31 Agosto 2026 | Tempo lettura: 8 minuti

Impronte di Pace: camminare per costruire relazioni e nuovi modi di abitare il territorio

Il percorso di Impronte di Pace – che unisce l’accoglienza turistica, le competenze in termini di cammini e le relazioni umane – sta per giungere al termine. Ecco gli ultimi due eventi in programma.

Autore: Salvina Elisa Cutuli
Villa Piazzo di Pettinengo
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Un viaggio a tappe, con diverse fermate per esplorare, camminare e trasformare. Potremmo definire così Impronte di Pace, il progetto che coinvolge i giovani in workshop, summer school, residenze artistiche, camminate, attività ambientali, esperienze sportive e occasioni di formazione utili anche per il futuro lavorativo. Dopo mesi di incontri, formazione, esperienze sul territorio e attività con ragazze e ragazzi, il cammino si avvicina ora alle sue tappe conclusive.

Gli ultimi due momenti previsti dal programma del progetto – promosso dal Comune di Pettinengo insieme a Pacefuturo ODV, ItinerAria, Movimento Lento, Italia che Cambia, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Fondazione Biellezza e finanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito del bando Piemonte per i Giovani – saranno il workshop “Progettare e raccontare i cammini”, in programma sabato 5 e domenica 6 settembre a Villa Piazzo, e la Camminata della Pace, che dal 10 al 12 settembre attraverserà i sentieri biellesi facendo tappa a Graglia, alla Trappa di Sordevolo, a Biella con pernottamento a Cittadellarte e infine nuovamente a Villa Piazzo.

«L’evento finale di Impronte di Pace nasce attorno a tre temi centrali: fare pace con se stessi, con l’ambiente e con gli altri. Tre dimensioni che assumono un significato particolare nel momento storico che stiamo attraversando», racconta Andrea Trivero, direttore di Pacefuturo. L’obiettivo è accompagnare i giovani attraverso alcuni luoghi significativi del territorio, trasformando il cammino anche in un’occasione per aumentare la consapevolezza di ciò che accade dentro di noi e intorno a noi. Un percorso che mette insieme il tema della pace preventiva, elaborato da Michelangelo Pistoletto, i valori del Terzo Paradiso e l’incontro tra differenze, esperienza che Pacefuturo pratica quotidianamente attraverso l’accoglienza.

Impronte di Pace

Un progetto nato dalle relazioni

È proprio dalla collaborazione tra realtà diverse che ha preso forma Impronte di Pace. «I risultati si raggiungono quando si lavora insieme», sottolinea Trivero. «Fondamentale, ad esempio, è stata la collaborazione con Movimento Lento, impegnato sul tema della progettazione, della segnaletica e del tracciamento dei cammini. È un rapporto nato circa un anno fa e intensificatosi negli ultimi mesi, sulla base di una forte condivisione di valori».

In realtà alcune radici del progetto vanno ancora più indietro. Già una ventina di anni fa Alberto Conte, presidente dell’Associazione Movimento Lento e fondatore e direttore della società ItinerAria, insieme all’allora direttore dell’ATL Biellese, aveva immaginato la nascita di una scuola di formazione dedicata al turismo lento. Quell’idea allora non si concretizzò, ma nel 2025 Pacefuturo, Movimento Lento e Cittadellarte hanno deciso di riprenderla e trasformarla, legandola al tema della pace e ancorandola a Villa Piazzo, che Pacefuturo gestisce da vent’anni come luogo di accoglienza.

Il riferimento culturale è quello della pace preventiva di Michelangelo Pistoletto: una pace da costruire prima che il conflitto esploda, attraverso l’ascolto, la relazione e il riconoscimento delle differenze. Per Pacefuturo questi temi non sono nuovi. Nei primi anni l’associazione aveva soprattutto una vocazione culturale, mentre nell’ultimo decennio pace, incontro e convivenza sono diventati parte della quotidianità attraverso i progetti di accoglienza e solidarietà internazionale.

Oggi Pacefuturo accoglie quasi 300 persone rifugiate in una cinquantina di strutture. Il confronto con le differenze e la costruzione di relazioni fanno quindi parte del lavoro di ogni giorno. Un riferimento importante è da tempo anche il Terzo Paradiso. Nel 2008 Pacefuturo chiese a Michelangelo Pistoletto di realizzare nel parco di Villa Piazzo l’Orto del Terzo Paradiso, una delle prime installazioni permanenti legate a questo simbolo.

Impronte di Pace
Il simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto nel giardino di Vialla Piazzo

Come si progetta un cammino

Tornando agli appuntamenti conclusivi, il primo sarà il workshop “Progettare e raccontare i cammini”, sabato 5 e domenica 6 settembre a Villa Piazzo. A guidarlo sarà Alberto Conte, progettista del Cammino e delle Ciclovie di Oropa e di numerosi itinerari in tutta Italia. Il lavoro alternerà attività sul campo e momenti in aula: rilievo con GPS lungo i sentieri intorno a Villa Piazzo, elaborazione dei dati raccolti attraverso piattaforme come Outdooractive e Komoot, progettazione e verifica di un percorso e stesura della relativa scheda descrittiva.

Si entrerà così negli aspetti tecnici che stanno dietro alla costruzione di un itinerario: tipo di fondo, dislivello, esposizione, livelli di difficoltà, lunghezza delle tappe, sicurezza e criteri utilizzati per descrivere e comunicare un percorso. «Un cammino non è solo una traccia GPS», spiega Conte. «È un itinerario che deve poter essere percorso in sicurezza, con caratteristiche e lunghezza delle tappe adeguate all’attività e con una segnaletica chiara e ben posizionata».

Tre giorni per fare pace con sé, con l’ambiente e con gli altri

Dal 10 al 12 settembre sarà invece la volta della Camminata della Pace a cui è ancora possibile iscriversi gratuitamente. La sua origine è legata a un’esperienza precedente a Impronte di Pace. L’anno passato un gruppo di ragazzi di CAOS aveva già organizzato una marcia conclusa con un evento a Villa Piazzo, alla quale avevano partecipato alcune decine di persone. Quando è arrivata l’opportunità del bando Piemonte per i Giovani, Andrea Trivero ha proposto di trasformare quella prima esperienza in un percorso di tre giorni.

Impronte di Pace

La Camminata della Pace non sarà però soltanto un’escursione collettiva, è uno dei moduli dell’Accademia del Turismo Lento e dell’Accoglienza, il percorso formativo che costituisce il cuore di Impronte di Pace. Per tre giorni i venticinque partecipanti cammineranno insieme a persone che lavorano quotidianamente sui temi attraversati dal progetto: guide escursionistiche, progettisti di cammini, operatori dell’accoglienza e professionisti che utilizzano l’arte come strumento di trasformazione sociale.

La prima tappa, da Graglia alla Trappa di Sordevolo, sarà dedicata alla pace con se stessi: ascolto, consapevolezza e ricerca di equilibrio, insieme a Marco Bo, guida escursionistica di Richiamo del Bosco. Nella seconda giornata, dalla Trappa a Cittadellarte, il tema sarà la pace con l’ambiente, il rapporto tra persone e luoghi attraversati e la responsabilità verso il pianeta. A condurla sarà Alberto Conte. L’ultima tappa, da Cittadellarte a Villa Piazzo, sarà invece dedicata alla pace con gli altri, alle relazioni, al dialogo e alla costruzione di comunità accoglienti, insieme ad Andrea Trivero e Mira Schifano di Pacefuturo e Ruggero Poi di Cittadellarte.

Il percorso utilizzato durante Impronte di Pace coincide solo in parte con quello del Cammino d’Oropa della Pace, la cui inaugurazione è prevista successivamente, verso la fine di settembre. La camminata sarà accompagnata ogni sera da appuntamenti aperti anche a chi non prenderà parte al percorso. Il Centro Studi Sereno Regis porterà nelle diverse tappe una selezione del Give Peace a Screen short film festival, ventuno cortometraggi provenienti da India, Spagna, Irlanda, Polonia, Marocco, Estonia, Iran, Pakistan, Turchia, Francia e Italia.

Le proiezioni saranno gratuite e aperte a tutte le persone interessate: giovedì 10 settembre alla Trappa di Sordevolo, venerdì 11 a Cittadellarte a Biella e sabato 12 a Villa Piazzo. Proprio Villa Piazzo ospiterà sabato sera l’evento conclusivo del progetto con proiezioni, musica live e dj set. Sarà possibile anche fermarsi per la notte, portando con sé la propria tenda, nel giardino della villa.

Impronte di Pace

Cosa resta dopo Impronte di Pace?

Arrivati alla fine del percorso, l’eredità di Impronte di Pace assume forme diverse. Restano i sentieri attraversati e segnati dai giovani durante le attività estive, le installazioni artistiche nate dalle residenze lungo il territorio e soprattutto circa una sessantina di ragazze e ragazzi formati sui temi della progettazione dei cammini, dell’accoglienza e della comunicazione. Resta anche un progetto che guarda oltre la scadenza del bando: fare di Villa Piazzo un luogo stabile dedicato all’Accademia dell’Accoglienza e del Turismo Lento.

Pacefuturo aveva già avviato negli anni scorsi un percorso di formazione sull’accoglienza, inizialmente rivolto soprattutto al tema dei richiedenti protezione internazionale. L’intenzione era quella di ampliare il lavoro anche all’accoglienza turistica. Impronte di Pace ha permesso di andare oltre una serie di incontri, sperimentando un vero percorso formativo che mette insieme accoglienza, turismo lento, territorio e costruzione di relazioni. Un’esperienza che Pacefuturo e Movimento Lento vorrebbero ora far proseguire, trasformando Villa Piazzo in un punto di riferimento permanente per questo tipo di formazione.

Ma per Andrea Trivero l’eredità più importante è forse un’altra: il rapporto costruito con le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato. «Sono persone straordinarie, interessate e partecipi. Il progetto è stato pensato per loro e per chi li ha accompagnati un’occasione di crescita condivisa. Quello che resta, alla fine, è soprattutto una sensazione di speranza. La speranza che questi giovani e, più in generale, le nuove generazioni possano contribuire a costruire un futuro migliore».

Vuoi approfondire?

La partecipazione al workshop del 5-6 settembre e alla Camminata della Pace del 10-12 è gratuita. Per iscriversi clicca qui