Depavimentazione: anche a Genova via l’asfalto per fare posto al verde
Seguendo una pratica sempre più diffusa, diverse città italiane stanno attuando progetti di depavimentazione. Genova l’ha recentemente inserita nel suo piano urbanistico.
La depavimentazione – termine che deriva dall’inglese depaving, coniato negli Stati Uniti dall’associazione Depave, nata nel 2008 – è una pratica che consiste nella rimozione delle pavimentazioni in asfalto per sostituirle con elementi naturali, viventi e permeabili. Una rinaturalizzazione che cerca di contrastare la cementificazione e il consumo di suolo, che in Italia avanza al ritmo di 2,7 metri quadri al secondo, regalando al nostro Paese il primo posto in questa triste classifica: il 7,17% del territorio italiano è infatti cementificato, contro una media europea del 4,4%.
Ultimo in ordine di tempo a muoversi per togliere il grigio e sostituirlo con il verde è stato il Comune di Genova, che ha recentemente ufficializzato la sua adesione, già annunciata da tempo, al progetto Biofear e ha inserito la depavimentazione nel suo piano urbanistico. «Come amministrazione abbiamo deciso di prendere questa strada perché è fondamentale abbassare le isole di calore e avere durante le stagioni più calde una città che davvero possa respirare quindi avere più alberi, più sistemi naturali, più aiuole. È importante per avere una città più fresca ma anche spazi verdi di prossimità».
Così Francesca Coppola, Assessora all’Urbanistica del Comune di Genova, che ha ufficialmente aderito alla chiamata di diverse università italiane che, attraverso il progetto Biofear, stanno cercando di rendere diffuso e sistematico il ricorso alla depavimentazione. Sono diverse infatti le amministrazioni che hanno messo questo tema sul piatto, da Roma a Firenze, da Milano a Prato. Genova è stata però la prima a inserirlo nel PUC, il piano urbanistico comunale, approvando una delibera che lo modifica.
In particolare, la depavimentazione è rivolta alle aree frequentate dai più piccoli e fra le aree che saranno maggiormente interessate dagli interventi ci saranno scuole, asili e aree gioco. Nel frattempo è stati annunciato il primo cantiere di rimozione dell’asfalto, che sarà nella zona di Cornigliano, dove sorgevano i gasometri. Inoltre sono stati previsti sgravi fiscali per quei privati che decidono di impiegare gli oneri di urbanizzazione in azioni di depaving, con l’obbligo di provvedere alla manutenzione dei nuovi prati o giardini nei successivi dieci anni.
«Si chiama “urbanistica del togliere”, perché non siamo più nel passato, quindi ben venga una città che decide nelle sue linee guida di inserire a chiare lettere la depavimentazione quindi il ripestino del suolo, perché il suolo è natura», osserva il docente di Pianificazione territoriale ambientale Paolo Pileri commentando il provvedimento del capoluogo ligure. Pileri fa anche riferimento al regolamento europeo per il ripristino della natura – il numero 1991 del 2024 –, «che dice a chiare lettere che non bisogna più toccare un centimetro quadro di aree libere e bisogna addirittura incrementarle».






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