Con Animenta i disturbi alimentari si curano con un viaggio in mare su un brigantino
Un progetto di Animenta e Fondazione Tender to Nave Italia porterà persone in cura per disturbi alimentari e lo staff che le segue a bordo di un brigantino per un viaggio di adventure therapy.
Animenta è una non profit che dal 2021 si occupa di disturbi alimentari e salute mentale in tutta Italia. L’associazione opera a livello preventivo, di supporto e riabilitativo affinché accedere alle cure non sia più un privilegio. “In questi cinque anni – spiega lo staff dell’associazione – abbiamo lavorato in vari contesti, in particolare le ASL come l’ASL ROMA 1, con progetti di educazione ai social media per i pazienti e nelle scuole in cui abbiamo incontrato più di 35.000 persone, tra studenti e studentesse, famiglie e personale docente”.
Animenta lavora a stretto contatto con il territorio promuovendo una sensibilizzazione integrata sul piano clinico e sociale e contribuendo, attraverso il lavoro digitale, a rendere viva una community di più di 55.000 persone e alla costruzione di una nuova narrazione intorno al tema dei disturbi del comportamento alimentare quali anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata.
Animenta ha da poco vinto il bando promosso dalla Fondazione Tender To Nave Italia per il progetto “I sea you”, che offre percorsi di riabilitazione terapeutica e inclusione sociale a bordo di un brigantino a vela. “Il progetto – chiariscono da Animenta – ci permetterà di portare a bordo del brigantino più grande del mondo nove persone, più quattro dell’équipe, che avranno la possibilità di vivere un’esperienza di riabilitazione dai disturbi alimentari in mare”.
Il viaggio si svolgerà dal 26 al 30 maggio 2026 con imbarco a Reggio Calabria e sbarco a Crotone. “Avremo al nostro fianco anche l’Università di Verona, con cui ci piacerebbe portare avanti uno studio osservazionale che racchiuda i dati raccolti dal progetto “I sea you” – di cui Italia Che Cambia è media partner – e dagli Animenta Camp, esperienza riabilitativa di stampo comunitario che portiamo avanti dal 2023″.
La Fondazione Tender to Nave Italia, che promuove il progetto, nasce dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano. Il fine è sostenere persone con disabilità o che vivono condizioni limitanti nel campo della salute fisica e mentale. La missione della Fondazione è sciogliere ogni pregiudizio, ponendo al centro le persone. Lo strumento su cui investono? L’autostima. Autostima che viene coltivata attraverso progetti educativi basati sulla cultura del mare e della navigazione che sono il centro del lavoro.
Ogni progetto dura un anno e il suo apice è una settimana di imbarco a bordo del brigantino Nave Italia. Tender to Nave lavora in rete con altri enti e associazioni: con gli operatori delle associazioni, i project manager della Fondazione e l’equipaggio della Marina Militare si crea un ambiente rigoroso e collaborativo e, allo stesso tempo, libero e familiare, in cui ogni persona ha un ruolo ed è essenziale. In questo contesto si costruiscono legami umani profondi di estrema parità grazie al Metodo Nave Italia.
Il progetto “I sea you” si compone di tre fasi: il pre-imbarco, con tre incontri online di apertura con i partecipanti; l’imbarco; il post-imbarco, con altri tre incontri online di follow up a distanza di tot tempo. Le fasi di pre-imbarco e post-imbarco hanno l’obiettivo, rispettivamente, di prepararsi al meglio e infine chiudere al meglio il percorso.
La fase di imbarco è scandita da un programma giornaliero che prevede laboratori, attività di gruppo di stampo psicoeducativo e anche nautico – laboratorio dei nodi, lettura delle cartine nautiche, ma anche laboratori psicopedagogici – e anche tempo libero per rilassarsi e godere appieno dell’esperienza. Le attività saranno condotte da personale qualificato, sia della Marina Militare che di Animenta – psicologi e medici – e sono inquadrate all’interno della cornice teorica dell’adventure therapy, una pratica di guarigione attraverso la natura e l’avventura.






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