A Porto Marghera, durante una manifestazione per Gaza, pochi attivisti hanno scelto di sedersi davanti agli idranti. Un gesto di resistenza civile che ha innescato un effetto domino e ha trasformato la protesta.
A Porto Marghera, durante una manifestazione per Gaza, pochi attivisti hanno scelto di sedersi davanti agli idranti. Un gesto di resistenza civile che ha innescato un effetto domino e ha trasformato la protesta.
Il Brasile lancia un fondo globale per proteggere le foreste tropicali, nuovo massacro in Sudan e attacchi contro la Global Sumud Flotilla.
Due aree verdi del vicentino sono oggetto di sgombero per fare posto ai cantieri per l’alta velocità. I manifestanti NO TAV stanno presidiando la zona insieme ai comitati locali.
Gail Bradbrook propone un’alternativa comunitaria al collasso. A Gaza i neonati muoiono per mancanza di latte. Seabound sperimenta la cattura del carbonio in mare.
La NATO punta al 5% del PIL in armi, mentre la Svezia abolisce le gabbie per le galline. A Venezia, il matrimonio di Bezos scatena proteste.
Dal blackout in Spagna al nuovo accordo USA-Ucraina sulle terre rare, passando per scienza del clima, Trump e conclavi: una puntata densa di energia, geopolitica e attualità vaticana.
Il decreto sicurezza introduce norme più repressive su dissenso e immigrazione. Roger Hallam avverte sul rischio estinzione e invoca soluzioni tecnologiche estreme.
“Come se non ci fosse un domani” è il film che racconta la storia e le esperienze del gruppo di giovani attivisti di Ultima Generazione.
C’è un legame profondo e sempre più esplicito fra guerra e combustibili fossili. C’è sempre stato, lo sappiamo, ma forse non abbiamo a mente come le fonti fossili giochino un ruolo non da poco anche nei conflitti di cui parliamo tutti quotidianamente, quello a gaza e in Libano e quello in Ucraina. Sempre a proposito di conflitti parliamo anche di orrori bellici così come di empatia e obiezione di coscienza. Ci spostiamo quindi in Italia per parlare di rimedi contro la siccità, dei nuovi Ashoka Fellow, del servizio civile agricolo e qualche altra cosa.
Pronti a un frullato di notizie? Anche se INMR rallenta per il periodo estivo il mondo ahinoi non fa lo stesso, e quindi ci tocca correre un po’. Iniziamo ovviamente con la notizia del ritiro di Biden, per passare alle proteste antigovernative in Bangladesh represse nel sangue, alla durissima sentenza contro 5 attivisti climatici nel Regno Unito, al via al Von der Leyen bis del Parlamento Europeo, e ancora di libero arbitrio e di parecchie altre cose.
Il 21 giugno a Palermo si è svolta una festa per celebrare i 25 anni di Banca Etica. Ai Cantieri Culturali della Zisa si sono incontrati enti, associazioni e cooperative che condividono con Banca Etica valori e visioni. Tanti i traguardi ottenuti e tanti ancora da raggiungere con la voglia e la possibilità di contribuire a costruire una società sempre più equa e inclusiva. Ne abbiamo parlato con Claudia Mangano della filiale di Palermo di Banca Etica.
In Puglia una serie di arresti per associazione mafiosa e ingerenza elettorale stanno sollevando un polverone politico giudiziario che a sua volta sta infiammando gli animi di maggioranza e opposizione di governo ma anche creando malumori e scissioni fra Pd e M5S. Cerchiamo di capirci qualcosa. Parliamo anche del Capitano Ultimo che dopo 30 anni ha mostrato il suo volto, dell’arresto di Greta Thunberg, di strane radiazioni rilevate in Norvegia e dei movimenti politici e geopolitici di Slovacchia e Ungheria.
Il Festival di Sanremo continua ad avere strascichi lunghi di polemiche, legate a Israele e al tema dell’immigrazione, mentre il supporto internazionale all’azione militare su gaza sembra vacillare. Parliamo anche di un pericoloso punto critico delle correnti oceaniche e del cambio di strategia di Ultima Generazione, nelle sue proteste.
Non si fermano le azioni di Ultime Generazione, con lo scopo di creare fastidi – non danni permanenti a cose o persone – che smuovano le coscienze, soprattutto quelle degli esponenti del Governo. Alessandro Berti, attivista del movimento, ci racconta le ultime novità della lotta per la giustizia ambientale e climatica.
Su Gaza continuano a piovere bombe, i ragazzi e le ragazze che scendono in piazza per il clima subiscono una repressione poliziesca rigidissima, la lotta per il disarmo nucleare prosegue. Sono questi solo alcuni degli scenari di un presente che potrebbe plasmare il futuro. Proviamo a vedere quali sono dunque le sfide – tutte interconnesse fra loro – che ci troviamo ad affrontare oggi.
Al culmine di un periodo di resistenza inaugurato con le azioni del 15 settembre, oggi si tiene lo sciopero climatico che porterà in piazza migliaia di persone in numerose città italiane. Facciamo una panoramica delle ultime azioni portate a termine dai movimenti per la giustizia climatica e capiamo chi ci scenderà in strada oggi e perché è importante che fra quelle persone ci siamo anche noi.
Venerdì scorso ha preso il via un periodo di mobilitazione che culminerà con lo sciopero per il clima del 6 ottobre. Diversi i temi sul piatto, dalla decarbonizzazione alla repressione – non solo giudiziaria, ma anche mediatica – nei confronti degli attivisti e delle attiviste che si battono per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla pericolosità della policrisi che stiamo attraversando e sull’urgenza di attuare delle contromisure.
L’Italia è il secondo paese al mondo, fra i firmatari della Glasgow declaration, per sussidi ai combustibili fossili. Intanto nei Paesi Bassi migliaia e migliaia di persone scendono in piazza, anzi bloccano il traffico autostradale (e a migliaia vengono arrestate) per chiedere al governo di sospendere i sussidi alle fonti fossili. parliamo anche della legge contro Airbnb a New York, e di quella sugli affitti brevi che sta circolando, in veste di bozza, in Italia, dello sversamento dell’acqua radioattiva di Fukushima nel Pacifico e infine dell’isola greca di Tilos, esempio mondiale di sostenibilità.
Nella puntata del 6 settembre abbiamo raccontato di come la giunta Bonaccini, in Emilia Romagna, stesse provando a deregolamentare i piani urbanistici e aprire le porte a nuova cementificazione selvaggia. Solo che, probabilmente, le cose non stanno esattamente così. parliamo anche del terribile terremoto in Marocco e degli stati generali sul clima che hanno riunito le principali organizzazioni che si occupano di clima in Italia.
In Turchia il ballottaggio per le presidenziali è stato vinto, come previsto, da Erdogan che nel giorno del decimo anniversario delle proteste di Gezi Park si conferma presidente e potrebbe governare fino al 2028. Si è votato anche in Spagna, per le amministrative, e il partito popolare, di centrodestra, ha ottenuto un buon risultato. In Italia invece è stato sospeso l’abbattimento degli orsi JJ4 e MJ5, mentre l’acqua dei canali di Venezia si è misteriosamente tinta di verde fluorescente. Parliamo anche dell’arresto di oltre 1500 attivisti di XR in Olanda e della travagliata inaugurazione del nuovo parlamento in India.