20 Lug 2021

In Sardegna nascono due comunità energetiche rinnovabili

Scritto da: Redazione

Dopo la città pugliese di Biccari, altri due Comuni costituiscono, con il supporto di ènostra, delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Entrambi si trovano nella Sardegna meridionale e segnano un altro importante passo avanti verso un modello di produzione e distribuzione dell'energia più etico, sostenibile e resiliente.

Cagliari, Sardegna - Recependo la Europea RED II (2018/2001/UE), anche l’Italia ha riconosciuto ufficialmente le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), istituti già previsti da anni in alcuni paesi del nord Europa. In pratica si tratta di gruppi di cittadini o di aziende che posso unirsi in un unico soggetto giuridico che ha la possibilità di autoprodurre energia da fonti rinnovabili – per esempio la comunità può decidere di finanziare l’installazione di un impianto condiviso e alimentato da fonti rinnovabili – per l’autoconsumo e la vendita del surplus di energia prodotta.

Martedì 13 e mercoledì 14 luglio hanno rappresentato due date importanti per i Comuni di Villanovaforru (680 abitanti) e Ussaramanna (510 abitanti): si sono infatti tenute le assemblee costitutive delle rispettive Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), per un totale di un centinaio di fondatori, tra famiglie e imprese. Un momento di partecipazione importante che celebra un primo traguardo di un percorso avviato lo scorso gennaio, grazie all’affiancamento e al supporto tecnico del team di ènostra.

Entrambe le amministrazioni si sono attivate con l’obiettivo di abbattere i costi della bolletta energetica di famiglie e PMI, favorire la produzione di energia rinnovabile e l’autoconsumo istantaneo locale, sensibilizzare i cittadini all’uso razionale dell’energia e rivitalizzare l’economia e le comunità locali rafforzando la rete tra i cittadini.

comunita energetiche rinnovabili 1

«La comunità energetica – afferma Maurizio Onnis, Sindaco di Villanovaforru – ci aiuterà senz’altro ad avere un rapporto più sano con l’ambiente: tutti capiscono che consumare energia autoprodotta in loco da fonte rinnovabile è altro rispetto al consumare energia prodotta lontano e da combustibili fossili. Ma ci aiuterà anche a ridurre la nostra dipendenza economica dall’esterno. E col tempo, grazie al perfezionamento della normativa, ci aiuterà a praticare una vera democrazia energetica, distribuendo equamente elettricità a ciascuno secondo i suoi bisogni e sulla base delle decisioni comuni dell’Assemblea. In altre parole, si tradurrà in uno strumento di autodeterminazione e di crescita di consapevolezza per gli abitanti di Villanovaforru».

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A Villanovaforru hanno partecipato alla costituzione 40 membri, tra cui un albergo e un B&B, che entro l’anno potranno condividere l’energia dell’impianto fotovoltaico da circa 53 kWp già in fase di progettazione, che sarà realizzato sulla palestra della scuola media (produzione media attesa di circa 69 MWh/anno). I costi di avviamento della CER, di realizzazione e gestione dell’impianto sono interamente coperti dal Comune, mentre i benefici per l’energia autoconsumata (circa 118 € lordi per ogni MWh condiviso) e per la vendita al GSE dell’energia immessa in rete (al prezzo zonale) saranno totalmente destinati ai membri della CER.

Lo stesso meccanismo vale per il territorio di Ussaramanna, dove si contano oltre 60 soci fondatori della CER, tra cui un distributore, una parrucchiera, un bar e una bottega. I siti di produzione saranno tre: l’impianto FV da 11 kWp, già realizzato sul tetto del Municipio, e due nuovi impianti, da circa 40 e 20 kWp, che saranno installati rispettivamente sulla copertura del Centro di Aggregazione Sociale e sul deposito comunale, per una produzione media attesa di circa 72 MWh/anno.

comunita energetiche rinnovabili 2
Villanovaforru

«L’amministrazione comunale di Ussaramanna crede nello sviluppo di nuove politiche energetiche ormai da anni – spiega Marco Sideri, Sindaco di Ussaramanna – come dimostra anche il successo del progetto StoRES, finanziato dal programma INTERREG MED, in collaborazione con il DIEE dell’Università di Cagliari. La nuova frontiera è rappresentata dalla creazione della comunità energetica, in grado di fornire un piccolo supporto economico ma di compiere un grande passo verso l’autonomia energetica».

«I cambiamenti climatici e il pericolo di sfruttamento del suolo da parte di azioni speculative sono purtroppo una realtà a cui ci si può opporre solo con nuovi modelli collettivi di produzione e consumo», prosegue il sindaco Sideri. «L’obiettivo di lungo periodo è quindi quello dell’autosufficienza energetica per un ulteriore abbattimento dei costi in bolletta e per un futuro sempre più green. Con la nascita della nuova realtà associativa, il Comune di Ussaramanna prende l’impegno di consultare questo importante organismo ogni qualvolta si dovranno effettuare delle scelte in termini di politica energetica locale».

«Siamo orgogliosi di aver contribuito con il nostro team di tecnici, consulenti legali ed esperti in tema di enti del terzo settore al raggiungimento di questo primo traguardo», spiega Sara Capuzzo, presidente di ènostra. «La partecipazione e l’interesse riscontrato da parte di cittadini, cittadine e imprese a Villanovaforru e Ussaramanna sono una testimonianza concreta del crescente protagonismo dei territori».

«Certamente l’interesse è stimolato dai benefici economici che questo modello comporta, ma è palpabile anche la voglia di contribuire alla transizione energetica e allo sviluppo di iniziative di carattere sociale a vantaggio di tutta la collettività. Si percepisce nei membri fondatori e nei Sindaci l’orgoglio dei pionieri, ma anche la responsabilità di chi intende fare da apripista ad altre comunità che vorranno intraprendere questo percorso e costituire nuove CER. Ci sono ulteriori passaggi importanti da fare ed ènostra garantirà ai soggetti coinvolti tutto il supporto necessario».

Con la realizzazione degli impianti che avverrà tra settembre e ottobre si potrà procedere alla registrazione delle configurazioni nella piattaforma del GSE per poi accedere finalmente alla valorizzazione dell’energia condivisa dalla comunità e alla ripartizione delle entrate tra i membri. Da quel momento le CER diverranno effettivamente operative.

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