11 Nov 2021

Il whale watching in Liguria: una guida per avvistamenti responsabili

Scritto da: Redazione

L’attività di whale watching e l'indotto a essa collegato sono molto importanti per il monitoraggio dei cetacei nella loro casa: il mare. Scopriamo insieme, grazie a questo approfondimento proposto dalla Onlus World Rise, lo sviluppo di questa attività in Liguria e i comportamenti da adottare per un avvistamento responsabile.

Il whale-watching, ovvero l’osservazione di balene e delfini a bordo di imbarcazioni private o pubbliche, è una pratica di turismo naturalistico che, seguendo le dovute norme per un avvistamento responsabile, permette a chiunque di conoscere la bellezza e l’importanza della protezione dell’ecosistema marino. Nato circa 20 anni fa in America, oggi il whale watching è una delle attività turistiche più diffuse per osservare i cetacei nel loro ambiente naturale e, in molti casi, è la moderna risposta alle tradizionali stragi perpetrate nei secoli passati e, purtroppo, in parte ancora oggigiorno, dai cacciatori di balene, che hanno portato sull’orlo dell’estinzione molte specie di cetacei.

Attraverso le pratiche di whale watching sostenibile è possibile creare un sistema turistico proficuo ma responsabile, in cui si gode dell’incredibile spettacolo offerto da questi animali, senza arrecare loro danno o disturbo. Avere la possibilità di vedere dal vivo balene e delfini nel loro habitat inoltre contribuisce alla formazione di una coscienza sociale ambientalista, svolgendo un’importante funzione didattica e divulgativa, basata su un’esperienza diretta nella natura.

Oggi, anche in risposta alla pandemia, sono sempre di più le persone desiderose di vivere e scoprire il mare a 360° e di svolgere attività all’aria aperta, per godere a pieno delle varie esperienze offerte dal mondo marino. In questo scenario, il whale watching è una delle attività turistiche, commerciali, ma anche scientifiche, capace di attirare di più gli amanti dell’oceano e delle sue meraviglie.

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Pinna caudale di un capodoglio (Physeter macrocephalus) in immersione – foto di Andrea Centini
LE PAROLE CHIAVE DEL WHALE WATCHING

Alcuni concetti risultano fondamentali nella definizione di questa bellissima pratica all’aria aperta:

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Nel corso degli anni infatti, dall’America la pratica dell’avvistamento cetacei è riuscita ad affermarsi anche in Italia, diventando un valido sistema a supporto della ricerca scientifica. Dal 1987 Tethys, un’organizzazione di ricerca senza scopo di lucro che sostiene la conservazione marina attraverso la scienza e la sensibilizzazione del pubblico con un focus sui grandi mammiferi marini, mette in pratica i concetti chiave alla base del whale watching, occupandosi di indagini sulla fauna dei cetacei nelle acque marine circostanti l’Italia.

Questo tipo di studi, che avveniva e avviene su imbarcazioni, ha fornito per la prima volta una panoramica quantitativa dell’abbondanza relativa dei cetacei nel Mediterraneo centrale, sottolineando l’importanza preponderante del Mar Ligure in termini di tassi di incontro, ovvero la possibilità di avvistare in mare un cetaceo.

La ricchezza biologica, sia qualitativa che quantitativa, di quest’area è stata il primo segnale della necessità dell’istituzione di un’Area Marina Protetta per i cetacei nel Mar Ligure, che ha portato alla proposta dell’istituzione del Santuario Pelagos per i Mammiferi Marini del Mediterraneo.

IL SANTUARIO PELAGOS

Il Santuario Pelagos per i Mammiferi Marini del Mediterraneo è un’Area Marina Protetta speciale, che si estende per circa 90.000 km2 nel Mar Mediterraneo nord-occidentale, tra Italia (Liguria, Toscana e Sardegna), Francia e Corsica. Il Santuario è stato istituito nel 1991 in seguito a un accordo tra l’Italia, il Principato di Monaco e la Francia, per la protezione dei mammiferi marini che frequentano l’area.

Nel Mar Ligure, grazie all’istituzione di quest’area, i cetacei sono in grado di vivere serenamente nel proprio habitat naturale nutrendosi, riproducendosi e compiendo numerose interazioni sociali tra loro.

IL WHALE WATCHING: UN’ATTIVITÀ IN ESPANSIONE IN LIGURIA

Nel 1998 la Battellieri del Porto di Genova, con la collaborazione di WWF Liguria, lancia le uscite naturalistiche di avvistamento cetacei con partenza dal Porto Antico di Genova e da Varazze. Sull’onda del successo di questa iniziativa, l’anno successivo vengono rimodulate le partenze, per servire anche la città di Savona.

Nel 2000 anche la compagnia Alimar inizia a dedicarsi a questa attività, organizzando uscite con partenza da Genova, Loano e Alassio. Seguendo l’esempio dei maestri Whale Watchers americani, dal 2002 al 2005 la Battellieri del Porto di Genova mette in atto una sperimentazione legata ad un ricognitore aereo Piper PA-28-181, per coadiuvare le motonavi nella ricerca dei cetacei.

Nel 2005 Alimar e Battellieri del Porto di Genova si uniscono, dando vita al Consorzio Liguria Via Mare, diventato oggi una delle compagnie leader nel settore del whale e bird watching via mare in Italia, con un crescente aumento della clientela, proveniente ormai da tutta la penisola e dall’estero.

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Grampus griseus, Grampo grigio – Foto via Centro Ricerca Cetacei
GOLFO PARADISO WHALE WATCHING

Dall’inizio del 2010 poi sono proseguiti gli studi per sviluppare un servizio turistico responsabile e di qualità, che potesse soddisfare la richiesta di esperienze naturalistiche all’interno del Santuario dei Cetacei. Grazie al coinvolgimento di persone esperte nell’attività e all’assorbimento della Società BluWest, leader nel settore dell’osservazione in mare, nell’aprile del 2011 nascono Whalewatch Genova e Whalewatch Imperia, marchi di qualità utilizzati dalla Compagnia madre “Golfo Paradiso” per contraddistinguersi nelle attività di avvistamento cetacei nel Santuario Pelagos.

Inizia così un vero e proprio servizio di Avvistamento Cetacei a livello regionale: nel Levante, con partenze da Genova-Nervi-Recco-Camogli e nel Ponente, dai porti di Andora-Laigueglia-Imperia-SanRemo-Bordighera. Nel 2019 la flotta aumenta di numero, passando da 7 a 8 imbarcazioni, tre delle quali utilizzate per l’attività di Avvistamento Cetacei. Nel 2020 nasce il marchio ”Golfo Paradiso Whale Watching”, frutto dell’unione dei marchi Whalewatch Genova e Whalewatch Imperia.

COME FUNZIONA QUESTA PRATICA? QUALI PROTOCOLLI BISOGNA SEGUIRE?

Per prima cosa, prima di un’uscita in mare, è necessario controllare e avere ben chiare le condizioni meteo-marine: come ogni attività turistica, essa deve essere svolta al meglio e in piena sicurezza, sempre nel rispetto dell’ambiente marino e dei suoi abitanti.

Per un avvistamento cetacei ottimale occorre che il mare sia calmo o poco mosso (< forza 4), con assenza di vento (< forza 5) e di onda lunga: sarà infatti molto più semplice scorgere un movimento insolito su una superficie piatta, focalizzando la nostra attenzione su ogni successivo segnale. Con condizioni meteo marine ottimali si riuscirà a scorgere la linea delle pinne dorsali dei cetacei, un loro salto o l’inconfondibile soffio, anche a parecchie centinaia di metri di distanza; diversamente, le probabilità di avvistamento diminuiscono.

Durante l’esperienza di whale watching vengono compilate le schede di avvistamento, in cui si annotano posizione, data ed ora dell’avvistamento, numero e specie di mammiferi incontrati, affinché gli enti preposti allo studio dei cetacei del Mediterraneo possano raccogliere quante più informazioni possibili su tali animali per la loro salvaguardia. In questo modo, le attività turistiche diventano un valido strumento di ricerca scientifica.

SUGGERIMENTI PER L’AVVISTAMENTO
  • Non fissare un punto in particolare, ma abituati a scrutare l’orizzonte a destra e a sinistra.
  • Se si è in compagnia, è utile suddividere con i compagni l’arco dell’orizzonte, attribuendone una parte a ciascuno.
  • Se possibile, raggiungere (in sicurezza) i punti più alti della barca, per ampliare il proprio orizzonte di osservazione.
  • Avere ben presente ciò che ci si aspetta di vedere (uno spruzzo, una coda, una pinna, una schiena o un salto).
  • Imparare a distinguere oggetti che appaiono e scompaiono nello stesso punto e mantenendo la stessa forma (trattasi quasi sempre di boe, anche alla deriva), dai segnali tipici di un cetaceo: normalmente i mammiferi marini scompaiono per poi riapparire in un punto diverso, modificando continuamente le proprie dimensioni e forme.
  • Saper individuare i segnali indicatori della presenza dei cetacei, come per esempio la concentrazione di uccelli marini in un punto (spesso i cetacei si radunano in un punto per nutrirsi di banchi di pesce ed al banchetto partecipano anche gli uccelli).
  • Non utilizzare subito il binocolo, inizialmente ad occhio nudo è possibile coprire un angolo visivo molto maggiore: è preferibile usare il binocolo solo dopo l’avvistamento di qualcosa di interessante in un punto preciso.
  • È utile, dopo aver assistito all’immersione di un cetaceo, cercare di immaginare dove l’animale riaffiorerà, ma le variabili sono molte: il tipo di specie e il tipo di attività che sta compiendo potranno indirizzarlo in un punto piuttosto che in un altro.
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Foto di Elena Scavone via Golfo Paradiso Whale Watching
COMPORTAMENTI DA ADOTTARE PER UN AVVISTAMENTO RESPONSABILE
  • Avvicinare l’imbarcazione con cautela e rispetto, ad una velocità di non più di 5 nodi.
  • Spegnere i motori, poiché potrebbero infastidire gli animali, impedirne la comunicazione reciproca e disorientarli.
  • Tenere una distanza di sicurezza dagli animali di almeno 100 metri.
  • Mantenere una rotta parallela al loro nuoto e non inseguirli.
  • Eseguire l’osservazione per non più di 15 minuti.
  • Non gridare o emettere forti rumori (fischi, battiti di mani), ma osservare gli esemplari in silenzio.
  • Non gettare cibo agli animali.
  • Non immergersi con i cetacei e non nuotare con loro.
GUIDA AL RICONOSCIMENTO DEI CETACEI

Nel Mar Ligure si trovano 8 specie di cetacei: 7 di esse (tursiope, stenella striata, delfino comune, globicefalo, grampo, zifio e capodoglio) fanno parte del sottordine degli odontoceti (cetacei dotati di denti) e una sola specie (Balenottera comune) appartiene invece al sottordine dei misticeti (cetacei senza denti ma dotati di fanoni, come le balene vere e proprie). A volte è possibile avvistare anche lo steno, un cetaceo di passaggio nel Mar Mediterraneo.

Occorrerà focalizzare l’attenzione su almeno 5 caratteristiche fondamentali dei diversi esemplari:

  • LE DIMENSIONI: non sempre facili da calcolare, si può paragonare la dimensione del cetaceo con quella della barca. Ad esempio, il delfino comune, che è il più piccolo delle specie presenti nel Mar Ligure, può essere lungo al massimo 2 metri e pesare 90 kg, contro i 18 metri di lunghezza del Capodoglio e 57 tonnellate di peso o i 22 metri per 80 tonnellate di peso della balenottera comune.
  • LA PINNA DORSALE: è bene osservarne la forma, la posizione sul corpo del cetaceo e le dimensioni. Ad esempio, quando la pinna è molto piccola e arretrata, vicina alla pinna caudale, sarà l’inconfondibile pinna dorsale di una balenottera comune. Mentre, se si tratta di una pinna molto falcata e rivolta all’indietro, a ricordare un’onda del mare, si tratterà della pinna dorsale di un globicefalo.
  • IL SOFFIO: anche in questo caso saranno da valutare forma, posizione e dimensione. Nel Santuario Pelagos i due soffi più inconfondibili appartengono al Capodoglio e alla Balenottera comune. Il soffio del Capodoglio è riconoscibile poiché è alto dai 5 ai 7 metri, inclinato in avanti di 45° verso sinistra; quello della balenottera comune è diritto, a forma di fontana.
  • IL CAPO: osservare forma, presenza e forma del rostro. Alcune specie di odontoceti, come il grampo e il globicefalo, non sono dotati di rostro, ma hanno un capo del tutto rotondo e globoso, a differenza di delfini come il tursiope o la stenella, che presentano un rostro tozzo e allungato.
  • I COLORI: senza farsi ingannare dai riflessi del sole, occorrerà osservare la colorazione del dorso, delle pinne e del corpo dell’animale avvistato, nonché in generale l’eventuale presenza di segni, graffi e sfumature. La stenella striata ha un colore inconfondibile: per riconoscerla basterà guardare la macchia bianca a forma di fiamma che ha sul fianco del corpo. Anche il grampo sarà facilmente riconoscibile, in quanto presenta numerosi graffi sul corpo, provocati dalle interazioni sociali con gli altri compagni del gruppo.

Oggi gli stati costieri dove si pratica il whale watching incassano da questa attività circa 1 miliardo di dollari ogni anno; ecco perché il whale watching è praticato in oltre 87 nazioni da oltre 9 milioni di persone all’anno. Questa pratica, purché condotta nel pieno rispetto degli animali, può effettivamente combinare la conservazione delle balene con i benefici economici per le comunità locali, contribuendo a promuovere la tutela degli ambienti marini e dei loro abitanti, fornendo informazioni importanti sulle popolazioni di cetacei e generando un vantaggio economico per le realtà costiere attraverso il turismo.

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