12 Gen 2022

Perché in Europa gli aerei volano vuoti? – #443

In Europa gli aerei volano semivuoti per via di una legge europea che l’Unione non vuole modificare, causando perdite economiche e danni ambientali inutili. Europa che continua anche a discutere su gas e nucleare all’interno della tassonomia verde. Intanto iniziano a uscire i report climatici sull’anno appena trascorso, che neanche a dirlo, continua sui trend dei precedenti.

I voli vuoti di Lufthansa

Sta suscitando sempre più scalpore la notizia, che rimbalza in vari media, degli aerei che volano vuoti in Europa. A lanciare l’allarme è stato un comunicato di Lufthansa, che ha annunciato che questo inverno 18.000 voli, ovvero il 5-6% di tutte le loro rotte, saranno voli “non necessari”, ovvero con troppo pochi passeggeri per essere redditizi.

Ne parlano, fra gli altri, Valori ed Euronews. Ma come mai alcune compagnie aeree in Europa scelgono di far volare i loro aerei anche se questa cosa è sconveniente dal punti di vista economico, oltre che un vero e proprio suicidio dal punto di vista ambientale?

Il fatto è questo: l’arrivo della variante Omicron e l’impennata dei contagi in tante parti del mondo hanno fatto sì che le prenotazioni di viaggi aerei siano tornate a crollare come ai tempi iniziali della pandemia. E molte delle compagnie aeree hanno ridotto i loro voli giornalieri a seguito di questa riduzione della domanda. Ad esempio la stessa Lufthansa ha già annunciato la cancellazione di 33.000 voli nelle prossime settimane e mesi. Ma non può tagliare oltre.

Come mai? Perché c’è una norma europea che regola il traffico aereo negli aeroporti che prevede che ogni compagnia aerea abbia un certo numero di slot assegnati di decolli e arrivi  nel corso di una giornata, che può mantenere se li utilizza almeno l’80% delle volte. In caso contrario questi slot vengono riassegnati. 

All’inizio della pandemia, la Commissione Europea aveva sospeso questa norma a causa del crollo del traffico. Poi, dal 15 febbraio, l’aliquota è stata ridotta al 50%. Ma le prenotazioni sono così poche che non riescono a saturare nemmeno quel 50% rimanente. E allora le compagnie, pur di non perdere gli slot e rischiare di avvantaggiare la concorrenza, fanno volare aerei vuoti o semivuoti. Con una perdita economica notevole e anche soprattutto, causando emissioni di CO2 dannose e immotivate.

La Commissione europea è sotto forte pressione per ridurre ulteriormente le tariffe di sfruttamento sulle compagnie aeree, anche perché nel frattempo in quasi tutte le altre parti del mondo sono state approvate delle misure eccezionali su questo aspetto, rispettose del clima in tempi di pandemia.

Per ora però, l’esecutivo europeo dice che non allenterà le regole. Anzi, il 15 dicembre scorso ha annunciato che alzerà il tasso al 64% dal 28 marzo, contando sulla ripresa della domanda quest’estate. 

È sempre sorprendente, oltre che inquietante, vedere come abbiamo costruito un sistema che ci spinge a fare cose insensate, dannose, a volte come in questo caso anche antieconomiche, in cui nessuno ha dei reali interessi, ma lo facciamo semplicemente perché è complicato cambiarle, perché lo abbiamo deciso tempo fa e “ormai si fa così”. Se non riusciamo a prendere nemmeno queste decisioni “semplici”, mi chiedo come faremo per quelle più complesse. Ci vuole che l’Europa cambi qualcosa, e in fretta, se vuole raggiungere i suoi obiettivi di neutralità climatica.

Tassonomia verde, l’Ue resta divisa

Sempre Valori ci informa che continua la divisione nel cuore dell’Europa sull’includere gas e nucleare all’interno della tassonomia verde europea. Le due fonti energetiche sono state inserite, all’interno della bozza presentata dalla commissione, nel novero delle energie verdi che quindi riceveranno finanziamenti nei prossimi anni. Ma la proposta, che deve ancora essere approvata, continua a dividere i paesi.

La Germania, dopo un valzer nei giorni scorsi, sembra essere tornata a schierarsi su un no al nucleare, mentre accetta di buon grado il gas. All’opposto della Francia, che invece vorrebbe mantenere l’atomo ma non ha particolare interesse sul gas. È ovvio che ciascun paese fa i suoi interessi, ed è difficile affrancarsi da fonti energetiche che al momento garantiscono ancora buona parte della nostra produzione di energia. Al tempo stesso ogni mese o anno in cui rimandiamo questa decisione, è un mese o un anno perso nel contrasto ai cambiamenti climatici.

I report climatici sul 2021

Intanto, come sempre accade a inizio anno, arrivano le prime carrellate di studi sull’anno appena conclusosi che ci ricordano che, mentre noi cincischiamo, le leggi della termodinamica continuano a fare il loro corso. 

Il report di Munich Re, la compagnia assicurativa che pubblica il consueto report annuale sullo stato dei disastri climatici, ci informa che il 2021 è stato il secondo anno con più danni causati da disastri climatici. Che, quantificati economicamente, ammontano a 280 miliardi di dollari. Per quanto non abbia molto senso misurare economicamente i cambiamenti climatici, ci danno comunque un’idea.

In particolare il 2021 è stato un annus horribilis per gli Stati Uniti, che da soli partecipano alla metà del budget di disastri, ma anche l’Europa è tornata a conoscere l’impatto più devastante degli estremi climatici.

Inoltre, secondo le ultime registrazioni effettuate dal programma di ricerca europeo Copernicus, lo scorso anno è stato anche il quinto più caldo di tutti i tempi, e gli ultimi sette anni i sette anni più caldi di sempre, per quanto riguarda le temperature registrate sulla terraferma, mentre il Guardian ci informa sempre il 2021 ha fatto segnare le temperature più alte mai registrate negli oceani, con il record continua a essere infranto, anno dopo anno, per il sesto anno consecutivo. 

E l’elenco potrebbe continuare. Siamo già in piena emergenza climatica, anche se ancora non è che ce ne accorgiamo del tutto, se non chi questi fenomeni li vive ormai nella sua quotidianità. 

Ora prendiamo un bel respiro. È importante imparare a stare in questa sensazione, accettare che tutto ciò sta succedendo, fare un esercizio di consapevolezza profonda per riuscire a stare nel problema. E trarre anche da qui la forza per provare a porvi rimedio. Ci sono tante cose sensate e belle che possiamo fare, e su Italia che Cambia trovate tanti spunti. Ad esempio, avete provato a dare un’occhiata al tavolo sul clima fra le visioni 2040?

Fonti e articoli:

#voli
Valori – Volo Lufthansa con destinazione crisi climatica, imbarco immediato

#tassonomia verde #Ue
Valori – Tassonomia, l’Europa resta divisa. E Bruxelles prende tempo

#report climatici
Rinnovabili.it – Disastri climatici, il 2021 è il 2° anno peggiore di sempre
GreenMe – Il 2021 è stato il quinto anno più caldo di tutti i tempi
The Guardian – Hottest ocean temperatures in history recorded last year

#carbone
Rinnovabili.it – Perché la Francia spingerà al massimo le sue centrali a carbone
Rinnovabili.it – Carbone e trasporti fanno volare le emissioni USA nel 2021

#covid #inquinamento
Rinnovabili.it – Inquinamento atmosferico e coronavirus, le polveri sottili aumentano il rischio contagio

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