A Catania si produce l’energia d’Europa, ma un giovane su tre è senza lavoro. Un progetto vuole cambiare le cose
Il progetto Energie con il Sud punta a formare oltre 300 giovani nelle professioni emergenti della green economy al Sud Italia. Si è da poco tenuto il primo “job day” a Isola Catania: ecco come è andata.
Il 10 giugno si è tenuto a Catania, all’interno dell’hub di innovazione sociale Isola Catania, il primo Job Day di Energie con il Sud, un progetto che vuole mettere in contatto giovani neoformati e imprese del settore energetico del Mezzogiorno per costruire una transizione che non lasci indietro il Sud del Paese.
Venti ragazzi e ragazze che hanno concluso un percorso intensivo di formazione come tecnici manutentori di impianti energetici, elettrici e termici hanno incontrato dodici aziende del comparto fotovoltaico e dell’efficienza energetica attive in Sicilia e a livello nazionale. Il programma ha incluso presentazioni aziendali, sessioni di colloqui individuali e la consegna dei diplomi, generando complessivamente oltre 83 colloqui in una sola giornata.
Energie con il Sud è un progetto triennale guidato da Isola Catania Impresa Sociale S.r.l. come capofila, nato da un’idea di Fondazione Snam e sostenuto dalla Fondazione Con il Sud, che punta a formare oltre 300 giovani nelle professioni emergenti della green economy in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, nelle città di Catania, Brindisi, Portici e Vibo Valentia.
Sono previsti dodici percorsi formativi intensivi da trecento ore ciascuno, della durata di due mesi, in modalità ibrida, affiancati da attività di sviluppo delle soft skills, overo le competenze relazionali e comunicative sul lavoro, e da borse tirocinio finanziate dal progetto.
A Catania, il progetto vuole anche “risolvere” un paradosso. La città è oggi il cuore di un distretto in costruzione che copre l’intera filiera dell’integrazione energetica: dalla produzione di moduli fotovoltaici allo sviluppo di semiconduttori e componentistica elettronica, dalle piattaforme software per la gestione degli impianti rinnovabili ai grandi investimenti infrastrutturali sui data center.
Secondo il Libro Bianco TEHA-Ambrosetti 2026, il Sud Italia concentra oltre il 50% della capacità eolica e fotovoltaica installata nel Paese. Eppure, nella stessa città, secondo i dati Istat, più di un giovane su tre tra i 15 e i 29 anni (il 35,4%) è fuori dai circuiti di studio e lavoro, tra i valori più alti d’Europa tra i cosiddetti NEET.
È proprio questo cortocircuito il punto di partenza del progetto. «Catania è insieme la città dove si costruisce il futuro dell’energia europea, ma anche dove troppi giovani non riescono a esprimere il proprio potenziale», dichiara Antonio Perdichizzi, Presidente di Isola Catania. «Non è una contraddizione che possiamo accettare. È in questo cortocircuito che Energie con il Sud trova la sua ragion d’essere: all’integrazione energetica serve l’inclusione sociale, perché solo insieme producono una transizione che si possa definire giusta».
Il rischio, altrimenti, è che il Sud rimanga il luogo dove si produce l’energia che alimenterà il futuro industriale di altre aree, senza che le sue comunità trattengano il lavoro qualificato e il valore della trasformazione.
Il Job Day del 10 giugno è stato il primo di una serie di appuntamenti previsti nel triennio, pensati come infrastruttura stabile di incontro tra giovani formati, imprese e politiche attive del lavoro nel Mezzogiorno. Per Perdichizzi, l’obiettivo è preciso: «Lavoriamo perché Catania sia il laboratorio nazionale della transizione giusta.»
Per maggiori informazioni sul progetto e sui prossimi incontri è possibile visitare il sito di Energie con il Sud.





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