Altri due gravi incidenti di caccia e il DDL “sparatutto” sbarca in Senato. La petizione per fermarlo
Un runner centrato al volto durante un addestramento e due cani colpiti intenzionalmente da un cacciatore abusivo. Intanto una petizione prova a fermare il DDL sparatutto, sbarcato al Senato.
La stagione venatoria comincerà solo a settembre, ma negli ultimi giorni si sono già verificati due gravi incidenti di caccia, entrambi nel nord-est. In Friuli un cacciatore stava addestrando il suo cane presso la Zona cinofila Sanvitese – una zona C, dove dunque è concetto sparare, seppure con una serie di accorgimenti molto rigidi –, quando ha colpito un runner che stava correndo lungo una strada nei paraggi.
Secondo quanto riportato dall’ANSA, il cacciatore “ha sparato un colpo a pallini con un fucile di sua proprietà regolarmente detenuto nel tentativo di colpire una quaglia libera nel campo. Alcuni pallini hanno però raggiunto il runner che ha riportato ferite superficiali al braccio destro e al volto. Dopo le prime cure del personale del 118, inviato dalla centrale operativa Sores Fvg, l’uomo è stato trasportato all’ospedale di Pordenone per una valutazione oculistica, poiché uno dei pallini ha colpito una zona vicina all’occhio destro”.
Il secondo episodio si è verificato in Veneto ed è ancora più inquietante poiché si tratta di un gesto deliberato. Un cacciatore abusivo – stava esercitando l’attività venatoria in una zona protetta di ripopolamento e fuori dal calendario di caccia – ha intenzionalmente colpito due cani che abitavano in una casa privata del circondario, uccidendone uno e ferendo gravemente l’altro. Il cacciatore ha provato a far perdere le sue tracce ma è stato rintracciato grazie al numero di targa annotato dalla proprietaria della casa, che ha dato luogo a un sopralluogo delle forza dell’ordine che hanno trovato le armi da cui sono state sparate le cartucce rinvenute.
Due episodi molto preoccupanti, che segnano una pericolosa continuità con la stagione venatoria 2025/26, durante la quale gli incidenti di caccia ha provocato 46 vittime, 13 delle quali erano persone impegnate in altre attività all’aria aperta e completamente estranee alle battute di caccia di cui sono state vittime. “La caccia appare oggi un’attività armata anacronistica, paradossale e socialmente masochistica. Il Governo Meloni sta ulteriormente estremizzando lo scontro, portando una larga parte della popolazione italiana al limite della sopportazione, attraverso imposizioni illogiche, antiscientifiche e contrarie al diritto”, dichiara l’Osservatorio Vittime della Caccia.
A proposito di quest’ultimo punto, è di questi giorni un appello delle associazioni ambientaliste e animaliste contro il DDL 1552, ribattezzato “sparatutto”, che proprio oggi torna in discussione al Senato. “Si prefigura la distruzione della natura, l’uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l’esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà per i cittadini di muoversi in sicurezza, lo sfregio del dettato costituzionale e del diritto europeo”, sostengono le associazioni.






Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi