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9:58 22 Aprile 2026 | Tempo lettura: 3 minuti

Rapina a Napoli: troppa spettacolarizzazione, poca prevenzione

Lavoratori e lavoratrici del settore bancario hanno preso posizione sulla rapina a Napoli presso la banca Credit Agricole, criticando la gestione da parte di media e forze dell’ordine.

Autore: Redazione
rapina a napoli
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Nella notte fra giovedì 16 e venerdì 17 aprile si è svolta una rapina a Napoli, nel quartiere Arenella. Una filiale della Credit Agricole è stata presa di mira da un gruppo di rapinatori che hanno sequestrato 25 persone fra personale della banca e clienti e svaligiato le cassette di sicurezza dell’istituto. L’azione ha visto impegnate molte squadre delle forza dell’ordine, fra cui i GIS, il Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri, giunti apposta in elicottero da Livorno.

Nei giorni successivi alla rapina a Napoli si è parlato molto della dinamica e della gestione non solo da parte delle forze dell’ordine, ma anche da parte degli organi d’informazione, che hanno fornito una copertura mediatica giudicata poco professionale e finalizzata principalmente alla spettacolarizzazione dell’azione criminale. In particolare sul tema si è espresso il SALLC-CUB, il sindacato autorganizzato delle lavoratrici e dei lavoratori del credito e delle assicurazioni.

Riferendosi alla rapina, il sindacato la definisce, più che spettacolare, spettacolarizzata: “In assenza d’informazione a causa del sacrosanto sciopero dei giornalisti – per un contratto scaduto dieci anni fa – il TG2 ha pensato bene di aprire una diretta dal luogo della rapina. Per ore e ore le telecamere hanno scandagliato ogni singolo centimetro del teatro dell’evento, mentre in studio ospiti improvvisati discettavano in modo imbarazzante spacciandosi come esperti”.

Le critiche del SALLC-CUB sono rivolte anche ai Carabinieri – in particolare al ritardo con cui è intervenuto il GIS, che avrebbe perso tempo per fare rifornimento all’elicottero – ma soprattutto all’istituto Credit Agricole: “Le cassette di sicurezza scassinate erano scarsamente protette, erano state trasferite da una filiale chiusa due anni prima e non erano contenute in armadi blindati; i rapinatori lo sapevano e hanno forzato facilmente l’esile cancelletto che si sono trovati davanti”.

Ma le carenze emerse dalla rapina a Napoli riguardano non solo la sicurezza dei beni custoditi dalla banca, ma anche e soprattutto quella delle persone. Il sindacato denuncia gravi carenze di misure di prevenzione e controllo e la totale assenza di filtri e sistemi di sicurezza, constatando che “la sicurezza del personale resta l’ultimo dei pensieri delle aziende”.

Aspre critiche sono rivolte anche alla gestione dell’evento da parte dei media, che hanno spettacolarizzato gli avvenimenti adottando una condotta deontologicamente discutibile. “Il clou dello show è stato raggiunto con il blitz dei Carabinieri”, commenta il SALLC-CUB in merito alla diretta della rapina a Napoli offerta dal TG2. “L’Italia intera ha assistito attonita all’uscita dei clienti e dei nostri colleghi, con l’assistenza delle forza dell’ordine e sotto l’occhio ansiogeno delle telecamere, in totale spregio di ogni forma di tutela della privacy e della riservatezza personali”.

“Quello che si poteva evitare è invece quello che hanno fatto i media e le forze dell’ordine: sottoporre a esposizione globale le persone coinvolte, senza preventiva richiesta di autorizzazione. Una fama che avrebero volentieri evitato a nostro parere. I lavoratori, insieme ai clienti, hanno pagato in prima persona sia con lo stress della rapina sia con la comparsata involontaria sulle reti nazionali e i soliti rimbalzi sui social., Ma ormai tutto fa spettacolo!”, conclude il sindacato.

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