Rigugghju Fest è “il festival di chi abita nei paesi”, un momento di incontro e networking per le realtà che lavorano per far riscoprire le aree interne. Italia Che Cambia è media partner dell’edizione 2026.
Rigugghju Fest è “il festival di chi abita nei paesi”, un momento di incontro e networking per le realtà che lavorano per far riscoprire le aree interne. Italia Che Cambia è media partner dell’edizione 2026.
Dalle origini del divario economico alle prospettive legate alla transizione energetica, un viaggio nella questione meridionale attraverso l’analisi di Pino Ippolito Armino.
Il piano del Governo prevede una sorta di eutanasia per le aree interne in declino, ma in molti territori sono attivi progetti di resistenza e resilienza. Come la rete We’re South in Calabria, secondo cui una strategia efficace dovrebbe partire da un cambio di paradigma.
L’impianto idroelettrico sperimentale di Favazzina, in Calabria: cosa promette, come si ripaga e perché il precedente giapponese di Yanbaru è un avvertimento.
La storia di questa settimana è una specie di matrioska. L’associazione Io resto fa a Crotone quel che Italia che Cambia fa nel Paese: raccontare, supportare e mettere in rete chi raccoglie la sfida di restare – o tornare – al Sud, in maniera proattiva. Tenendo il fattore umano e la valorizzazione dei luoghi al centro dello sviluppo del territorio.
I cittadini calabresi auto-organizzati nel terzo settore suppliscono spesso alle non poche assenze della pubblica amministrazione. Ci sono intere aree dove i cittadini possono contare solo sul no-profit. Eppure non c’è ancora una legge regionale che disciplini e armonizzi quanto stabilito dall’ultima riforma del 2018.
In bilico fra Calabria e Sicilia – proprio come la storia della sua vita – parliamo di Adriano Modica, artista poliedrico e cangiante in procinto di pubblicare un nuovo album interamente dedicato al tema dell’acqua. Con lui affrontiamo temi che riguardano il suo percorso artistico ma anche lo stato dell’arte – letteralmente – della scena musicale italiana.
Boschi Puliti nasce dalle ceneri della pineta di Siano, a Catanzaro, distrutta da un incendio nell’agosto del 2021. Questo tragico evento ha spinto Alfredo Moniaci, un ragazzo calabrese profondamente affezionato a quel bosco, a dar vita a una comunità di associazioni, imprese e cittadini uniti dalla voglia di difendere e salvaguardare i boschi attraverso la raccolta e il recupero dei rifiuti abbandonati. Boschi Puliti si propone inoltre di diffondere consapevolezza e cultura ecologica tra le persone attraverso progetti nelle scuole e attività di volontariato.
In tibetano Ama-La ha un significato che rimanda al concetto di rispetto per la donna. Ed è proprio questo il principio che anima l’omonima sartoria sociale che, rifacendosi anche ai principi di economia circolare, applica il modello Riace in un piccolo borgo calabrese, sostenendo le donne in condizioni di fragilità e rivitalizzando il territorio con nuove professionalità.
«La Calabria, per una volta, non è ultima della classe», scherza Michelangelo D’Ambrosio che di Slow Food Calabria è il presidente. Insieme a lui abbiamo fatto il punto della situazione nella regione, tra stereotipi e una resistenza culturale che non ha ancora piegato i calabresi al cibo spazzatura e alle logiche commerciali della grande distribuzione.
“La comunità dei senza comunità”. Con questo slogan 33 anni fa apriva i battenti Radio Ciroma, la più longeva tra le radio libere del Sud, che ancora oggi continua a farsi strumento di comunicazione a disposizione delle comunità locali. Quello che va in onda su radio Ciroma non è mai quello che ti aspetti, con palinsesti sempre rinnovati e sorprendenti, per dare un calcio all’omologazione delle radio commerciali.
Studenti, ricercatori, professionisti, che vogliono restare. Affamati di cultura che non vogliono arrendersi a un destino che li vuole al servizio di un turismo ipocrita e distruttivo. Si sono uniti e organizzati in un’associazione battezzata Colpo e hanno lanciato una serie di attività per rivitalizzare il loro paese – Paola – dal basso e in maniera condivisa. Vi presentiamo i giovani paolani.
Un viaggio attraverso l’arte, la politica, l’attivismo, il pacifismo seguendo un filo rosso: quello di Riace, di Mimmo Lucano e dell’utopia concreta di un nuovo mondo più inclusivo, giusto e accogliente. Un viaggio reso possibile dall’impegno di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici – autori di “Riace, musica per l’umanità” – e delle persone da loro intervistate, da Alex Zanotelli a Moni Ovadia.
Nell’immaginario collettivo spesso la figura dell’hacker corrisponde a quella di un criminale che, chiuso in una stanzetta, organizza truffe, ricatti e altri crimini attraverso la rete. Se volete cambiare questa visione stereotipata, fatevi un giro all’Hackmeeting di Reggio Calabria, il raduno degli hacker italiani. Qua gli obiettivi sono ben altri: rendere accessibile il mondo del web, aggirare la censura, resistere alla propaganda e trasformare la rete in un bene comune, per davvero.
Un percorso che dal basso, puntando sin da subito sul coinvolgimento della cittadinanza, sta rivoluzionando gli spazi urbani di San Ferdinando, in Calabria. Lo sta facendo attraverso una architettura etica, che si trasforma in bene comune e si pone l’obiettivo di creare spazi sociali che favoriscano l’aggregazione e combattano l’alienazione.
Il percorso di vita e artistico di Peppe Voltarelli è un sinuoso cammino che tocca molti luoghi, fisici e metaforici. Dalla Calabria a New York, dalla tradizione musicale meridionale alle contaminazioni della world music. Il tutto all’incessante ricerca di una produzione artistica di qualità finalizzata a portare bellezza nel mondo e risvegliare le coscienze dal torpore.
Spiagge inclusive: qual è la situazione in Italia? Ci sono alti e bassi e per quanto riguarda questi ultimi il triste primato è detenuto dalla Calabria, dove accessibilità e servizi pensati per le persone disabili sono ancora un lontano miraggio, nonostante esistano ben due leggi regionali che cercano di tutelare i turisti con bisogni speciali.
Nel piccolo Comune di Marcellinara è nata la prima comunità energetica rinnovabile della Calabria. Purtroppo però l’entusiasmo con cui il territorio ha accolto questa iniziativa – hanno già aderito una settantina di persone, a fronte di una popolazione di poco più di 2000 abitanti – si scontra con l’indolenza delle istituzioni nazionali e il grave ritardo del decreto attuativo dei fondi del PNRR, fondamentale per la realizzazione di tutte le azioni previste.
Giovani e donne. Sono le ragazze della cooperativa Kairos, che a Crotone lavorano quotidianamente per favorire l’inclusione sociale e l’abbattimento delle barriere culturali. Fra i loro progetti più significativi c’è DaMe, un social housing che vuole essere uno spazio sicuro e accogliente per le donne in difficoltà.
Momo è la piccola protagonista di un romanzo di Ende che combatte dei parassiti che rubano il tempo alle persone. Ma è anche – non a caso – il nome della Banca del tempo di Crotone, fondata dalla psicosociologa Giusy Lumare. L’obiettivo? Generare un modello non economico di scambio di servizi, mediato non dal denaro ma dalla reciprocità. Una novità interessante rispetto a molte altre banche del tempo è che questo scambio viene gestito da un software open source.
Quella de Il Tipico calabrese è una storia di ritorni. Marcello, che insieme a Giovanna ha dato vita a questo luogo, è infatti rientrato nella sua terra d’origine dopo anni di studio e lavoro fuori dalla Calabria. Qui ha realizzato il suo sogno: valorizzare il territorio attraverso retaggi e testimonianze, dalla buona cucina alla musica, dagli attrezzi tradizionali ai libri che raccontano questi luoghi.
Questa è la storia di un gruppo di cittadini e cittadine che, in una regione dalle mille difficoltà come può essere la Calabria, hanno deciso di non rimanere a guardare passivamente il loro diritto alla salute alienarsi e hanno preso in mano la situazione, occupando l’ospedale di zona destinato alla chiusura. È successo a Cariati per merito del movimento Le Lampare, che partendo da questo piccolo paese del cosentino ha gettato un seme che potrebbe germogliare ovunque, grazie anche all’interessamento di personalità molto in vista che hanno appoggiato questa battaglia.
Dambe so, che tradotto dal bambarà è “casa della dignità”. Quella dignità che con un profondo e articolato lavoro si sta cercando di restituire ai braccianti della piana di Gioia Tauro, vessati da anni di sfruttamento nel gorgo dell’illegalità. È un ostello che li ospita ma non solo: è anche un polo ricettivo e di economia solidale e circolare, che cerca di restituire al territorio un valore che spesso rimane inespresso.
Economia circolare, tutela della biodiversità, economia solidale e imprenditoria femminile sono gli ingredienti di una ricetta a suo modo rivoluzionaria. È quella di SenzaSpine, la start-up tutta al femminile che ha creato una filiera del fico d’India in Calabria, attraverso cui produce succhi di frutta e cerca di rilanciare questa terra spinosa fuori ma succosa e nutriente dentro, proprio come il fico d’India.
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