Impazza il toto Presidente della Repubblica e allora affrontiamo l’argomento, vedendo come funziona l’elezione, quali sono i candidati più chiacchierati e quali gli scenari possibili. Parliamo anche della città di Londra che sconsiglia ai cittadini di fare attività fisica per i livelli troppo alti di inquinamento.
In Cile viene eletto Gabriel Boric, il presidente più giovane – e più di sinistra – della storia del paese, con il record di voti. A Hong Kong, invece, le “farsesche” elezioni dei “soli patrioti” hanno dato come risultato la scontata vittoria della candidata pro-Pechino. Intanto Auroville, la storica comunità intenzionale indiana, è sotto attacco, mentre à già finito nel dimenticatoio il tragico rogo nel campo rom del foggiano in cui hanno perso la vita un bambino e una bambina.
La Germania ha un accordo per il nuovo governo, formato da una coalizione “semaforo” (rosso-verde-gialla) fra socialdemocratici, verdi e liberali. Intanto il parlamento europeo approva la nuova Politica agricola comune (Pac), fra mille polemiche, mentre in Cina a sorpresa calano le emissioni di CO2. E l’Africa trema, fra disastri climatici, attentati e venti di guerra civile.
Parliamo di elezioni. Quelle in Cile – soprattutto – e quelle in Venezuela. Due paesi simbolo, in modi diversi del passato recente e del prossimo futuro di modelli economico-democratici. Elezioni sorprendenti, assurde sotto alcuni aspetti, che ci dicono molto sui due paesi e sul mondo che stiamo vivendo.
Elezioni presidenziali, elezioni regionali, crisi politiche. Oggi parliamo di politica, di politica elettiva, facendo un giro del mondo e vedendo come sono andate o stanno andando le molte tornate elettorali di questi giorni, dall’Etiopia all’Iran, alla Francia, passando dalla crisi politica di Bolsonaro che potrebbe aprire la strada al ritorno di Lula in Brasile. Sullo sfondo, una democrazia elettiva sempre più stropicciata e malconcia, che vede nell’astensione – ovunque altissima – uno dei sintomi della sua malattia.