Report ONU: Israele sta commettendo un genocidio uccidendo bambini deliberatamente
Un nuovo report delle Nazioni Unite appena pubblicato analizza la strategia di Israele di prendere sistematicamente e deliberatamente di mira i bambini e conferma l’accusa di genocidio.
“L’essenza dell’infanzia è stata distrutta: il deliberato attacco di Israele contro i bambini palestinesi nel Territorio Palestinese Occupato dal 7 ottobre 2023″. È questo il titolo del report pubblicato ieri dall’ONU, segnatamente dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite su Territori Palestinesi Occupati, Gerusalemme Est e Israele, istituita nel 2021 dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Ulteriormente confermato anche da questo studio indipendente il genocidio in corso a Gaza, che non si è fermato neanche con il cessate il fuoco.
Il rapporto si concentra sul periodo di tempo che va dal 7 ottobre 2023 al 31 marzo 2026 ed è stato realizzato applicando un’analisi integrata dei diritti dei bambini e delle bambine che si concentra sulle loro vite e sui possibili sviluppi, prendendo in esame anche i danni causati dagli attacchi israeliani sul loro benessere fisico, sociale, emotivo e cognitivo.
Le fonti sono molteplici: open data, informazioni ufficiali, rapporti, testimonianze e una serie di interviste condotte sul campo con un approccio consensuale e che minimizzasse la riattivazione di traumi nelle giovani persone intervistate, i cui video e foto sono consultabili. Per realizzare il lavoro è stato attivato personale medico-sanitario e accademico, giornalisti, esperti legali e patologi forensi. Ulteriore materiale è rappresentato da verbali e referti medici.
Una parte significativa è dedicata alle analisi del periodo successivo a ottobre 2025, quando è stato ufficialmente dichiarato il cessate il fuoco. Viene citato un report stilato dall’UNICEF secondo cui sono un centinaio i bambini e le bambine uccisi nei primi tre mesi di “cessate il fuoco”. Un altro tema centrale è quello della consuetudine dell’esercito israeliano di prendere sistematicamente e deliberatamente di mira i bambini.
“La Commissione ha investigato e documentato casi che mostrano un pattern significativo di bambini presi di mira dalle forze di sicurezza israeliane a Gaza. Sono inclusi casi di bambini colpiti mentre cercavano di scappare insieme alle proprie famiglie e in luoghi di rifugi come i campi profughi, i punti di distribuzione di cibo o altro”, si legge in un passaggio dello studio. Vengono inoltre analizzati nel dettaglio molti casi di uccisioni o ferimenti gravi di bambini e riportati dati precisi come orario, luogo, contesto e tipo di arma utilizzata.
La Commissione parla apertamente di genocidio e di una condotta da parte di Israele che ha “cancellato l’infanzia” a Gaza. Secondo i dati, nei primi due anni di invasione sono stati 20.179 i bambini uccisi e 44.143 quelli feriti. L’accento viene posto anche sui sopravvissuti: “Le azioni contro i bambini facevano parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza. I giovani feriti affrontano una vita di disabilità”, denuncia la Commissione delle Nazioni Unite presieduta da Srinivasan Muralidhar, avvocato indiano già a capo della Corte Suprema.
Il report conferma quattro dei cinque aspetti che configurano un genocidio secondo l’articolo II della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio e chiede a Israele di rispettare la pronunciazione della Corte Internazionale di Giustizia sul tema e di cessare la sua condotta genocidiaria non solo a Gaza ma anche in Cisgiordania e Gerusalemme Est e invita la comunità internazionale a rendere più efficaci gli obblighi legali per indurre lo Stato ebraico a cessare l’uccisione deliberata di bambini.






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