28 Giu 2024

Siccità, incendi e spopolamento: nell’Isola sempre meno giovani – INMR Sardegna #36

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Oggi parliamo di siccità perché la sete e proteste nell’Isola non si placano, e di emergenza incendi, un allarme che preoccupa anche in virtù della situazione siccitosa. Avremo in merito un commento da parte dei volontari della Protezione Civile di Elini che ci spiegano come stanno portando avanti il lavoro in una zona, l’Ogliastra, che inoltre è tra le più colpite dall’emergenza siccità. Parleremo poi di speculazione energetica e rinnovabili per poi chiudere con un dato emerso dal Mete: nell’Isola lo spopolamento continua ad essere un problema, e mancano giovani. Nella seconda parte come sempre gli articoli della settimana su Sardegna che cambia, e in chiusura, festival e eventi in arrivo per il weekend con anche qua un secondo contributo: quello di Barbara Putzolu in merito al valore politico del Pride.

Iniziamo parlando di siccità perché nonostante l’arrivo negli ultimi giorni di qualche nube, in  Sardegna resta l’allarme, in particolare nella zona Sud Orientale della regione dove nel primo semestre 2024 ha piovuto la metà degli anni meno piovosi registrati negli ultimi 20 anni. Anche in Ogliastra la situazione non è delle migliori. A Tertenia ad esempio da settembre la risorsa idrica viene razionata, con rubinetti aperti per appena tre ore al giorno. E il problema ulteriore è che l’estate, con l’ondata di turisti in arrivo, è appena cominciata. Per Giulio Murgia, sindaco di Tertenia “Questo ci porterà a una situazione assolutamente drammatica”. L’annata è siccitosa e allora l’acqua nei pozzi scarseggia in vari punti dell’Ogliastra, tra cui anche il comune di Loceri. Soluzione tampone sono ancora un volta le autobotti ma la spesa è esorbitante. ha dichiarato alla Rai Gianfranco Lecca, sindaco di Loceri che come amministrazione comunale “Non abbiamo la possibilità di intervenire, non abbiamo la possibilità di fare nulla. Peraltro la gestione dei pozzi è competenza di Abbanoa. Certo è che esiste un dispendio di risorse pubbliche impressionante. Perché dieci-dodici autobotti al giorno significano a fine mese non meno di 50mila euro”. La soluzione strutturale sarebbe andare oltre i pozzi, inevitabilmente soggetti alle fluttuazioni delle precipitazioni, riprendendo la costruzione di una nuova condotta. Nel frattempo infatti c’è chi non aspetta Abbanoa, come accaduto sempre in Ogliastra ma a Bari Sardo, dove il sindaco Ivan Mameli ha fatto riparare in autonomia la condotta colabrodo di via Cagliari, rompendo gli indugi e attese legati alle disposizioni dell’ente gestore per la manutenzione. Per Mameli “questi ritardi sono inaccettabili e non intendiamo stare a guardare uno scempio simile, siamo indignati per questo spreco che è sotto gli occhi di tutti”. A rendere l’emergenza siccità ancora più problematica è infatti anche un dato che vi avevamo riportato già nella rassegna stampa dell’8 dicembre: nella nostra Isola si perde più della metà dell’acqua immessa in rete (51.3%, dati Istat). Lo spreco nel viaggio tra potabilizzatori e rubinetti è di 200 litri al giorno per persona e il problema sono le condotte marce e gli impianti obsoleti. Nel frattempo la Giunta regionale ha approvato oggi una serie di misure per mitigare gli effetti della grave crisi idrica che sta colpendo il Sistema Posada. La delibera prevede una spesa di 1,97 milioni di euro per l’attuazione delle misure strutturali e 850 mila euro per le azioni non strutturali, da attuarsi nei territori dei Comuni di Torpè, Posada, Budoni e San Teodoro.

Al fianco dell’emergenza siccità ce n’è un’altra ormai alle porte: quella legata agli incendi. Pensate che solo nella giornata di lunedì 24 la Sardegna è stata teatro di ben 13 incendi, sei dei quali hanno richiesto l’intervento della flotta regionale di elicotteri per essere domati. In merito è in corso la protesta della Forestale sarda contro i tagli. Le sigle sindacali Safor e Fesal-Cfva hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, minacciando uno sciopero se non verranno fornite risposte concrete. I sindacati hanno segnalato una riduzione dei mezzi aerei impiegati nella campagna antincendio rispetto agli anni precedenti, lamentando che ciò aggraverà notevolmente il lavoro del personale. Hanno inoltre criticato la mancata definizione delle risorse finanziarie necessarie per la campagna antincendio boschivo 2024, auspicando certezze simili a quelle fornite ad altre forze come i vigili del fuoco. Vi ricordiamo che il 1515 è il numero di pronto intervento del Corpo forestale della Regione sarda, al quale possiamo segnalare la presenza di incendi e qualsiasi altra emergenza ambientale. Abbiamo poi pensato di chiedere all’associazione Su Cramu, gruppo di volontari della protezione civile di Elini, come stanno procedendo con le loro attività nel territorio.

Il disegno di legge di sospensione della realizzazione di impianti rinnovabili in Sardegna ha incassato ieri il primo via libera nell’Aula del Consiglio regionale all’esame dei singoli articoli, con l’astensione della minoranza. In merito vi diremo di più la prossima settimana dopo aver letto bene il disegno di legge ma nel frattempo, anche il fronte delle proteste a favore di una transizione energetica che non sia speculazione, resta attivo. In settimana ci sono state altre manifestazioni come quella organizzata a Guspini con ancora una volta centinaia di persone presenti, con in testa i sindaci dei Comuni del territorio. A scuotere l’Isola è stata anche la pubblicazione di mercoledì del cartaceo L’Unione Sarda, con le prime quattro pagine interamente dedicate al tema della speculazione energetica. Secondo i dati estrapolati dal sito di Terna, nell’isola la previsione è di 3000 pale eoliche a terra, 1200 pale eoliche offshore e 70mila ettari di pannelli fotovoltaici. Il tutto è possiamo dire custodito nel totale degli 809 progetti per nuovi impianti eolici e fotovoltaici presentati in Sardegna, in grado di produrre 58 Gigawatt di energia, sei volte in più della media italiana, come riporta Michele Ruffi. Sono 36gw ogni milione di abitanti ed è un dato che le altre regioni non riescono neanche ad avvicinare: nella Sicilia dove vento e sole non mancano sono 16,8 i gw per milione di abitanti, mentre in Friuli, patria della bora, sono stati presentati progetti per 1,2 gw di energia. Come scrive sempre Ruffi, gli speculatori nelle altre regioni non trovano il tappeto rosso e anche qua, comitati, associazioni e amministrazioni continuano la loro lotta.

La Sardegna è la regione italiana con meno giovani. Il dato è emerso dal Mete, il rapporto annuale del Crei-Acli che monitora i fenomeni migratori in Sardegna, connettendoli al tema dello spopolamento e dello sviluppo economico. L’Isola infatti nel 2024 si colloca in ultima posizione nel territorio italiano per presenza di giovani. Per analizzare i dati delle migrazioni regionali, è intervenuto ai microfoni di Radiolina Mauro Carta, presidente Regionale delle Acli. Carta ha dichiarato che: “Nel rapporto 2024 emerge un quadro ancora negativo per la Sardegna. In un solo anno abbiamo perso oltre 8300 persone e quindi questo è determinato soprattutto dalla differenza tra il saldo naturale e il saldo migratorio”. Un aspetto demografico negativo che riguarda anche la fascia dei giovani e tutti coloro che sono in età lavorativa. Se dal 2016 al 2024, l’Isola ha perso oltre 88.000 abitanti, guardando ai dati per la fascia 0 – 14 anni la Sardegna ha la percentuale più bassa, con solo il 10,1% della popolazione in questo target d’età. In merito, per la ricercatrice Vania Statzu di Crei-Acli i giovani abbandonerebbero l’isola per cercare migliori opportunità altrove. Noi abbiamo affrontato il tema anche di recente, con un articolo in cui guardavamo alle possibili motivazioni dietro un altro recente dato, quello che vuole il Sud Sardegna come luogo dove la qualità della vita dei giovani è la peggiore. Quello che abbiamo ribadito allora è che vogliamo sottolineare anche oggi: guardare ai dati come numeri e non come una fotografia codificata delle comunità, ne limita il potenziale generativo. La speranza è che queste classifiche spingano a un cambiamento in ottica positiva e propositiva, perché la Sardegna non sia più terra da cui scappare ma casa in cui convivere.

Lunedì abbiamo inaugurato la settimana con un bellissimo video realizzato dal nostro Domenico Melis di nuragic.com sulla mobilitazione di Saccargia contro la speculazione energetica. Il 15 giugno infatti, in occasione della Giornata del vento, il Coordinamento dei comitati contro la speculazione energetica ha organizzato una mobilitazione rivolta a tutto il popolo sardo, per una transizione energetica che non sia distruzione dell’ambiente. “È-Vento di Saccargia” si è tenuta intorno alla basilica di Saccargia, luogo simbolo minacciato da un gigantesco parco eolico marchiato Erg e finito al centro di una contesa davanti ai giudici amministrativi. Nel suo video Domenico racconta con immagini e parole una giornata di protesta ma anche di festa, conviviali e coesione. Vi consigliamo di guardarlo, lo trovate nel nostro portale ma anche nei nostri canali social, insieme a qualche foto che abbiamo scattato anche noi durante la mobilitazione. Buona visione!

Martedì spazio alla nostra Sara Brughitta con un articolo intervista dove insieme all’esperta ogliastrina Paola Demurtas parla di longevità e zone blu. “Blue Zone” è infatti un termine che identifica le aree del mondo dove le persone vivono significativamente più a lungo rispetto alla media globale. Nei primi studi in merito emerse come nella provincia di Nuoro, soprattutto nella zona ogliastrina, si trovava l’area con maggiore concentrazione di centenari al mondo. Tuttavia, lo stile di vita che ha contribuito a questa longevità va oltre i semplici slogan turistici e non basta vivere in Sardegna per campare cent’anni. La nomea di “terra dei centenari” guida spesso le narrazioni mainstream attorno alla Sardegna, ma lo stile di vita degli abitanti della blu zone – aree delimitate che tra l’altro, non comprendono tutta l’Isola – non può essere ridotto a uno slogan pubblicitario che propone vino e maialetto ai pasti, come sempre più spesso accade. Leggete l’articolo, e come dice Paola Demurtas ricordiamoci che la blue zone è molto di più di un banale slogan: è un modello identitario da preservare.

Mercoledì vi abbiamo invece raccontato il Cala Gonone Jazz Festival, un evento storico che va avanti da 37 anni. Ve lo abbiamo raccontato sia come appuntamento fisso che ormai caratterizza l’estate sarda, ma anche perché il programma di quest’anno prevede numerosi artisti di fama internazionale nel panorama jazz e alcuni di essi saranno, per una precisa scelta dell’associazione culturale l’Intermezzo che organizza, legati a contesti geografici e culturali particolarmente rilevanti. Artisti palestinesi, siriani, musiche da un mondo diviso dai conflitti, ma unito da un’armonia che guarda alla consapevolezza e alla solidarietà come rete globale di sopravvivenza. Ci saranno tredici concerti in quattro location per il Cala Gonone Jazz festival 2024. Il sottotitolo dell’edizione è  “A Piece of Shelter”, un piccolo rifugio in cui siamo certi che il vostro cuore troverà il suo spazio.

Ultimo articolo della settimana una nuova rubrica mensile che siamo più che entusiasti di inaugurare. “Letti da Alessandra Ghiani” sarà un appuntamento fisso dedicato ai libri scritti da autrici o autori sardi, letti e commentati dalla nostra Alessandra Ghiani. Questa settimana ci ha raccontato “Dallo scoglio si vede tutto”, il nuovo romanzo della scrittrice cagliaritana Carla Fiorentino, ambientato a Carloforte. Come scrive la curatrice della rubrica, tra i carruggi e le cale della nota località si snodano le vicende narrate in prima persona da Vetta, giornalista di una rivista di viaggio, che si trova a tornare «sull’isola del mio nonno materno in cui avevo passato le estati bambine» dopo aver ricevuto l’invito a un insolito matrimonio: il pescatore in pensione Bastiano Rosso, noto Zio Guru, stava per sposare una donna giapponese mai incontrata prima. Una recensione che vi farà innamorare di una lettura che a sua volta, vi conquisterà il cuore.


E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola:


Sabato c’è il Sardegna Pride! Come scrive nel suo sito l’Arc Cagliari, Il 28 giugno del 1969 gay, lesbiche e trans si ribellarono per la prima volta alla polizia gettando le basi per la nascita del movimento di liberazione omosessuale (Gay Liberation Front). Dopo più di 50 anni molte cose sono cambiate ma non lo spirito con cui scendiamo in piazza: liberazione dei corpi, dei sentimenti, delle relazioni in una manifestazione che afferma il diritto, fondamentale, di ogni persona, all’autodeterminazione sul corpo e nelle scelte di vita, per una libertà senza confini. Abbiamo chiesto a Barbara Putzolu dell’Arc perché il pride sia un momento di festa ma soprattutto un appuntamento politico.

A Oristano sabato si chiude il festival “Desiderabili futuri. Senza disuguaglianze, per un mondo sostenibile”, promosso da Legacoop Sardegna, Forum Disuguaglianze e Diversità e Dromos, con una serie di appuntamenti molto interessanti, ve ne segnaliamo due. La mattina il dibattito su “La pesca in Sardegna e nel Mediterraneo”, lente di ingrandimento sull’attività ittica posta in essere nei mari che circondano l’Isola da un’industria capace di fatturare miliardi a fronte di uno spreco oramai insostenibile. E nel pomeriggio invece il confronto “Per una transizione ecologica socialmente giusta”, sulla base della sfida che l’Unione Europea con il Green Deal ha lanciato al mondo. Date un’occhiata online. Trovate maggiori info sul sito www.dromosfestival.it

Dal 30 giugno invece il  parco archeologico di Monte Sirai a Carbonia si trasforma in un palcoscenico di eccezione per la 16esima edizione di Notti a Monte Sirai. Domenica 30 giugno all’omonimo parco archeologico di Carbonia la rassegna musicale si apre con “Il tempo dei giganti”, uno spettacolo che vede protagonisti Gino Castaldo e Paola Turci. Un viaggio tra le note e le parole dei grandi cantautori italiani, come Lucio Dalla, Franco Battiato, Francesco Guccini, Fabrizio De André e Lucio Battisti. Imperdibile!

Il Centro Culturale d’Arte MAB di Bari Sardo ha aperto per la prima volta le porte al pubblico con una mostra sulla Fiber Art che rende omaggio a Jorge Eduardo Eielson nel centenario dalla nascita. Nato a Lima da padre norvegese e madre peruviana, Eielson scopre Bari Sardo grazie al compagno Michele Mulas a partire dalla fine degli anni settanta. Con la mostra INTRICATO: legami e intrecci contemporanei, il MAB di Bari Sardo mette in luce il valore e l’importanza di una pratica artigianale tradizionale divenuta una forma d’arte contemporanea, in grado di raccontare l’incontro tra storie antiche e nuove

Infine, per chi si trova a Sassari, stasera c’è AbbaBIT 2024, rassegna dedicata alla musica sperimentale ed elettronica che si colloca all’interno del festival ABBABULA, con la direzione artistica di  Francesco Medda Arrogalla. In calendario ci saranno Federica Lecca, Allee der Kosmonauten (che presenteranno anche il neonato ep), le esplorazioni elettroniche di WAS e infine il live set ad alto impatto visivo ed emozionale di GOLD MASS.

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