Quale aria si respira vicino alle miniere di cobalto? In Congo continuiamo a misurarla anche da lontano
Un sensore lasciato da Source International nella Repubblica Democratica del Congo permette di seguire l’inquinamento atmosferico anche dopo la fine delle missioni.
Quando una missione sul campo finisce, i ricercatori raccolgono gli strumenti e tornano a casa. L’inquinamento però rimane. E insieme a esso rimangono le persone che ogni giorno respirano quell’aria, spesso senza avere la possibilità di sapere che cosa contiene. È una questione con cui ci confrontiamo nel nostro lavoro: le campagne di monitoraggio permettono di raccogliere informazioni essenziali, ma durano un tempo limitato. Garantire misurazioni per mesi o anni comporta difficoltà logistiche, tecniche ed economiche che spesso non riusciamo a superare. Così, anche quando documentiamo una contaminazione importante, osserviamo soltanto una parte dell’esposizione che le comunità possono sperimentare nel corso dell’anno.
Nella Repubblica Democratica del Congo, come Source International abbiamo deciso di provare ad allargare questa finestra di osservazione. Durante la nostra ultima campagna abbiamo installato un sensore per la qualità dell’aria nel quartiere di Musonoi, a Kolwezi, nella cintura mineraria del rame e del cobalto. Questa volta, quando siamo ripartiti, lo strumento è rimasto lì. E ha continuato a misurare.

Dieci giorni di misure e una domanda ancora aperta
Dal 2025 lavoriamo insieme a RAID, Afrewatch e all’Università di Lubumbashi per indagare gli impatti ambientali e sanitari dell’estrazione industriale di rame e cobalto nella provincia di Lualaba. Durante la prima campagna congiunta, nell’ottobre del 2025, abbiamo raccolto campioni di acqua e sedimenti e dedicato una parte importante del lavoro al monitoraggio della qualità dell’aria. I risultati hanno restituito un quadro preoccupante: in tutti i siti monitorati le concentrazioni giornaliere di PM₂,₅ e PM₁₀ superavano sistematicamente i valori indicati dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, arrivando in alcuni casi fino a sei volte quei riferimenti.
Anche la composizione delle polveri ci ha fornito informazioni importanti: le analisi chimiche hanno rilevato concentrazioni di cobalto, rame e manganese superiori a quelle attese sulla base della composizione dei suoli locali. Un’indicazione del contributo dei residui delle attività minerarie industriali all’inquinamento che stavamo misurando. Quelle misure erano state raccolte nell’arco di circa dieci giorni, alla fine della stagione secca. Un periodo che consideravamo sufficiente per ottenere una fotografia realistica dei principali problemi di qualità dell’aria nell’area. Ma, mentre analizzavamo i risultati, una domanda continuava a tornare: che cosa succede nel resto dell’anno, quando cambiano le stagioni e le condizioni meteorologiche?
Osservare l’aria senza interruzioni permette di riconoscere episodi di inquinamento ricorrenti
Uno strumento che rimane quando noi ripartiamo
Nell’agosto del 2026 siamo tornati nella regione per una seconda campagna. Oltre alle consuete misurazioni della qualità dell’aria, abbiamo sperimentato un dispositivo pensato per il monitoraggio continuativo da parte delle comunità: un AirGradient Open Air. Lo abbiamo installato a Musonoi, uno dei quartieri che nella precedente campagna erano risultati particolarmente inquinati, e lo abbiamo lasciato in funzione dopo il nostro rientro in Italia. Ad oggi, lo strumento continua a trasmettere dati, mettendo a disposizione un flusso pubblico e continuo di informazioni sulla qualità dell’aria in un punto della provincia di Lualaba.
Possiamo così continuare a osservare, anche a migliaia di chilometri di distanza, che cosa accade all’aria respirata da una delle comunità al centro della nostra indagine. Le letture del sensore sono consultabili anche attraverso il riquadro interattivo pubblicato sul nostro sito. I valori si aggiornano continuamente: chi li consulta può quindi trovare concentrazioni diverse da quelle riportate più avanti, che si riferiscono al periodo compreso tra il 5 e il 30 settembre 2026.
Che cosa possiamo capire osservando più a lungo
Il contributo più prezioso di questo strumento sarà la serie di dati che sta iniziando a costruire. Osservare l’aria senza interruzioni permette di riconoscere episodi di inquinamento ricorrenti, variazioni tra le diverse ore della giornata e cambiamenti su periodi più lunghi: dinamiche che una missione di pochi giorni può facilmente non intercettare. Man mano che le misure si accumuleranno, potremo studiare come cambiano le concentrazioni in relazione alle condizioni meteorologiche, alle diverse fasi delle attività minerarie e al passaggio dalla stagione secca a quella delle piogge.

Il costo contenuto del dispositivo rende questa prospettiva più accessibile. E il suo impiego si accompagna a procedure di controllo della qualità delle misure: AirGradient verifica ogni strumento assemblato prima della spedizione e calibra individualmente il sensore di PM₂,₅ confrontandolo con uno strumento di riferimento.
Ventisei giorni sopra il valore guida su ventisei osservati
Le prime settimane di misurazioni continue hanno già fornito una risposta importante: le concentrazioni elevate di polveri sottili non sembrano limitarsi a pochi episodi isolati. Tra il 5 e il 30 settembre 2026 il sensore ha registrato una concentrazione media di PM₂,₅ pari a 77 microgrammi per metro cubo. Per dare un riferimento, si tratta di un valore oltre cinque volte superiore ai 15 microgrammi per metro cubo indicati dall’OMS per la media sulle 24 ore. La media dell’intero periodo e quella giornaliera sono due grandezze diverse; guardando alle singole giornate però il quadro è altrettanto netto.
Questo articolo fa parte della rubrica “Questione di risorse“, curata dal team di Source International ETS. Uno spazio in cui si parla di risorse – dall’energia all’acqua, dal cibo ai minerali – ma anche di giustizia e diritti, di cambiamento climatico e di equilibri geopolitici.








Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi