Educazione sessuo-affettiva: una scuola di Palermo realizza un video sulla libertà di esprimersi
Un laboratorio artistico per imparare e insegnare a esprimere la propria identità. È parte del percorso della cooperativa EDI sul tema dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
“Oltre il binario” è il video realizzato da ragazzi e ragazze dell’Istituto Comprensivo A. Ugo all’interno del laboratorio di 36 ore per educare alle differenze condotto da EDI – Educazione ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, grazie al bando “Arte di Ogni Genere” finanziato dalla Regione Siciliana e realizzato presso l’IC A.Ugo di Palermo. Uno spot sulla libertà di esprimere la propria identità realizzato da ragazzi e ragazze di seconda e terza media, pensato per sensibilizzare anche le classi delle elementari, ma soprattutto le persone adulte.
Un prodotto artistico che arriva in un momento caldo, in cui a livello locale e nazionale si discute sull’educazione sessuo-affettiva a scuola e sul patto di fiducia tra scuola e famiglie. «Pensiamo che il modo migliore di partecipare a questo dibattito sia quello di spiegare in che cosa consista un percorso laboratoriale che si inserisce nell’ambito dell’educazione sessuo-affettiva lasciando la parola a chi anima questi percorsi, le persone giovani», dichiara Alessia Maso vicepresidente di EDI e coordinatrice del progetto.
«Durante questo percorso, così come negli altri 17 realizzati in 8 diverse scuole in quest’anno scolastico, abbiamo avuto modo di osservare che ragazzi e ragazze necessitano di spazi di parola dove esprimersi senza paura del giudizio altrui, dedicati a temi come relazioni affettive, emozioni, stereotipi, discriminazioni, violenza di genere, tutela da abusi e maltrattamenti, corpo, salute e benessere. Ed hanno bisogno di persone adulte competenti con cui potersi confrontare, per evitare che l’intelligenza artificiale diventi il canale di ricerca d’aiuto principale, considerando che già il 42,8% tra i 15-19enni dichiara di aver utilizzato i chatbot per chiedere consigli su scelte importanti della vita, come relazioni, sentimenti, scuola o lavoro» (Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia di STC-Italia, novembre 2025).
A seconda delle età, i bisogni che emergono nei laboratori sono diversi e proprio per questo il lavoro di educazione sessuo-affettiva deve essere strutturato a seconda delle fasce d’età, fin dalla prima infanzia, con un approccio progressivo adatto allo sviluppo cognitivo ed emotivo di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, così come indicato dalle Linee guida dell’UNESCO “International Technical Guidance on Sexuality Education” e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
I genitori non possono essere lasciati ai margini, anzi hanno bisogno di strumenti: la richiesta che ci arriva chiara da parte di genitori – ma anche del personale docente – è quella di approfondire, di partecipare a percorsi formativi, anche insieme a figli e figlie, per imparare ad affrontare questi temi, «i cui spesso non si parla, perché nessuno ne ha mai parlato con noi», sottolinea un papà durante uno degli incontri.
Il video “Oltre il Binario” risponde a questa necessità in ottica di cittadinanza attiva, come parte del programma di educazione civica: le classi prendono parola e parlano con genitori, insegnanti e istituzioni, mostrando la necessità, dal loro punto di vista, di portare avanti un discorso a favore della parità e contro ogni forma di discriminazione. Educare alle differenze è uno dei tanti aspetti dell’educazione sessuo-affettiva che è indispensabile portare avanti.
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