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18:57 17 Giugno 2026 | Tempo lettura: 3 minuti

Il Parlamento Ue approva il regolamento sulle NGT: via libera definitivo ai “nuovi ogm”

Il voto chiude un iter durato anni e apre la strada alla coltivazione di varietà vegetali ottenute con nuove tecniche di manipolazione genomica, equiparate in larga parte alle piante convenzionali. I nodi critici su etichettatura, brevetti e coesistenza con il biologico restano aperti.

Autore: Redazione
parlamento ue approva nuovi ogm ngt

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), che equipara alcune di queste tecniche alle coltivazioni tradizionali. Il testo, concordato tra Eurocamera e Consiglio europeo alla fine del 2025, è stato approvato senza una votazione finale, dopo che tutti gli emendamenti presentati sono stati respinti. Era l’ultimo passaggio che mancava, dopo l’approvazione del Consiglio dell’Ue ad aprile.

Le nuove norme modificano l’approccio europeo alla regolamentazione delle piante ottenute con tecniche genomiche: il criterio di valutazione non sarà più legato al metodo utilizzato per ottenerle, ma alle caratteristiche genetiche finali della pianta. Il regolamento introduce infatti due categorie. Le NGT-1, ovvero piante con un numero limitato di modifiche, considerate ottenibili anche con selezione convenzionale, vengono equiparate alle varietà tradizionali ed esentate dalla maggior parte degli obblighi previsti per gli ogm, inclusi valutazione del rischio ed etichettatura al consumo. Le NGT-2, con modifiche più complesse, restano invece soggette alla normativa ogm vigente, con autorizzazione, tracciabilità ed etichettatura obbligatorie.

Le tecniche in questione, conosciute in Italia anche come TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) o con il nome di “nuovi ogm”, comprendono principalmente cisgenesi e genome editing. A differenza degli ogm “classici”, basati sulla transgenesi, non introducono necessariamente materiale genetico estraneo alla specie, ma intervengono in modo mirato sul patrimonio genetico della pianta. Il voto di oggi completa un iter avviato dal Consiglio dell’UE, che il 21 aprile scorso aveva dato il via libera con il voto favorevole di 18 paesi membri, tra cui l’Italia.

I sostenitori della riforma, a partire dalla relatrice Jessica Polfjärd (PPE), la presentano come una risposta concreta alle sfide dell’adattamento climatico in agricoltura, in grado di ridurre la dipendenza da pesticidi e fertilizzanti. Copa e Cogeca, le principali organizzazioni europee di agricoltori e cooperative, hanno salutato con favore il voto.

Le criticità sollevate da organizzazioni come FederBio, Rete Semi Rurali e Via Campesina rimangono però irrisolte. Secondo FederBio, il testo rappresenta una pericolosa deregolamentazione, che elimina strumenti essenziali di tutela quali la valutazione del rischio, la tracciabilità, i metodi di rilevamento e l’etichettatura dei prodotti.

Un’altra questione controversa riguarda i brevetti: il regolamento non introduce un divieto, ma sole misure di trasparenza e monitoraggio, lasciando aperto il rischio di una concentrazione del mercato sementiero in mano a pochi grandi operatori e di una progressiva perdita di autonomia da parte degli agricoltori.

Vuoi approfondire?

Ascolta la puntata di Io non mi rassegno + “Nuovi ogm, vecchie domande

Resta inoltre da chiarire come garantire la coesistenza con l’agricoltura biologica e le filiere libere da OGM: equiparare la maggior parte delle varietà ottenute tramite TEA alle piante convenzionali senza prevedere norme chiare ed efficaci per la separazione delle filiere rischia di rendere impossibile per gli agricoltori biologici mantenere le proprie produzioni incontaminate.

Il regolamento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e sarà applicabile due anni dopo. Nel frattempo, il dibattito su trasparenza, controllo pubblico e sovranità sementiera è destinato a continuare.

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