Mana Chuma Teatro è una realtà calabro-sicula nata a Reggio Calabria nel 1995 nell’ambito della nuova drammaturgia e del teatro civile.
Mana Chuma Teatro è una realtà calabro-sicula nata a Reggio Calabria nel 1995 nell’ambito della nuova drammaturgia e del teatro civile.
Rigugghju Fest è “il festival di chi abita nei paesi”, un momento di incontro e networking per le realtà che lavorano per far riscoprire le aree interne. Italia Che Cambia è media partner dell’edizione 2026.
Dalle origini del divario economico alle prospettive legate alla transizione energetica, un viaggio nella questione meridionale attraverso l’analisi di Pino Ippolito Armino.
Il piano del Governo prevede una sorta di eutanasia per le aree interne in declino, ma in molti territori sono attivi progetti di resistenza e resilienza. Come la rete We’re South in Calabria, secondo cui una strategia efficace dovrebbe partire da un cambio di paradigma.
Durante le nostre ricerche sui ritorni, più volte ci siamo imbattuti in storie di persone che hanno deciso di tornare a vivere nelle aree interne della Calabria. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Sabina Licursi, docente Unical, che assieme al professore Domenico Cersosimo sta conducendo una ricerca sulle aree interne e sui giovani che le abitano.
Come centinaia di migliaia di loro connazionali, Antonella e Lucas sono due argentini con origini calabresi. Per scoprire la terra natia della loro famiglia hanno intrapreso un’esperienza di turismo delle radici, vivendo per un periodo di tempo nel borgo di Badolato, assorbendone cultura e tradizioni ed entrando a far parte della comunità locale.
Il ritorno è una categoria mitica che accomuna tutti gli emigranti e dunque anche quelli calabresi. Con Giuseppe Sommario, ricercatore all’Università La Cattolica di Milano e direttore artistico del Piccolo Festival delle Spartenze, parliamo di cosa vuol dire tornare in Calabria, come può essere fatto e cosa comporta per i luoghi di partenza e arrivo.
Deliana e Lorenzo, lei calabrese e lui fiorentino, si sono conosciuti a Firenze, dove hanno vissuto insieme fino a sette anni fa. Poi hanno deciso creare una famiglia e contestualmente anche di cambiare vita: si sono trasferiti in Calabria, a Brattirò (VV), con un progetto legato alla terra chiamato Le erbe del Califfo.
Per molto tempo abbiamo ascoltato e raccontato storie di persone che, dopo essere emigrate, hanno deciso di tornare in Calabria, spesso con un progetto in mente. Queste esperienze esistono, eppure non vengono studiate né quantificate. Per questo motivo, con mille interrogativi in testa, abbiamo deciso di approfondire la tematica dei ritorni in questa regione.
A più di sei mesi dalla sentenza e quattro dalla deposizione delle motivazioni, Mimmo Lucano parla ancora di umanità, solidarietà e alternative possibili e dichiara che “non si pente di una virgola”. Ma quali sono le motivazioni della sentenza? E cosa ne pensa l’ex sindaco di Riace?
Lo scorso gennaio a San Ferdinando (RC) è stata inaugurata una statua per ricordare Soumaila Sacko, migrante e attivista sindacale maliano ucciso nel 2018. L’idea fa parte di un complesso di arte pubblica per la Calabria, portato avanti dall’artista e attivista Chiara Mosciatti.
L’Italia ha già accolto decine di migliaia di profughi ucraini e la Calabria non fa eccezione. Dal piccolo borgo di Badolato arriva una bella storia di accoglienza e solidarietà che testimonia come ogni attore della società civile si sappia far trovare pronto nel momento del bisogno.
Nell’area interna di Cutro (Crotone) esiste una vasta distesa di calanchi che è stata salvata due anni fa da un progetto di discarica. Adesso c’è un’associazione – Calanchi del Marchesato – che la valorizza e tutela.
Nojdar è un profugo kurdo giunto in Italia con la nave Ararat, protagonista di uno storico sbarco sulle coste calabresi negli anni novanta. Dopo mille peripezie in giro per l’Europa, lui e la sua famiglia hanno cominciato una nuova vita nel piccolo paese di Badolato. Una bella storia che vogliamo raccontarvi in un momento in cui empatia e disponibilità all’accoglienza possono fare la differenza.
Cultura, relazioni, riscoperta: tre elementi chiave per contribuire alla rinascita di un territorio tanto affascinante quanto ostico. Fili Meridiani è un’associazione di promozione sociale che attraverso il racconto valorizza e mette in rete realtà ed esperienze dell’entroterra calabrese, con una particolare attenzione al patrimonio culturale arbresh delle aree interne di Crotone.
Grazie alla testimonianza di una coppia lituana, approfondiamo il tema del south working, ovvero trasferirsi – anche solo per un periodo – in Sud Italia e lavorare da lì. Dal racconto di Vera ed Emil emergono non solo suggerimenti utili per trasformare in meglio il mondo del lavoro, ma anche emozioni genuine e ricordi affettuosi della terra e del popolo della Calabria.
Italia Nostra Calabria e il forum nazionale Salviamo il Paesaggio denunciano ciò che sta accadendo nella baia di Soverato, in Calabria, dove il progetto “Waterfront” spiana la strada a interventi insostenibili dal punto di vista ambientale e in netto contrasto con la normativa sul tema.
Abitare un luogo temporaneamente ma in maniera costante: questa è la sfida della Rivoluzione delle Seppie, che dal 2016 sperimenta a Belmonte Calabro (CS) un modo diverso di vivere e lavorare. Un sorprendente esempio di rigenerazione e di contaminazione culturale tra un network internazionale e la comunità locale di un piccolo borgo.
Con il professor Domenico Cersosimo analizziamo il contesto politico, sociale ed economico della Calabria. L’obiettivo è capire se ci sono i presupposti affinché questo territorio fertile ma ostico possa rigenerarsi e diventare – perché no? – un modello di rinascita per tutte le aree interne e marginali del nostro paese.
C’è una piccola comunità che nei mesi scorsi si è attivata in silenzio per dare corpo a un sogno: trasferirsi in un borgo calabrese immerso nelle colline del Pollino e costruire un modello di vita fondato su lentezza, condivisione e relazioni. Volete farne parte anche voi? Il prossimo appuntamento è il 18 e 19 dicembre.
La Casa delle erbe della Locride è un luogo dove al recupero di un’antica casa di agricoltori è stato affiancato un profondo studio delle piante per la creazione di un giardino. Lo scopo? Imparare a relazionarsi e a coesistere, ispirandosi alla natura. La creatrice di questo luogo ci accompagna a visitarlo e ci racconta il futuro che immagina qui.
Unirsi, modernizzarsi e creare opportunità di lavoro in modo sostenibile e legato alle pratiche locali e sempre un processo delicato, poiché si inserisce in un contesto tradizioni artigianali di lunga data. Ma è possibile e a volte necessario. Ecco l’esempio di CateriSana, una piccola azienda che, attraverso la valorizzazione del territorio di Santa Caterina dello Ionio, sta portando avanti un nuovo progetto legato al carciofino selvatico.
Piccolo non vuole dire “poco importante”, anzi, significa piuttosto vicino alla gente e ai bisogni primari e quotidiani della comunità. Per questo durante i tre giorni nel corso dei quali si è tenuto il Piccolo Festival della Microfinanza – svoltosi in provincia di Cosenza, con la media partnership di Italia Che Cambia –, la dimensione ridotta è stata il filo rosso dei numerosi interventi che hanno posto le basi per un’economia più etica, sostenibile e umana.
Una bellissima iniziativa che ha l’obiettivo di promuovere il turismo lento, ecologico e responsabile. La Ciclovia dei Parchi della Calabria è un itinerario ciclabile che attraversa borghi antichi e parchi naturali alla scoperta di una delle regioni più selvagge e affascinanti d’Italia.
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