Mana Chuma Teatro è una realtà calabro-sicula nata a Reggio Calabria nel 1995 nell’ambito della nuova drammaturgia e del teatro civile.
Mana Chuma Teatro è una realtà calabro-sicula nata a Reggio Calabria nel 1995 nell’ambito della nuova drammaturgia e del teatro civile.
Rigugghju Fest è “il festival di chi abita nei paesi”, un momento di incontro e networking per le realtà che lavorano per far riscoprire le aree interne. Italia Che Cambia è media partner dell’edizione 2026.
Dalle origini del divario economico alle prospettive legate alla transizione energetica, un viaggio nella questione meridionale attraverso l’analisi di Pino Ippolito Armino.
Il piano del Governo prevede una sorta di eutanasia per le aree interne in declino, ma in molti territori sono attivi progetti di resistenza e resilienza. Come la rete We’re South in Calabria, secondo cui una strategia efficace dovrebbe partire da un cambio di paradigma.
Cosa fareste se sapeste che nel cuore della Calabria c’è un piccolo borgo dove la vita scorre lentamente e la natura è appena fuori dall’uscio di casa pronto ad accogliervi? Potrebbe aiutarvi a decidere sapere che c’è già una piccola comunità che si sta radunando e confrontando per tracciare un percorso condiviso verso questo piccolo grande sogno?
È iniziato tutto con un gioco insieme a sua figlia: creare un burattini con delle lattine vuote. Poi è continuato e oggi Giampiero ha realizzato decine e decine di personaggi, tutti pezzi di una collezione unica che unisce riciclo creativo, educazione ambientale, arte e tradizione calabrese.
Domenico Lucano è stato condannato a 13 anni e 2 mesi. Abbiamo seguito la lettura del dispositivo di sentenza direttamente dal Tribunale di Locri, dove la condanna è stata accolta con sgomento da amici e solidali dell’ex sindaco di Riace. Ecco il commento della nostra inviata Elisa Elia, che ha seguito il percorso di questo progetto dalle grandi potenzialità in termini di inclusione e rigenerazione del territorio.
“Sulle tracce dell’antindrangheta” è molto di più di un libro: è il risultato di un processo che parte da lontano e che – attraverso la cultura, l’arte, la narrazione e la letteratura – vuole raccontare e valorizzare le storie di chi quotidianamente si batte per affermare la legalità in una terra che da decenni lotta per far emergere il suo lato migliore.
Due giovani, uno svizzero e uno spagnolo, hanno unito i loro cammini in un percorso comune che li ha portati a Badolato, in Calabria. Qui hanno lanciato un progetto in permacultura che punta alla rigenerazione del suolo e alla creazione di un modello incentrato sulla condivisione, sulla sostenibilità e sull’autosufficienza.
Nell’entroterra catanzarese c’è un borghetto che sta subendo la stessa sorte di numerosi insediamenti delle aree interne italiane: lo spopolamento, l’abbandono, la lenta agonia. Ma un gruppo di ragazzi del posto – organizzatori del festival LuceFest – ha saputo invertire la tendenza chiamando in causa l’arte e la rigenerazione urbana, in un mix che mescola innovazione e tradizione.
All’ombra degli alberi della Gigliara, nell’entroterra calabrese, si svolgerà un festival che ha l’obiettivo di chiamare a raccolta le realtà e le persone che, in Calabria, portano avanti progetti di autoproduzione, agricoltura sostenibile, imprenditoria etica e buone pratiche in generale. L’appuntamento è fissato per il 28 e 29 luglio.
Le Terre di Perrè è un progetto radicato a Torre di Ruggiero, in Calabria, dove l’autoproduzione di cibo naturale e derivato da semi antichi si affianca a un altro modo di vivere la socialità, il rapporto con la natura e la propria casa. Il tutto in base ai principi della permacultura: cura della persona, cura della terra e condivisione del surplus.
Raffaele e Sofia sono due giovani che, in punta di piedi e in maniera rispettosa nei confronti del contesto in cui si sono calati, stanno cercando di recuperare e riattualizzare le tradizioni contadine di un paese della costa ionica calabrese. Lo stanno facendo attraverso l’Avamposto Agricolo Autonomo, una realtà agricola e sociale che punta a lavorare con la comunità, risignificando alcune pratiche del territorio.
Si svolgerà a settembre la terza edizione dell’Inspirational Travel School, un percorso formativo residenziale di una settimana incentrato sulle strategie per sostenere e rivitalizzare – ovviamente in maniera consapevole e rispettosa del contesto locale – i piccoli borghi e le aree marginali italiane, sempre più meta di chi vuole cambiare vita.
Un progetto di riscoperta di un’area tanto affascinante quanto dimenticata, uno scrigno custodito dai monti dell’entroterra calabrese. Si chiama Discovering Reventino e punta a valorizzare l’omonimo territorio in modo lento, condiviso e responsabile.
Corta è la distanza che li separa dalla Terra e corta è la filiera attraverso cui vendono i loro prodotti. A Decollatura c’è l’Orto Corto, una realtà agricola gestita da alcuni ragazzi calabresi che hanno deciso di restare e puntare sulla terra, facendo propri i principi dell’agroecologia e recuperando i semi antichi del territorio.
Dalla Calabria vi raccontiamo la storia di un gruppo di persone genuine e appassionate, del loro progetto e delle difficoltà con cui quotidianamente si trovano a fare i conti. È la cooperativa sociale “La nostra terra”, che fornisce cure domiciliari nel distretto della Locride, ma ha uno scopo più ampio: prendersi cura dei bisogni della comunità attraverso la costruzione di relazioni.
La cooperativa “Della Terra Contadinanza Necessaria” gestisce alcuni terreni fra San Ferdinando, Laureana di Borrello e Rosarno proponendo una visione incentrata sull’umanità, sugli animali e sulla natura. Attraverso una rete coesa con le altre realtà del territorio porta avanti progetti che migliorano la vita dell’ambiente e delle persone.
Ammàno è una realtà agricola in divenire, dove tutto viene prodotto in modo biologico, circolare e nel rispetto dei tempi della natura. Ma è anche un progetto che vuole portare consapevolezza sulla tematica e fare rete sul territorio. A idearlo e realizzarlo è stato Andrea Mancini, rientrato nella sua terra dopo anni trascorsi in una grande città del nord Italia.
Trovare un equilibrio fra esseri umani ed ecosistema è fondamentale, ma forse è necessario lavorare prima sulle relazioni fra esseri umani ed esseri umani. Per farlo Efstathios – conosciuto da tutti come Delfino – ha viaggiato, lavorato e approfondito l’arte della facilitazione, con l’obiettivo di contribuire a creare comunità armoniose e sostenibili.
Dalla pandemia non solo macerie, ma anche sfide e prospettive per nuove opportunità e potenziali forme di “ri-abitazione” del Sud. In Calabria, tra i tanti esperimenti in corso da tempo, emerge l’esperienza di Badolato come un “Borgo-Natura Slow & Smart”, con una nutrita presenza di cittadini stranieri. Guerino Nisticò della community “Badolato Slow Village” ci racconta cosa sta succedendo nel piccolo borgo calabrese.
Per iniziativa di Stefano Caccavari, ideatore del progetto Mulinum, si terrà a San Floro, piccolo comune della Calabria in provincia di Catanzaro, la festa dei girasoli. L’evento vuole rappresentare un regalo per l’ambiente e la comunità e un’occasione per raccogliere fondi per fornire beni di prima necessità a famiglie bisognose.
Riceviamo e pubblichiamo questo appello lanciato da GOEL Cooperativa e da Comunità Progetto Sud per una ripartenza equa, sostenibile e inclusiva dell’economia del Meridione e della Calabria. Di fronte alla crisi sanitaria e economica generata dal Coronavirus il già precario equilibrio economico del Sud Italia rischia di collassare definitivamente. Tuttavia questa può essere anche l’occasione per ripartire davvero in maniera diversa.
Grazie ad un’incredibile risposta alla campagna di crowdfunding lanciata dal giovane imprenditore calabrese Stefano Caccavari per salvare un vecchio mulino a pietra è nato a San Floro, piccolo comune in provincia di Catanzaro, il progetto Mulinum. Si tratta di un’azienda agricola che produce grani locali e, al contempo, di un modello agricolo di valorizzazione delle tipicità del territorio ora replicato in altre zone d’Italia.
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