È morto l’etologo Desmond Morris, uno dei primi a considerare l’Homo Sapiens un animale
Si è spento a 98 anni Desmond Morris, eclettico etologo che si occupò anche di scrittura, televisione, pittura e divulgazione scientifica di un nuovo approccio all’etologia.
Lo ha annunciato il figlio due giorni fa, il 19 aprile: a 98 anni se n’è andato Desmond Morris, una delle figure chiave dell’etologia, la scienza che studia il comportamento degli animali. E proprio il concetto di “animali” è stato centrale nelle sue tesi: Morris fu infatti fra i primi a eliminare la cesura fra esseri umani e regno animale, sostenendo che “l’uomo rimane essenzialmente un primate, una scimmia in crisi, che segue nella vita sessuale e sociale i modelli di comportamento fissati dai suoi antenati scimmioni cacciatori”.
È questo un passaggio del suo libro più celebre, La scimmia nuda, uscito nel 1967. In questo libro – il cui sottotitolo è “studio zoologico sull’animale uomo” – Desmond Morris si sofferma appunto su riflessioni etologiche e zoologiche sull’Homo Sapiens, che l’autore colloca fra le 197 specie di scimmie da lui censite. Pur ricevendo diverse critiche – sul piano scientifico ma non solo: per esempio la chiesa criticò il modo in cui Morris definì la religione ovvero “un inganno basato sulla fiducia” –, il libro e in generale l’approccio etologico dello studioso britannico hanno rappresentato una rivoluzione anche culturale nel rapporto fra esseri umani e natura.
Il successo che riscosse “La scimmia nuda” dal punto di vista editoriale – 10 milioni di copie vendute in 28 Paesi – dipese anche dall’approccio diretto e divulgativo dell’autore. Desmond Morris infatti dedicò grande attenzione all’accessibilità delle sue teorie, stando attento a non trincerarsi dietro un linguaggio escludente e dotandosi di diversi strumenti per diffondere il suo messaggio.
Insieme a David Attenborough – di cui fu prima rivale e poi amico – è stato uno dei divulgatori scientifici più seguiti della televisione britannica. Fu uno scrittore prolifico: pubblicò un’ottantina di libri fra cui alcune monografie dedicate alla convivenza con gli animali che abitano in ambienti domestici – compreso il bambino umano – e uno studio sulle tifoserie di calcio viste con l’occhio dell’etologo. Fu anche pittore: non solo espose le sue opere accanto a quelle di artisti di fama mondiale – come Joan Mirò –, ma propose anche esperimenti di arte e zoologia, facendo realizzare una serie di dipinti a degli scimpanzé.
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