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27 Giu 2019

La legalizzazione delle droghe leggere

Scritto da: Redazione

Pubblichiamo l’elaborato realizzato dai ragazzi della classe 3AL dell’Istituto di Istruzione Superiori V. Floriani di Vimercate nell’ambito del progetto di educazione alla legalità “Facci Caso!”, realizzato da Co2 Crisis Opportunity Onlus in collaborazione con Italia che Cambia e Cross – Osservatorio sulla Criminalità Organizzata Università degli studi di Milano; con il supporto di Assolombarda Confindustria Milano, Monza, Brianza e Lodi.

Negli ultimi tempi un argomento molto trattato è la legalizzazione delle droghe leggere. Per giungere a questa conclusione in particolare, ci soffermeremo sui danni e l’utilizzo di tutti i tipi di stupefacenti trattando la differenza tra droghe leggere e pesanti. I punti che tratteremo:
1. Il consumo e i danni provocati dalle droghe pesanti;
2. Il consumo e i danni provocati dalle droghe leggere;
3. I dati relativi al consumo e allo spaccio di stupefacenti riguardanti i minori;
4. Le misure di prevenzione adottate dagli organi statali;
5. I possibili benefici della legalizzazione delle droghe leggere.

 

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Le droghe pesanti
L’argomento del consumo di droghe è un tema sempre più discusso in Lombardia e Brianza, purtroppo esistono anche droghe pesanti i cui effetti sono devastanti di tolleranza e astinenza. Le droghe pesanti possono essere classificate in:
DROGHE DEPRESSIVE = morfina, eroina e metadone
DROGHE STIMOLANTE = anfetamine, cocaina, crack e ecstasy
DROGHE PSICHEDELICHE = LSD e MDA.

 

L’utilizzo delle droghe pesanti nella provincia di Monza Brianza è aumentato soprattutto tra i giovani (ovvero i minorenni), basta guardare il Sert di Monza e Limbiate. Il Sert di Monza è una struttura in cui vengono aiutate persone con problemi di dipendenza: tra cui tossicodipendenti e alcolizzati, il 3% di loro erano dipendenti dall’eroina e il 14% della cocaina, ma il dato più eclatante è che lo 0,2% di loro sono di età compresa tra i 14 e i 19 anni. Tutto ciò è molto pericoloso in quanto essi sono ancora in fase di sviluppo. Queste droghe non sono più difficili da trovare in quanto lo spaccio di queste sostanze è aumentato, soprattutto di cocaina e eroina, con effetti devastanti sui più giovani in fase di sviluppo fisico e psicologico; da non dimenticare sono ovviamente le droghe in pasticche come LSD, ecstasy e MDA. I cui effetti sul corpo umano sono distruttivi nel breve tempo, come tutti casi di cronaca possono dimostrare.

 

Le droghe leggere
Droga leggera è una locuzione di uso comune per indicare sostanze stupefacenti non sempre capaci di creare dipendenza nel senso medico del termine, e le cui proprietà psicotrope sono piuttosto trascurabili. In particolare, con questa locuzione si identificano le piante del genere Cannabis (canapa) e le sostanze psicotrope da esse ricavabili, principalmente marijuana e hashish (dalla lavorazione delle infiorescenze femminili).

 

Esistono tre grandi varietà di Cannabis, e, di conseguenza, di marijuana e hashish: Sativa (la cui foglia è usata anche per ottenere fibra tessile, producendo la canapa), Indica e Ruderalis, che si differenziano sia per le dimensioni delle piante, sia per le concentrazioni di principi attivi, e, di conseguenza anche per gli effetti indotti dai loro corrispettivi derivati. Il materiale vegetale o i preparati a base di cannabis che contengono, in misura apprezzabile, sostanze psicoattive sono considerate “droghe leggere”. Cioè sostanze psicotrope incapaci (in modo limitato) di creare dipendenza.

 

I danni causati dalle droghe leggere
Uno degli effetti delle droghe leggere è la sindrome motivazionale. Essa è caratterizzata da un lento e progressivo disinteresse verso le relazioni sociali e la vita di tutti i giorni. Si perde il piacere di fare le cose e la vita si riduce di stimoli e di interessi. L’aspetto più rischioso della sindrome motivazionale è che si instaura lentamente: i ragazzi non si accorgono di questo, perché il calo dell’interesse è talmente lento da diventare impercettibile. Purtroppo manca una corretta informazione sul tema delle droghe, soprattutto su quelle che chiamano erroneamente droghe” leggere” come marijuana e hashish. L’uso precoce e prolungato di cannabis risulta pericoloso per la materia bianca del cervello in fase di sviluppo, portando ad alterazioni della connettività cerebrale, che potrebbero essere alla base di deficit cognitivi e della vulnerabilità di disturbi psicotici, depressivi, d’ansia dei consumatori.

Alcuni dati statistici, reperiti da minori.it:
Nel 2017 il 34% degli studenti ha riferito di aver utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale.
Il 90%, di averne provato un solo tipo, mentre il 10% ne ha provato due o più tipi.
Il 33,6% degli studenti ha ammesso di aver provato almeno una volta la cannabis.
L’Italia è il terzo paese in Europa per il consumo di cannabis.
Dal 2017 al 2019 è raddoppiato l’utilizzo degli adulti e quadruplicato quello dei minori.
Lazio, Lombardia e Toscana, negli ultimi anni, sono stati rispettivamente le regioni con il maggior numero di minorenni coinvolti nello spaccio; nel Nord Italia si ha il 45% dei minori coinvolti, il 30% nel sud e il 25% nel centro.

La Presidenza, il Consiglio e il Ministro dell’Istruzione hanno predisposto 3 milioni di euro per piani di intervento, programmi educativi, campagne d’informazione e attività informative; si creerà un comitato di indirizzo con il compito di elaborare un piano di lavoro che dovrà contenere una scheda tecnica preliminare in cui saranno descritte le azioni da svolgere: fanno parte del comitato 3 membri designati dal Dipartimento per le politiche antidroga e 3 membri denominati dal Ministero dell’Istruzione.

Presenteremo i benefici della legalizzazione della marijuana, riguardano aspetti ambientali, economici e terapeutici – medici. Ad esempio cura all’emicrania, in California sono stati curati oltre 800.000 casi di emicrania grazie alla marijuana medicinale, inoltre:
Rallenta la crescita dei tumori al seno, polmoni e cervello
Allevia i sintomi di malattie croniche e cura nausea, diarrea e dolore addominale
Previene l’Alzheimer – il THC blocca i depositi nel cervello che sono la causa di questa malattia
E molti altri, come la cura del glaucoma, prevenzione di convulsioni, aiuta chi è affetto da ADD e ADHD, tratta sintomi della sclerosi multipla, calma chi è affetto dalla sindrome di torrette e dai disturbi ossessivo- compulsivi. Passiamo ora ai benefici economici.

L’Italia è il secondo paese nell’Unione Europea per il consumo di cannabis e occupa il quattordicesimo posto a livello mondiale. Prendendo in considerazione gli studi AquaDrugs, che analizza i residui dei principi attivi delle varie droghe nell’acqua, si stima che il consumo in Italia annuo sia di circa 830.000 kg di cannabis. Se ipotizzassimo le entrate per lo Stato in seguito ad un eventuale legalizzazione, applicando una tassazione pari a quella delle sigarette (che ha un aliquota del 75%) e con un prezzo medio di dieci euro al grammo, il beneficio economico per lo Stato sarebbe pari circa a 6 miliardi di euro. Si arriverebbe, inoltre, alla diminuzione di 541,67 milioni per le spese carcerarie, e di 228,37 milioni di euro per le spese legate alle operazioni di ordine pubblico e sicurezza. La legalizzazione della marijuana, inoltre, potrebbe creare nuove opportunità, per esempio garantendo almeno 10 mila posti di lavoro. Poiché si aprirebbe un’industria del tutto nuova. Ad esempio negli Usa sono stati creati da 125mila a 160mila posti di lavoro a tempo pieno, che sono approssimativamente lo stesso numero di lavoratori a tempo pieno impiegati come bibliotecari, insegnanti di scuola materna nel paese.

I benefici ambientali invece comprendono: l’assorbimento della Co2 (infatti in fase di crescita la canapa assorbe 4 volte la Co2 immagazzinata mediante gli alberi) e la prevenzione dell’inquinamento da pesticidi.

 

Traffico di droga e attività mafiose
Tuttavia, il traffico di droga è ormai diventato il perno delle attività mafiose. Questi reati al giorno d’oggi hanno preso il posto di altri un tempo più diffusi, quali sequestri di persone e contrabbando. Le stime effettuate annualmente dagli organismi specializzati mostrano in modo univoco che quello della droga, grazie agli enormi e veloci profitti che è capace di generare, è diventata la principale fonte di finanziamento delle organizzazioni mafiose, in quanto è un mercato in perenne crescita con un immediato e continuo approvvigionamento. Una novità del traffico di stupefacenti, come rilevato in un articolo dell’Espresso del novembre 2017, è la presenza di broker in cravatta che lavorano per diversi clan del mondo. Questi sono intermediari che congiungono domanda e offerta, si muovono nel mercato e mettono a disposizione le loro reti di contatto, sono liberi professionisti, nascosti da un’attività di copertura del terziario, spesso sono sudamericani in quanto riferiscono le sostanze personalmente. I broker non sono surrogabili, non ce ne sono tanti, ma i soldi che stanno dietro al traffico sono molti; sono infine figure indispensabili, in quanto perderne uno implicherebbe la perdita di conoscenze che non sono replicabili.

 

Leggi l’articolo di Daniel Tarozzi sul progetto Facci Caso!

 

 

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