29 Set 2017

Cammina la storia, alla scoperta degli elementi sopiti del territorio

Scritto da: Daniela Bartolini

Cammina la Storia, una delle proposte più complesse e innovative dell'Ecomuseo del Casentino torna con un nuovo appuntamento alla scoperta della transumanza. Un'occasione per ricordare le motivazioni e gli obiettivi di un progetto che intreccia storia, cultura, ambiente, comunità.

Scoprire i tesori dietro casa, luoghi nascosti o dimenticati che hanno bisogno di essere riportati all’attenzione comune; aprire dei sentieri che dall’ecomuseo andassero a raggiungere altre emergenze sul territorio, per incentivare il tema della patrimonializzazione, del prendersi cura di un territorio; valorizzare le competenze locali e mettere in contatto il visitatore esterno con l’abitante, in uno scambio di conoscenze e punti di vista stimolante dove l’abitante può restituire il proprio vissuto e chi il territorio non lo vive può innestare su questo un confronto dialettico e allo stesso tempo una mediazione che diviene crescita per entrambi. Questi sono solo alcuni degli elementi che hanno contraddistinto Cammina la Storia fin dal suo esordio, nel 2012.
Al centro c’è sempre una delle antenne ecomuseali, da lì si parte, si arriva o si fa tappa lungo un percorso che ci porta alla scoperta di luoghi o elementi sopiti che la comunità ha bisogno di evidenziare, di far emergere, per recuperarli.

cammina la storia scoperta territorio 1506674251

Cammina la storia non è “solo” un escursione, una passeggiata, è un’esperienza con l’anima, quella di chi abita e custodisce la storia e le storie di un luogo, che vorrebbe mantenere anche un elemento di eccezionalità.
Oltre a questo, Cammina la Storia ha l’obiettivo di sviluppare competenze locali esperte, sopratutto con i giovani, ed infatti trova nelle sue proposte spesso l’occasione per coinvolgere storici, archeologi, sociologi etc. locali, neolaureati, che portano un’altra chiave di lettura puntuale sulla loro tematica di competenza che si affianca alla lettura del paesaggio offerta dalla presenza di guide ambientali.

cammina la storia scoperta territorio 1506674080

Un progetto complesso che abbraccia, intreccia molti elementi, che tornerà con un nuovo appuntamento sabato 30 settembre a Badia Prataglia per una proposta fra musica, ambiente e sulle tracce delle tradizioni locali.
8km di percorso con ritrovo alle 15,30 nella piazza della chiesa di Badia Prataglia, per raggiungere in auto la località Cancellino da dove partirà l’escursione con itinerario Cancellino – Passo Lupatti – Cima del termine – Poggio la Lombadrona – Cancellino.
Durante il percorso troverete il Dott. Andrea Manetti che affronterà il tema “La viabilità in altura dalla transumanza al 402 d.c.”. A seguire, aspettando il tramonto al poggio “La Lombardona”, concerto dal titolo “Selve rinascimentali” con musiche di Verdelot, Arcadelt, Josquin Desprez a cura dell’Ensemble Lilium Cantores, con Francesca Bizzarri, soprano; Sabina Caponi, alto; Umberto Cerini, tenore e direzione; Gianandrea Giovannardi, basso.

Costo escursione 3€.
Informazioni e prenotazione (necessaria) presso Coop.Oros 335.7887844.
Possibilità di consumare la cena alle ore 20,30 presso Bar Vittoria a Badia Prataglia con antipasto Toscano, polenta con cinghiale e dolce. Prenotazione 0575.559019. Costo 15€ cena ed escursione.
Iniziativa in collaborazione dell’Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Vuoi cambiare la situazione
del viaggiare in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

énostra: l’impresa di comunità dalla parte dell’ambiente

|

Alleniamoci ad ascoltare gli altri per creare un mondo migliore

|

Il benessere? Secondo Lara Lucaccioni e Matteo Ficara è questione di energia

|

Sea-ty e le reti fantasma: “Liberiamo i fondali dalle attrezzature da pesca abbandonate”

|

Nasce il Badante agricolo di comunità che aiuta le persone anziane nella cura dell’orto

|

L’apprendimento non va in vacanza: cronaca di un’estate da homeschooler

|

Caltanissetta ricorda i “carusi di Sicilia”, i piccoli schiavi delle miniere di zolfo