Incendio al santuario Capra Libera Tutti: gli animali sono salvi ma serve foraggio. Ecco come aiutare
Un fulmine ha innescato un incendio sul monte degli Elci, alle porte del santuario. Animali e strutture sono salvi, ma il pascolo bruciato impone ora una raccolta fondi per mangime e foraggio.
Scampato il pericolo dell’incendio, il santuario Capra Libera Tutti, a Nerola, in provincia di Rieti, si trova adesso ad affrontare la fase più delicata: la gestione delle conseguenze di un rogo che ha bruciato la montagna da cui gran parte degli animali ospitati traeva il proprio nutrimento.
Tutto è iniziato nel pomeriggio di martedì 23 giugno, quando un fulmine caduto su un albero ha innescato un incendio sul monte degli Elci, al confine tra i comuni di Fara in Sabina e Nerola. «Il fuoco è scoppiato a causa di un fulmine – ci ha spiegato Simone Scampoli, direttore del santuario -. La cosa bizzarra è che sopra di noi, in quel momento, non stava piovendo, ed è caduto un fulmine sulla montagna che sta praticamente sopra di noi».
Le fiamme, alimentate dal terreno secco e successivamente dal vento, hanno bruciato oltre 300 ettari di vegetazione e si sono spinte fino ai confini del santuario. «Il fatto che piova ormai pochissimo nei mesi estivi, per via della crisi climatica, da noi rende il terreno e le piante particolarmente secche, e questo fa sì che le fiamme vadano molto velocemente», ha commentato Scampoli.
Vigili del fuoco e Protezione civile sono intervenuti con squadre di terra, Canadair ed elicotteri, mentre lungo la via Salaria è stato chiuso un tratto stradale e nove famiglie sono state evacuate in via precauzionale.
Al santuario, la notte è trascorsa osservando le fiamme avvicinarsi progressivamente. La mattina seguente il fuoco aveva raggiunto la cima della montagna visibile dalla struttura, e nelle ore successive, complice il vento, ha toccato l’intero perimetro dell’area dove vivono i bovini, fermandosi grazie alle fasce taglia fuoco realizzate in precedenza proprio dai gestori di Capra Libera Tutti.
In un momento di massima tensione, con le fiamme arrivate vicino agli edifici e alle stalle, il personale ha dovuto valutare l’evacuazione di alcuni animali custoditi nelle abitazioni. «Ti senti impotente, fai tutto quello che puoi ma non hai la certezza che andrà tutto bene», ha raccontato ancora il direttore del santuario. Nel pomeriggio le fiamme sono tornate a minacciare l’area, richiedendo un nuovo intervento dei soccorsi, prima che l’incendio venisse definitivamente circoscritto.
Al netto dei danni materiali, ancora in fase di quantificazione, la conseguenza più rilevante riguarda il pascolo andato distrutto: una risorsa alimentare naturale per gli animali che, fino a quel momento, vivevano parte del tempo in libertà sulla montagna. «La sua perdita – ci ha spiegato ancora Simone Scampoli – comporta ora un aumento consistente delle spese per fieno e mangime, necessari per compensare il foraggio che il territorio non può più offrire almeno fino alla prossima primavera, quando la vegetazione potrà iniziare a rigenerarsi».
Per questo il santuario ha lanciato un appello alla propria comunità di sostenitori, chiedendo un contributo per fare fronte a costi non previsti nella gestione ordinaria.
Capra Libera Tutti è un santuario per animali che sorge a Nerola, alle porte di Roma, fondato da Massimo Manni, ex allevatore che ha progressivamente trasformato la propria attività in un rifugio. Ospita oggi diverse centinaia di animali, tra cui mucche, capre, maiali, pecore, cavalli e volatili, sottratti ad allevamenti e macelli, a cui viene garantita una vita il più possibile simile a quella che avrebbero in natura, fino alla morte naturale. Oltre all’accoglienza degli animali, il santuario porta avanti attività di sensibilizzazione sul rapporto tra esseri umani e altre specie e collabora alla tutela ambientale della montagna che lo ospita, anche attraverso la piantumazione di alberi autoctoni.
Un santuario per animali è un luogo che offre accoglienza permanente di animali salvati da situazioni di sfruttamento, abbandono o maltrattamento, senza alcuno scopo commerciale legato alla loro presenza. Generalmente gestiti da associazioni o enti del terzo settore, questi luoghi si sostengono attraverso donazioni, attività di volontariato e, in alcuni casi, visite aperte al pubblico, e si propongono anche come spazi educativi per raccontare storie diverse da quelle abitualmente associate agli animali da reddito.
Le spese del foraggio sono una voce importante per un santuario, e ora rischiano di pesare molto sul bilancio di Capra Libera Tutti. «Adesso che tutti gli animali sono sotto, usiamo almeno quattro balle di fieno al giorno, ogni balla costa circa 60 euro, il conto viene fuori da sé molto alto», spiega Simone Scampoli. A questo si aggiunge il costo del mangime, formulato appositamente per garantire agli animali un’alimentazione equilibrata e non finalizzata alla crescita rapida in vista della macellazione: «Ci siamo appoggiati a un nutrizionista che crea un alimento specifico per la vita sana di questi animali», racconta ancora Scampoli, sottolineando la differenza rispetto ai mangimi da allevamento intensivo, «cibo che mira all’ingrasso di questi animali per ucciderli in un breve tempo: l’allevamento funziona così».
Oltre ai costi materiali, l’emergenza ha lasciato un segno anche a livello emotivo per chi lavora e vive nel santuario. A fare la differenza, in questo senso, è stato il sostegno ricevuto dall’esterno: «Ciò che ci ha fatto superare a livello emotivo e psicologico tutto questo è stata la grande risposta della community che si è creata attorno a Capra Libera Tutti», ha concluso Scampoli. Una rete di sostenitori che, secondo quanto riferito dal santuario, si è attivata fin dalle prime ore dell’emergenza per contribuire alle spese non previste, confermando un legame consolidato negli anni tra la struttura e chi la segue e la sostiene.
Per chi desiderasse contribuire alla raccolta fondi legata all’emergenza, è possibile fare una donazione sul sito dell’associazione.






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