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10 Luglio 2026
Podcast / Io non mi rassegno

La fine dei gettonisti, il caos dei pronto soccorso – Rassegna stampa sarda settimanale

La fine dei gettonisti e il caos dei pronto soccorso; Da Zedda a Todde: il termometro del gradimento politico in Sardegna; Voli interni: inquinanti e con pochi passeggeri.

Autore: Lisa Ferreli - Sardegna Oltre
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L'articolo si trova in:

Trascrizione episodio

Reparti a rischio chiusura, mobilitazioni per chiedere risposte sulla sanità nei territori, chiusura dei pronto soccorso, dimissioni che hanno il sapore della protesta. E ancora comunità prive di medici di medicina generale, guardie mediche che operano in modo discontinuo e servizi sempre più difficili da garantire. È una fotografia che si compone giorno dopo giorno, attraverso le cronache dei giornali sardi, e che restituisce l’immagine di un sistema sanitario regionale alle prese con criticità sempre più profonde. Non che prima la situazione fosse delle migliori, di sanità sarda che non gode di buona salute ne abbiamo parlato numerose volte in rassegna stampa, ma stavolta centrale sarebbe la fine definitiva dell’era di medici e mediche a gettone nei pronto soccorso dell’Isola.

Vado su CagliariToday dove la giornalista Marzia Piga spiega come i contratti con le cooperative private sono infatti scaduti e non potranno più essere prorogati, imponendo alle aziende sanitarie una riorganizzazione immediata dei servizi di emergenza-urgenza. Nata per tamponare la cronica carenza di personale ma diventata progressivamente uno dei simboli della crisi della sanità regionale, la questione gettonisti secondo i dati dell’Autorità nazionale anticorruzione, tra il 2024 e il 2025 ha determinato nell’Isola una spesa di oltre 328 milioni di euro, circa un terzo della spesa nazionale sostenuta per questo sistema e che ha fatto dell’Isola il caso più costoso d’Italia. La questione però ora stando alle cronache è che garantire la continuità dell’assistenza senza ricorrere alle cooperative private, è decisamente complesso.

E le cronache lo testimoniano. Brevemente, in settimana il Comitato SOS Sanità Barbagia Mandrolisai ha organizzato un sit-in notturno davanti all’ospedale San Camillo di Sorgono per richiamare l’attenzione sulla grave carenza di personale medico nel Pronto Soccorso e sulle crescenti difficoltà che interessano l’intero sistema sanitario locale. Alle dimissioni della direttrice del Pronto soccorso e della Medicina d’urgenza dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, Rosangela Beretta, si è aggiunta la chiusura temporanea del Pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Isili a causa di una improvvisa carenza di personale medico non sostituibile nelle tempistiche.

Il Pronto soccorso dell’ospedale San Martinodi Oristano rischia invece di restare con un solo medico in servizio nella maggior parte dei turni notturni, mentre intere comunità sono in lotta perché sia garantito senza esclusioni l’accesso al diritto alla salute: come accade a Illorai, dove l’ospedale più vicino dista circa 40 chilometri, non è presente un presidio di ambulanza e neanche un presidio medico stabile. La presidente della Regione Todde in settimana ha ringraziato pubblicamente chi in questo scenario difficile si trova comunque in prima linea, ma le opposizioni non ci stanno: denunciano la crisi dei pronto soccorso e chiedono alla presidente della Regione di lasciare la delega alla Sanità. Una situazione quindi decisamente problematica che si manifesta nel momento meno semplice possibile: quello dell’estate, delle ondate di calore, dell’aumento della popolazione nelle località turistiche e di pronto soccorso che, fisiologicamente, vedono crescere gli accessi.

In mezzo a tutto questo c’è un diritto, quello alla salute che non conosce stagioni e che anno dopo anno viene sempre più negato. Vi lascio però ora al commento di Giovanni Marco Ruggiu, presidente dell’asssociazione Mèigos – Giovani Medici Sardegna e Consigliere dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri delle province di Sassari e Gallura, al quale abbiamo chiesto perché e come siamo arrivati a questa crisi, soprattutto per quanto riguarda i pronto soccorso.

Fonti:
Notte di protesta davanti all’ospedale di Sorgono
Pronto soccorso, cresce l’emergenza: le dimissioni della responsabile di Olbia e la chiusura temporanea di Isili riaccendono la polemica politica
Stop ai gettonisti, sanità sarda già in crisi: solo due medici al pronto soccorso di Tempio
«Al Pronto soccorso con un solo medico di notte»: sindacato in rivolta
Manca il medico da mesi: la mobilitazione dei residenti. Il sindaco: «Presto la soluzione»
Sanità, Fratelli d’Italia attacca Todde: “Ospedali al collasso, lasci l’assessorato”
Sanità, Todde: “Grazie agli operatori che stanno tenendo aperti i pronto soccorso”
Addio ai gettonisti, parte la sfida decisiva per la sanità sarda: i primi 93 medici per evitare il collasso dei pronto soccorso

Nella classifica realizzata dal quotidiano “Il Sole 24 ore” che misura il gradimento degli amministratori, per quanto riguarda i comuni, a trainare la graduatoria è il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, che conquista il quarto posto nazionale con un indice di gradimento del 63%, in crescita del 2,7 per cento. Guardando sempre ai dati che arrivano dalla Sardegna, al diciassettesimo posto si trova il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu al 57,5 per cento, in calo di quasi sei punti.

Ventisettesimo posto per Giuseppe Mascia, sindaco di Sassari, che ottiene il 55,5 per cento delle preferenze e un aumento del 4,4 per cento. Si piazza invece al trentaseiesimo posto Pietro Morittu, sindaco di Carbonia, con un crollo delle preferenze: meno 11,3 per cento.

E chiude la classifica dei sindaci sardi il primo cittadino di Oristano Massimiliano Sanna che si colloca all’83esimo posto: per lui un calo del 7,2 per cento. Sto leggendo da RaiNews che riporta invece come sul fronte regionale, nel Governance Poll del Sole 24 Ore che misura il gradimento complessivo dei presidenti di Regione, la governatrice sarda Alessandra Todde – al quattordicesimo posto – ottiene il 49 per cento dei voti, in aumento di quasi quattro punti.

Ma come sapete a noi piace andare oltre la cronaca e quindi, abbiamo chiesto a Luca Deidda, professore ordinario di Economia politica all’Università di Sassari, commento tecnico in merito ai dati sull’indice di gradimento ma soprattutto come funzionano queste graduatorie.

Fonti:
Governance Poll: migliora Todde, Zedda al quarto posto
La classifica dei sindaci e governatori più amati

I nuovi collegamenti aerei estivi tra Cagliari e gli aeroporti di Olbia e Alghero, operati da Aeroitalia nell’ambito della continuità territoriale hanno registrato un numero limitato di passeggeri nelle prime giornate di servizio. Lo ha riportato in settimana L’Unione Sarda attraverso un’intervista a cura di Andrea Artizzu, all’ex comandante di Meridiana Andrea Mascia.

Il primo dato che emerge è che i numeri sono risicati: il giorno dell’esordio sono stati registrati una decina di passeggeri su Alghero e circa 15 su Olbia. Le tariffe sono base, variano in base ai giorni: partono da 34,99 a tratta per volare da Cagliari fino ad Alghero o a Olbia, in orari che però non rendono sempre possibile andare e tornare in giornata.

A bocciare i voli interni è però anche Legambiente: Secondo l’associazione ambientalista, i voli operati con aeromobili ATR su tratte inferiori ai 200 chilometri genererebbero emissioni di anidride carbonica fino a venti volte superiori rispetto a un collegamento ferroviario equivalente. Le stime diffuse da Legambiente indicano oltre una tonnellata di CO₂ per ciascun volo e, considerato il numero di passeggeri previsto nelle prime fasi del servizio, emissioni comprese tra gli 84 e i 91 chilogrammi per passeggero.Insomma, tra pochi passeggeri, orari poco competitivi e critiche sul piano ambientale, il nuovo collegamento aereo interno debutta con più interrogativi che certezze.

Fonti:
Al via i voli interni estivi fra gli scali della Sardegna
Il flop dei voli interni, semivuoti gli Atr di Aeroitalia: «Poco utili e costosi»
Voli tra Cagliari, Olbia e Alghero, Legambiente: “Costosi e 20 volte più

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