Non basta osservare i paesaggi per conoscere la Val Pennavaire. Un nuovo documentario racconta la valle attraverso le voci di abitanti, riabitanti, commercianti, educatori e bambini.
Fatti che le persone Non sanno Utili per la propria vita. Questa definizione, semplice e banale, spesso viene dimenticata. Eppure - se applicata - aiuta a discernere. In questa sezione vi proponiamo fatti UTILI davvero per cambiare noi stessi e il mondo
Non basta osservare i paesaggi per conoscere la Val Pennavaire. Un nuovo documentario racconta la valle attraverso le voci di abitanti, riabitanti, commercianti, educatori e bambini.
Dalla formazione agli eventi aperti alla comunità, fino alla creazione di un manifesto condiviso: il percorso della Val Pennavaire verso un turismo sostenibile.
Cosa significa davvero turismo sostenibile in un territorio come la Val Pennavaire? Attraverso i dati del report Source e l’intervista a Laura Grassi, analizziamo opportunità, criticità e possibili soluzioni per costruire un modello di turismo più equo, rispettoso e duraturo.
In Val Pennavaire una rassegna di incontri invita a ripensare il benessere come esperienza condivisa, tra natura, comunità e vita quotidiana.
Un patrimonio diffuso, spesso invisibile, che può ridare vita ai borghi dell’entroterra ligure: il turismo culturale come occasione di rinascita, tra memoria, paesaggio e nuove prospettive.
Tra arrampicate, cammini lenti e micro-ospitalità diffusa, la Val Pennavaire sperimenta un turismo essenziale e rispettoso, dove la qualità dell’esperienza conta più dei numeri. Un laboratorio silenzioso di sostenibilità tra Liguria e Piemonte.
Per scoprire davvero un territorio bisogna percorrerlo a piedi. Ed è proprio tra le pieghe di una terra di confine un po’ nascosta come la val Pennavaire che un oculista torinese ha lasciato il cuore e ha scritto una guida per scoprirla lentamente, Pennavalley trek.
Prendendo come case history la val Pennavaire, al confine fra Liguria e Piemonte, proviamo a capire quale può essere il contributo dell’agricoltura nella lotta allo spopolamento, ma anche alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità.
A Cà du Ricci è un’azienda agricola a conduzione famigliare con una storia importante alle spalle: molto conosciuta e apprezzata in val Pennavaire, presidia il territorio da ben tre generazioni, puntando sull’autoproduzione e sul biologico, volutamente non più certificato per sottrarsi alle logiche industriali.
Olio, olive, paté, pesto genovese, cipolle caramellate, creme di carciofi e pinoli, confetture di peperoncino, marmellate e tanto altro. Questa è solo una microscopica parte di ciò che una piccola azienda agricola della val Pennavaire, al confine tra Liguria e Piemonte, produce. Abbiamo parlato con Alberto Coddetta, il titolare di Olio del Casale, che ci ha raccontato le peculiarità del suo progetto agricolo e agrituristico.
Al confine fra Liguria e Piemonte si avvicina la festa della lavanda! Per scoprire come questa coltivazione è tornata a ricoprire le colline di questi territori – in particolare della Val Pennavaire – abbiamo chiacchierato con Emanuela Polidori e Alberto Coddetta, che fanno parte, ciascuno con ruoli diversi, del mondo della lavanda.
Gli abitanti e i commercianti della Val Pennavaire, al confine tra Piemonte e Liguria, si mettono in rete per progettare insieme e cooperare. Da questa rete emergono nuovi progetti collettivi, tra cui un’aiuola di presentazione ufficiale del gruppo, la cui facilità di realizzazione ha lasciato a tutti e tutte un retrogusto di magia e di nuove e inaspettate possibilità.
Da anni Silvia Mecca propone convegni e consulenze per aiutare le persone a elaborare il lutto e il distacco da persone e situazioni. Da qualche mese Silvia si è trasferita in Liguria, in Val Pennavaire, portando parte dei suoi corsi ad Albenga, nuova sede delle sue attività. L’abbiamo intervistata per conoscere più da vicino il suo lavoro, parlando con lei di tematiche profonde, che spaventano ma che rappresentano passaggi fondamentali per la vita di ogni persona.
Si è tenuto pochi giorni fa il primo incontro di Val Pennavaire in rete, iniziativa che vuole facilitare un percorso di attivazione del territorio al confine tra a Liguria e il Piemonte. In occasione dei prossimi appuntamenti si lavorerà insieme agli abitanti e ai commercianti della valle sui temi del turismo e della salute.
In occasione di un residenziale appena tenutosi in Val Pennavaire, nell’entroterra ligure, conosciamo da vicino Angelo Cattaneo e il suo gruppo dei Papà in azione: uomini di diverse età e professioni che da anni online e di persona lavorano insieme per migliorare loro stessi e la loro vita. Un percorso di consapevolezza che mira ad aumentare l’ascolto di sé in un contesto sicuro e tutto al maschile. Abbiamo intervistato il suo ideatore per comprendere meglio di cosa si tratta.
Un murales mosaico nel centro del paese in cima al Val Pennavaire, con i suoi 28 metri di lunghezza si è aggiudicato il primo posto sul podio per il più esteso murales d’Europa. Ma la grandezza non è l’unico elemento a caratterizzarla: quest’opera racchiude elementi della tradizione antica del paese e dei suoi abitanti, insieme a rappresentazioni di attività turistiche che sembrano sorgere mostrando un possibile futuro di apertura ancor maggiore di oggi. Per realizzarlo artisti più conosciuti si sono uniti ad allievi del liceo artistico.
Continuiamo la nostra narrazione delle aree di confine. Oggi ci spostiamo in nella Val Pennavaire, che delimita il confine tra Liguria e Piemonte. Lo facciamo parlando di restanza, ovvero di giovani donne e uomini che in totale controtendenza rispetto al resto degli abitanti, decidono di restare a vivere nei luoghi dell’entroterra, consapevoli dei disagi ma anche delle bellezze che offrono. Ecco la storia di Gabriele, che all’età di 24 anni ha deciso di stabilirsi da solo in una piccola frazione di Nasino (SV).
Torniamo a parlare di confini in Val Pennavaire, ma questa volta attraverso altri abitanti del territorio, quelli appartenenti al mondo vegetale e animale. Per farlo e dar voce alle problematiche del territorio e di chi ci vive, abbiamo intervistato Marina Caramellino, guida ambientale naturalistica, ex abitante della valle e gestitrice del rifugio.
Tra le difficoltà nel vivere in un’area interna di confine tra due regioni c’è quella legata alla sanità: anche laddove è presente un servizio di volontari organizzati di Croce Bianca per un pronto intervento in caso di emergenze, le prassi burocratiche e la situazione di privatizzazione ospedaliera della Liguria rallentano e creano problematiche aggiuntive. Abbiamo approfondito i dettagli con l’attuale responsabile della Croce Bianca di uno dei comuni della Val Pennavaire.
Continuiamo il nostro racconto della Val Pennavaire attraverso la storia di una coppia di giovani ragazzi che ha da pochi mesi preso in gestione la locanda del lago di Alto. Dopo anni passati a lavorare in locali serali con ritmi e tempi non loro, hanno deciso di ritagliarsi il giusto spazio per realizzare i loro sogni. Non senza difficoltà…