Niente procedura d’urgenza per il Ddl Caccia. Lipu: “vinta la prima partita”
La riforma della legge venatoria non arriverà in Aula prima dell’estate. La Commissione Agricoltura procederà con audizioni e tempi ordinari, dopo le pressioni di Quirinale e Ue.
La riforma della legge sulla caccia cambia passo alla Camera dei deputati. Dopo il via libera del Senato e le ipotesi di un’approvazione rapida, in Commissione Agricoltura il testo sarà esaminato con procedura ordinaria, senza corsia d’urgenza. Una scelta maturata dopo le critiche di associazioni ambientaliste, opposizioni e mondo scientifico.
L’ipotesi era stata evocata da alcuni esponenti del centrodestra dopo il via libera del Senato, quando si parlava di chiudere l’iter alla Camera “prima dell’estate e forse addirittura entro luglio. Ma le grosse proteste e le spaccature interne anche alla maggioranza hanno fatto propendere quest’ultima per un cambiamento di linea.
Nei giorni scorsi anche la Commissione europea ha confermato di seguire l’evoluzione della riforma, riservandosi di verificarne la compatibilità con le direttive comunitarie Uccelli e Habitat al termine dell’iter parlamentare. Inoltre, anche il Quirinale starebbe monitorando il provvedimento attraverso i propri uffici, pur senza conferme ufficiali dal Colle.
Le audizioni in Commissione Agricoltura inizieranno martedì 7 luglio e si concluderanno il 13. Il termine per gli emendamenti è fissato al 16 luglio. Cambiano anche i relatori: ai deputati inizialmente designati, Francesco Bruzzone (Lega) e Maria Cristina Caretta (Fratelli d’Italia), sono subentrati Giovanni Arruzzolo (Forza Italia), Laura Cavandoli (Lega) e Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia).
È stata invece respinta la richiesta, avanzata da 57 associazioni ambientaliste, animaliste ed escursionistiche e sostenuta da Pd, Avs e M5S, di un esame congiunto con la Commissione Ambiente. Per i promotori, la riforma tocca anche biodiversità, ecosistemi e normativa europea, e richiederebbe quindi una valutazione multidisciplinare. La maggioranza ha confermato l’assegnazione esclusiva alla XIII Commissione.
Sul provvedimento era arrivato anche l’intervento di Papa Leone XIV, che rispondendo a una lettera della Lipu aveva definito la tutela della biodiversità una questione di «grande rilevanza sociale e morale», pur ribadendo la neutralità della Santa Sede sulle scelte legislative dei singoli Stati.
Sul fronte delle associazioni, Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu, ha commentato su Facebook la rinuncia alla procedura d’urgenza: «La prima partita l’abbiamo vinta: per il Ddl Caccia niente procedura d’urgenza. Cercheranno comunque di forzare i tempi, andare il più rapidamente possibile. Rendiamogli la vita difficile».
Il rallentamento non chiude comunque la partita: l’obiettivo della maggioranza resta approvare la riforma, anche se con un percorso ora più articolato. Se la Camera dovesse modificare il testo, questo dovrà tornare al Senato per una terza lettura, allungando ulteriormente i tempi; se invece il testo restasse invariato, l’approvazione definitiva potrebbe arrivare comunque in tempi relativamente contenuti.






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