Gli studenti che scioperano per il futuro rispondono agli scienziati e lanciano l’assemblea nazionale di #FridaysforFuture Italia, che si terrà a Milano il 12-13 aprile.
Fatti che le persone Non sanno Utili per la propria vita. Questa definizione, semplice e banale, spesso viene dimenticata. Eppure - se applicata - aiuta a discernere. In questa sezione vi proponiamo fatti UTILI davvero per cambiare noi stessi e il mondo
Gli studenti che scioperano per il futuro rispondono agli scienziati e lanciano l’assemblea nazionale di #FridaysforFuture Italia, che si terrà a Milano il 12-13 aprile.
Un murales che interagisce davvero con l’ambiente realizzato con la collaborazione degli abitanti di New Delhi, una delle città più inquinate al mondo. È un messaggio per attirare l’attenzione sui cambiamenti climatici lanciato da Andreco, artista italiano con una formazione scientifica molto sensibile ai temi ambientali.
L’intervento di Daniel Tarozzi di Italia Che Cambia alla marcia per il clima di Savona del 15 marzo: “Greta è meravigliosa, ma se pensiamo che sia lei a cambiarci la vita allora non cambierà niente. Siamo noi Greta. Ognuno di noi deve provare dentro di sé questo cambiamento”.
Nata da un semplice post su Facebook, la #trashchallenge è diventata una moda globale con effetti positivi: non solo incoraggia migliaia di persone a fare qualcosa per l’ambiente, ma diffonde anche consapevolezza e responsabilità.
Attivisti, studenti, adulti e giovani di tutte le città, uniti insieme per l’ambiente: il 15 marzo è il giorno in cui tutto il mondo partecipa al “Global Strike for Future” lo sciopero globale in difesa del nostro pianeta. Una grandissima mobilitazione collettiva che nasce dal basso per attirare l’attenzione dei leader mondiali sulla grave emergenza climatica ed ambientale. Anche Torino e molte altre città italiane prenderanno parte all’iniziativa, alla quale parteciperemo anche noi di Piemonte che Cambia. Unisciti anche tu e fai sentire la tua voce!
Umiliati, mortificati, ridicolizzati e accusati di essere ignoranti, incompetenti o manipolati. I giovani scesi in piazza in difesa del loro futuro, a partire da Greta Thunberg che ha dato vita al movimento Fridays For Future, sono diventati bersaglio di una critica accanita e di una campagna mediatica distruttiva: un pessimo esempio di esercizio del potere adulto. Lo scrivono in una lettera aperta le coordinatrici nazionali della Rete Docenti Giornalisti Nell’Erba e delegate Formazione & Educazione.
Attivisti, studenti, adulti e giovani di tutte le città, uniti insieme per l’ambiente: il 15 marzo è il giorno in cui tutto il mondo partecipa al “Global Strike for Future” lo sciopero globale in difesa del nostro pianeta. Una grandissima mobilitazione collettiva che nasce dal basso per attirare l’attenzione dei leader mondiali sulla grave emergenza climatica ed ambientale. Anche Torino e molte altre città italiane prenderanno parte all’iniziativa, alla quale parteciperemo anche noi di Piemonte che Cambia. Unisciti anche tu e fai sentire la tua voce!
Lo sciopero mondiale per il clima indetto per venerdì 15 marzo ha visto la partecipazione di milioni di studentesse e studenti che da tutte le parti del mondo hanno gridato un messaggio: “Salviamo il Pianeta ed il nostro futuro”. Pubblichiamo la lettera-manifesto del movimento globale Fridays for future scritta dalla svedese Greta Thunberg e da altre sette attiviste. Le foto sono state scattate dalla redazione di Italia che Cambia che ha partecipato alle manifestazioni indette in tantissime città italiane.
La rete globale delle banche etiche e sostenibili si impegna a ridurre l’impronta di carbonio nel rispetto degli Accordi di Parigi sui cambiamenti climatici. Banca Etica e le altre istituzioni aderenti alla Global Alliance for Banking on Values misureranno e renderanno noti gli impatti climatici dei loro prestiti e investimenti.
Ispirato ai venerdì di protesta iniziati la scorsa estate a Stoccolma dall’attivista adolescente Greta Thunberg, il movimento di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici “Friday For Future” sta moltiplicando, anche in Italia, sia le sue iniziative che il numero di manifestanti. Partecipare è semplicissimo. Basta organizzare un flash mob con pochi amici e qualche cartello davanti a un palazzo istituzionale, scattare una foto, taggare Greta e condividere l’immagine sui social.
Non c’è solo Greta, la 15enne studentessa svedese salita pochi giorni fa sul palco dell’ultima conferenza mondiale sul clima e rivoltasi con durezza ai rappresentanti dei governi seduti in platea. Anche l’Italia ha un attivista adolescente in prima linea. Si chiama Aran, è friulano, e con i suoi sforzi in difesa del torrente che scorre accanto a casa sua ha appena ottenuto un importante successo.
Greenpeace diffonde un breve documentario sul Ghiacciaio dei Forni in alta Valtellina, Lombardia, e su come stia scomparendo a causa dei cambiamenti climatici. La progressiva scomparsa di questo ghiacciaio non è l’unica testimonianza dell’impatto del clima sul nostro Paese.
Nessun impegno chiaro ed un accordo troppo debole per far fronte all’urgenza climatica. Pur rilevando alcuni segnali positivi, le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente e WWF considerano insufficiente l’esito della Cop24 sul clima di Katowice. Ma un accordo c’è: “Resistiamo”.
I cambiamenti climatici hanno numerose e ampie conseguenze sulla salute umana e stiamo registrando un incremento continuo dei rischi e dei danni sanitari. Tutto questo si continua ad ignorare, alimentando disuguaglianze e iniquità. È quanto riferiscono i Medici per l’Ambiente di ISDE Italia che lanciano un appello ai leader riuniti in Polonia per la Conferenza mondiale sul clima.
I rappresentanti di duecento Paesi sono riuniti a Katowice, in Polonia, per la Conferenza delle Parti promossa dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP24). Ad aprire ieri il Summit sul clima un chiaro messaggio: la minaccia non è mai stata così urgente.
L’Italia sta subendo gli effetti dei cambiamenti climatici che, proprio in queste settimane, sono tristemente sotto gli occhi di tutti. Eppure politica e mezzi di informazione preferiscono dare la colpa al “maltempo” piuttosto che attribuire questi fenomeni al clima che sta cambiando, chiarire le cause, le responsabilità e le possibili soluzioni.
Dopo l’approvazione della norma regionale che regola le comunità energetiche di condivisione e scambio di energia prodotta da fonti alternative, al via il primo progetto nel Pinerolese. Verso le Oil Free Zones in Piemonte.
Anche a causa dei cambiamenti climatici, l’Italia è sempre più fragile e insicura, soprattutto per quei milioni di cittadini che vivono o lavorano in aree a rischio idrogeologico. Ecco perché è necessario che il Governo approvi con urgenza un piano di adattamento al clima ed una normativa per fermare il consumo di suolo. È quanto afferma Legambiente in riferimento al maltempo che negli ultimi giorni ha devastato molte zone della nostra penisola causando vittime e danni da nord a sud.
La differenza tra 1.5 e 2 gradi centigradi non è trascurabile e contenere il surriscaldamento del pianeta entro questa soglia potrà ridurre in maniera significativa i danni climatici – ondate di calore, siccità, incendi boschivi, alluvioni – che altrimenti potrebbero diventare devastanti. È quanto emerge dal rapporto del Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC). Legambiente commenta: “Un obiettivo ambizioso ma attuabile. Serve, però,una rapida e profonda riconversione di tutti i settori dell’economia. L’Europa e l’Italia sono chiamati a tradurre in realtà l’Accordo di Parigi”.
Vi proponiamo una nuova ecopillola del meteorologo Luca Lombroso. Questa settimana parliamo di acqua, un bene prezioso da preservare.