Oltre a occuparsi della tutela dei diritti della fauna selvatica, l’avvocato tarantino Andrea De Palma è proprietario e custode di un piccolo santuario verde dove trovano rifugio molte specie animali e vegetali.
Oltre a occuparsi della tutela dei diritti della fauna selvatica, l’avvocato tarantino Andrea De Palma è proprietario e custode di un piccolo santuario verde dove trovano rifugio molte specie animali e vegetali.
Finanziato dall’Unione Europea, il progetto Hike vuole promuovere il movimento e lo sport all’aria aperta lungo gli itinerari culturali d’Europa, un inestimabile patrimonio storico e naturalistico a portata di tutti. Poco importa se a piedi o in bicicletta: percorrerne anche solo pochi chilometri conduce al cuore dei territori e della loro cultura. Lo scorso week-end anche la nostra Benedetta Torsello ha camminato alla scoperta di un panoramico tratto della via Francigena, tra Bari e Monopoli.
La vicenda dell’ex Ilva di Taranto e la libertà di stampa e d’informazione hanno molto in comune. Ricordata anche dal Presidente Mattarella di recente, tale libertà sembra non vigere nella città pugliese, dove diritti, dati e informazioni sono nascosti per tutelare l’interesse di chi trae profitto da quella che è stata definita dall’ONU “zona di sacrificio”. Vi sono però alcune eccezioni, come l’eccellente lavoro d’inchiesta che sta svolgendo la giornalista Rosy Battaglia.
Nelle assolate campagne di Cutrofiano (Le), una casa bianca e con le imposte blu accoglie chiunque sia alla ricerca di una vacanza a basso impatto e in linea con scelte di consumo etiche e sostenibili. Stefania Zini ci racconta come è nata Casa Primera e la sua nuova vita off grid.
Abbiamo chiesto ad Alex Zanotelli, padre comboniano e attivista per la pace, di commentare il recente meeting dei G7 tenutosi a Fasano, in provincia di Brindisi. Da lì il discorso si è ampliato toccando temi cruciali come l’obiezione fiscale, il potere politico ed economico dell’industria bellica e l’importanza di coinvolgere le giovani generazioni.
Dei 200 miliardi di euro che le industrie inquinanti europee costano alla collettività in termini di morti premature, malattie e danni causati all’ecosistema, quasi 2 miliardi sono legati alle esternalità negative prodotte da Acciaierie d’Italia nello stabilimento ex Ilva. Questi drammatici dati emergono in maniera chiara e incontrovertibile dall’ultima inchiesta pubblicata da CORRECTIV.Europe, in collaborazione con Cittadini Reattivi, a cui ha collaborato anche Rosy Battaglia, autrice del documentario Taranto Chiama.
E se le persone, soprattutto giovani, con delle fragilità in cerca di una loro autonomia emotiva e lavorativa facessero vedere la città ai turisti interessati agli scorci più particolari e inediti? E se per costruire questi tour venissero coinvolti i piccoli artigiani e gli abitanti dei quartieri, creando una rete solidale? È proprio questa l’idea di Case Matte, un progetto lanciato dalla cooperativa ISACPro che a Taranto unisce inclusione sociale, empowerment, turismo esperienziale e valorizzazione della comunità.
Una rete di biblioteche di quartiere sta per contaminare positivamente e in maniera capillare la città di Bari, da tempo attenta al tema della diffusione della cultura letteraria. Ma lo scopo del progetto Colibrì – questo è il suo nome – è anche quello di generare socialità e inclusione in questi spazi, pensati altresì per essere presidi di legalità in zone difficili del capoluogo pugliese.
Il piccolo borgo pugliese di Melpignano, da sempre apripista nell’unire cittadinanza e istituzioni per il bene comune, lancia un’altra iniziativa. È una cooperativa di comunità che, fra le varie azioni per rilanciare il borgo e i suoi abitanti – come un apiario di comunità e la creazione di posti di lavoro –, ha previsto anche la creazione di una comunità energetica rinnovabile.
Una cooperativa di comunità è un soggetto multiforme che in maniera inclusiva e condivisa unisce aspetti come la rigenerazione, la socializzazione, l’impresa sociale e l’accoglienza per rivitalizzare il territorio e la comunità che lo abita. Un caso interessante è quella di Porta Nova, che sta animando Trani con numerose iniziative dal basso, dalla ciclofficina all’eco-ostello al cinema partecipato.
Un progetto di cohousing che, attraverso la condivisione di spazi di vita all’interno della medesima abitazione, vuole favorire l’invecchiamento attivo, la socializzazione, l’inclusione e l’autosufficienza di persone con più di 65 anni di età. È Condiviviamo, lanciato a Bari dalla cooperativa Occupazione e solidarietà grazie alla vittoria del bando “Vivere Insieme: cohousing per la terza età”.
Una risposta trasversale a un problema trasversale. È questo il principio che anima il progetto di cohousing sociale “Insieme a casa”, che ispirandosi alle idee di abitare condiviso, sharing economy, inclusione e socializzazione offre una soluzione a persone vittime dell’emergenza abitativa, dell’emarginazione e in condizioni di fragilità, anche economica.
C’è tutta la Taranto che lotta, che rivendica, che non si accontenta più di scegliere il male minore fra disoccupazione e malattia nella Palazzina Laf, la porzione dell’Ilva dove venivano mandati gli operai dissidenti. E sono loro i protagonisti della storia raccontata da Michele Riondino nel suo omonimo film, il primo firmato come regista. Con lui abbiamo parlato di questa storia ma anche di attivismo, di diritti, di scelte politiche e artistiche e di cinema come strumento di comunicazione.
Rientrato in Italia dopo anni di studio e lavoro all’estero, Carlo si stabilisce in Puglia per recuperare un’antica masseria in stato di abbandono nella campagna di Manduria, nel tarantino. Masseria Specula, dal nome dei cumuli di pietra che anticamente delimitavano i terreni, è un luogo di incontro concepito per creare un impatto positivo sul territorio e sull’ambiente circostanti.
La bomba sociale e quella ambientale sono pronte a detonare. È possibile disinnescarle? Sì, ma secondo Francesco Gesualdi – attivista, saggista e fondatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo – è indispensabile recuperare il senso del limite, consumare meno risorse e distribuirle più equamente. Perché quelle che offre il Pianeta non sono infinite.
Frutto della sintesi di numerose esperienze di viaggio di due ragazze pugliesi, Habari we dorm è un ostello sociale che incarna la filosofia dell’accoglienza. Non solo verso i turisti “normali”, ma anche a beneficio dei numerosi pellegrini che soggiornano qui – grazie a una sinergia con la rete dei cammini – e delle persone con fragilità che in questo ostello trovano uno spazio lavorativo e un’occasione di riscatto.
Diossina nel latte materno. Succede anche questo a Taranto, dove i fumi dell’acciaieria oscurano il cielo ormai da troppo tempo. Gli studi che confermano questa contaminazione risalgono a diversi anni fa, ma solo pochi giorni fa la giornalista Rosy Battaglia – autrice del documentario d’inchiesta “Taranto Chiama” – è riuscita a ottenerne copia, “strappandoli” alla negligenza e alla connivenza delle istituzioni che dovrebbero monitorare e tutelare le condizioni di salute della popolazione ionica.
Da quando sono trapelate informazioni sul piano di ampliamento del Nardò Technical Center di proprietà della Porsche, ai danni di un bosco secolare e a seguito di una delibera della Regione Puglia quasi del tutto passata inosservata, cittadini e associazioni del territorio hanno iniziato a interrogarsi sul millantato “interesse pubblico” del progetto, che sembra essere più quello della multinazionale tedesca che della collettività.
Forchette e Forconi è una rassegna di “cene parlanti” organizzata da Salento km 0, associazione che promuove i valori dell’agroecologia attraverso il lavoro spesso silenzioso di piccoli produttori locali, primi custodi degli ecosistemi rurali e di varietà di piante e colture antiche. Momenti di confronto e racconto saranno gli ingredienti giusti delle pietanze, preparate direttamente dall’orto alla tavola.
Nell’incessante lavoro di raccolta di dati e testimonianze sulla strage silenziosa che sta avvenendo a Taranto, la giornalista Rosy Battaglia ha incontrato e intervistato Marcos Orellana, Relatore Speciale su inquinamento e diritti umani delle Nazioni Unite, che tre anni fa hanno definito il capoluogo pugliese “zona di sacrificio”. Una voce indipendente che si aggiunge a quelle istituzionali e non che hanno condannato la politica omicida ed ecocida dell’ex Ilva.