Successo dell’Iniziativa dei Cittadini Europei: un milione di persone vuole sospendere gli accordi con Israele
L’Iniziativa dei Cittadini Europei promossa dal comitato Justice for Palestine ha superato il milione di sottoscrizioni previsto. Ora tocca alla Commissione Europea esaminare la proposta.
1.013.020. È questo il numero di persone che ha aderito all’Iniziativa dei Cittadini Europei che è stata ideata e presentata da Justice for Palestine, un movimento nato dal basso che coinvolge singole persone, associazioni, partiti, gruppi informali per chiedere giustizia per il popolo palestinese. L’azione più eclatante è stata appunto promuovere una ICE per chiedere la sospensione totale e definitiva dell’accordo di associazione Unione Europea-Israele.
“Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili, di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza. Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all’uso della fame come arma di guerra. Israele sta violando molteplici norme e obblighi di diritto internazionale e non riesce a prevenire il crimine di genocidio come disposto dalla Corte internazionale di giustizia. Ciononostante, l’Unione Europea non ha ancora sospeso l’accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione commerciale bilaterale, economica e politica tra l’UE e Israele”.
Questo il testo dell’Iniziativa dei Cittadini Europei che è stata lanciata il 13 gennaio di quest’anno. In meno di 3 mesi – a fronte dei 12 che la legge europea concede – la campagna ha superato la quota di un milione di firme oltre la quale la proposta può essere inviata alla Commissione Europea per essere presa in esame. Anche se la Commissione non è obbligata a prendere iniziative, la pressione politica esercitata da un parere espresso da più di un milione di persone ha un peso specifico importante.
In passato questo strumento – considerato dalla stessa UE “il primo strumento di democrazia partecipativa transnazionale al mondo” – è stato utilizzato per molte campagne. L’Iniziatia dei Cittadini Europei è stata istituita dal Trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009. Da allora sono state circa 151 le iniziative presentate, di cui 127 ammesse; di queste, 17 hanno superato il milione di firme e 11 sinora hanno ricevuto una risposta dalla Commissione.
Fra esse diverse vertevano su temi ambientali – come “End the cage age” contro le gabbie o “Stop finning”, per combattere la pratica dell’amputazione delle pinne di squalo o ancora “Fur free Europe” per bandire la produzione e il commercio di pellicce – mentre altre si occupavano di diversità, aborto o acqua potabile. L’Italia è uno dei paesi che ha dato il contributo più importante alle campagne sinora presentate: 2,2 milioni di firme complessivamente. In testa la Germania con 4,9 milioni.
“Abbiamo superato la soglia che obbliga la Commissione Europea a rispondere”, scrive sui social il comitato promotore di Justice for Palestine. “Questa è la prima Iniziativa dei Cittadini Europei ad aver raccolto un milione di firme così velocemente, meno di tre mesi. È la prova che la mobilitazione per dire basta ai crimini commessi da Israele non si fermerà mai”. Il comitato invita infine a continuare a sottoscrivere la petizione perché durante la fase di validazione un certo numero di firme potrebbe essere ritenuto non valido.
Vuoi approfondire?
Clicca qui per sottoscrivere l’Iniziativa dei Cittadini Europei.





Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi