eureka, solo per citarne alcune.

C’è ancora tanto da lavorare ma quello che si è raggiunto fino ad ora produce risultati concreti. Le terre di camorra, le più tristemente note perché sempre sotto la lente della cronaca, sono solo la punta dell’iceberg. Ormai tutta l’Italia è coinvolta dalle dinamiche mafiose e nessuno può sentirsi escluso dall’impegno in questa nuova Resistenza.

 

Visualizza Libera Caserta sulla Mappa dell’Italia che Cambia

Gianni Solino sulla Mappa dell’Italia che Cambia

Vuoi cambiare la situazione
della legalità in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
“Quanto lo pagate qui un chilo di coca?”. Via d’Amelio, Gratteri e la mafia che non è solo un problema del Sud
“Quanto lo pagate qui un chilo di coca?”. Via d’Amelio, Gratteri e la mafia che non è solo un problema del Sud

La società civile scende in piazza per Nicola Gratteri e contro la ‘ndrangheta
La società civile scende in piazza per Nicola Gratteri e contro la ‘ndrangheta

23 maggio: trent’anni dopo la strage di Capaci è ora di vedere di nuovo la gente incazzata
23 maggio: trent’anni dopo la strage di Capaci è ora di vedere di nuovo la gente incazzata

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Cosa succedeva nel 2012? Dieci cose che sono cambiate (in meglio) negli ultimi dieci anni

|

Da psicologa a Torino a operatrice olistica in val di Vara: la storia di Fulvia

|

Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento

|

Nasce la Scuola Nazionale di Pastorizia per un rilancio delle aree interne e montane

|

Vi spieghiamo la filosofia di NaturaSì, dalla biodinamica al giusto prezzo per i contadini – Io Faccio Così #341

|

Parti con noi alla scoperta della Palermo che Cambia

|

Acqua bene comune, pubblico e sicuro: è ora di agire, prima che sia troppo tardi